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Trovato 8 risultati

  1. Ospite

    John Fante - Chiedi alla polvere

    Nella California degli anