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  1. CHI DI ASSENSO FERISCE... Curtea de Arges, 1463 "Che entri il prigioniero". Il portone della sala delle condanne si aprì, per far entrare un omuncolo macilento ma dallo sguardo vispo, che subito si inchinò servile all'uomo sullo scranno. Vlad III Dracul non era certo un tipo che amava essere contraddetto, e proprio per questo si era circondato di un contorno di consiglieri assolutamente incapaci di esprimere un'opinione che non fosse di assenso. Erano quattro, ma talmente anonimi che il sovrano non si era neanche impegnato ad imparare i loro nomi, e li chiamava solamente per numero. La guardia stava procedendo alla lettura delle colpe del prigioniero, quando Vlad la interruppe, annoiato. "Impalatelo". Subito il suo contorno si profuse in esclamazioni di approvazione. "Ottimo verdetto, sovrano" annuì Uno. "Un classico, oserei dire" ribadì Due. "Non passa mai di moda" convenne Tre. "Ed è anche decorativo" aggiunse Quattro, indicando la collina fuori dalla reggia, su cui spiccavano i pali dei malcapitati di turno. Vlad III annuì soddisfatto, lisciandosi i baffetti. "Ottimo, passiamo al prossimo." Il prigioniero si slanciò in avanti. "Un attimo, mio Signore!" esclamò, mentre già le guardie lo tiravano indietro. Il sovrano inarcò un sopracciglio. "Osi contraddirmi?" "Mai, mio sire..." si affrettò a negare l'ometto, mellifluo "Anzi, se posso dire trovo l'impalamento un'ottima scelta. Tuttavia... mi sembra forse un po' scontata. Voi non credete?" aggiunse, rivolto ai consiglieri. E quelli, per abitudine, non poterono che assentire. "In effetti, mio signore, non ha tutti i torti." "La sentenza rischia di essere un po' ripetitiva..." "Dicono che il boia si sia persino annoiato." "E stanno finendo gli spazi sulla collina!" Vlad, pensieroso, si accarezzò il volto. "E dunque... cosa suggerireste? Una bella decapitazione?" "Magnifico!" esultò Uno. "Di gran classe, nobile." "Una condanna esemplare". "E di grande effetto sul pubblico!" "Bene!" annuì il sovrano "Allora è deciso: decapitazione" Il prigioniero tuttavia appariva ancora esitante. "Certo, la decapitazione è una soluzione interessante, però..." "Però?" lo incalzò il sovrano, spazientito. "Un po' troppo comoda. Indolore. Voi che dite?" si rivolse ai consiglieri, che come da copione, furono d'accordo. "In effetti, mio signore, il supplizio sarebbe pressoché inesistente". "La vostra regale persona potrebbe uscirne sminuita". "Il consulente d'immagine reale dice che la vostra crudeltà è in calo..." "E dovremmo rifare tutto il merchandising sulla tortura!" Vlad III sbuffò, annuendo. "E va bene, va bene... allora, sarà accecato e seppellito vivo. Come il mio povero fratello..." aggiunse, con una vena di malinconia. Il contorno proruppe in esclamazioni commosse. "Che pensiero carino, mio Sire!" pianse Uno. "Che fratello sensibile!" convenne Due. "Un gran sentimentale" annuì Tre. "Nonostante l'infanzia così difficile!" aggiunse Quattro. L'ordine stava per essere emanato all'unanimità, quando Vlad si accorse che il prigioniero non era ancora convinto. "Che altro c'è?" "No, no, nulla, mio sovrano. Una scelta commovente e nostalgica. Ma mi chiedevo...non crede forse che sia troppo, per un umile servo come me? Morire della stessa morte del vostro illustre fratello? I vostri consiglieri cosa ne pensano?" Tutti rimasero molto colpiti. "In effetti, è un onore non indifferente". "La morte di un principe a un semplice popolano!" "E se poi i condannati si montassero la testa?" "Ognuno a scegliere la morte del regnante preferito". Vlad III strinse i pugni, al limite della sopportazione. "E va bene. Va bene. Accontoniamo anche questa. Allora potrei..." ripensò alle sue imprese passate, in cerca di ispirazione "...inchiodarti un turbante alla testa, come feci con quei turchi irrispettosi? Ma no, non ne indossi uno. Allora... potrei bruciarti vivo, sì! Come agli ottomani del basso Danubio!" "Un revival! Magnifico!" esultò Uno. "Esotico e al tempo stesso collaudato". "Di facile realizzazione, anche." "E nessun problema di spazio" aggiunse Quattro. "Allora? Stavolta che hai da dire?" Vlad guardò trionfante il suo oppositore. "Una splendida idea, mio sire, devo darvene atto." annuì il prigioniero, ossequioso "Anche se..." "Cosa!" sbottò il sovrano, furente "Anche se, cosa! E l'impalamento è banale, la decapitazione troppo bonton, la condanna di mio fratello troppo onorevole...cos'hai contro un bel rogo? Eh?" "Ma nulla, mio sire, nulla...solamente... un fuoco, in questa stagione? Dovreste rinunciare al piacere di assistervi, per il gran caldo. E che gusto c'è in una condanna, se non la si può fruire in prima persona? Non siete d'accordo con me?" aggiunse, rivolto ai quattro. "In effetti, potreste sudare!" "E lo sapete, se vi si gela addosso rischiate il raffreddore". "Sarebbe così spiacevole non poter assistere..." "E le esecuzioni sono il vostro hobby preferito!" Il sovrano scattò in piedi, furioso, sul punto di scoppiare. A che scopo crearsi un contorno di consiglieri, se poi ci si bloccava su una soluzione così semplice? Fu a questo punto che il prigioniero prese la parola, e diede a Vlad la soluzione perfetta. Alla fine, infatti, furono applicate tutte le condanne. In particolare, Uno venne impalato, Due decapitato, Tre seppellito vivo e Quattro bruciato. Il tutto su suggerimento del prigioniero che, apprezzato dal sovrano per le sue obiezioni, divenne il nuovo consigliere di corte.
  2. Valpur

    Vikings

    Forse la mia serie tv preferita in assoluto è Vikings. Ok, ok. Ci sono i manzi. Ci sono le fighe stratosferiche. Io ne sono felice e non mi copro certo gli occhi di fronte a un Rollo qualsiasi. Ma c'è un sacco di più. La storia è presto detta: ottavo secolo d.C. Ragnar Lothbrok è un contadino in quel di Kattegat, in Svezia, e fa carriera. Un sacco di carriera. Il tutto a suon di raid, navi, accette e aquile di sangue. La trama è semplice ma ha un punto fortissimo: i personaggi. Sono più le loro vicende personali, la crescita, i tormenti di ciascuno di essi (seriamente, non c'è un singolo personaggio banale o scontato) a tenere incollati allo schermo. E poi Vikings è bella. Semplicemente bella, con panorami mozzafiato, una regia accuratissima, da produzione di ben altro livello. Le musiche sono un capolavoro e la semplice colonna sonora merita una visione. Non è perfetta, come serie. Non è osannata come Breaking Bad né ha il fandom sfegatato di GoT (*digrigna i denti). Però è fatta con cura, non si prende troppo sul serio ed è davvero divertente. E poi oh, ci sono i manzi. Tanti manzi.
  3. ZG

    Ricardo y Carolina

    Ricardo y Carolina Laura Costantini e Loredana Falcone goWare Romance storico 490 pagine http://www.goware-apps.com/ricardo-y-carolina-laura-costantini-e-loredana-falcone/ Attualmente in prenotazione fino al 5 ottobre - non disponibile ancora il preview Abbandonare l’Italia e un pretendente in grado di garantirle un futuro nell’aristocrazia della Milano del XIX secolo. Questa è la scelta di Carolina. Rifiutare le convenzioni, inseguire la libertà. Anche di raccontare il mondo sulle pagine di un giornale. Per se stessa e per il Messico di Benito Juárez affronta l’oceano, le diffidenze, i nobili bigotti e reazionari, la monarchia asburgica, la tirannia francese. Per sentirsi parte della lotta dell’uomo che ha scelto di avere accanto, rinuncia a gioielli e crinoline e veste i cenci della revolución. Carolina è figlia del Risorgimento, decisa a rischiare vita e onore in nome di un’idea di emancipazione che precorre i tempi. Ha dalla sua la forza della verità e dell’amore. Per la libertà. E per l’unico uomo che è riuscito a rubarle il cuore.
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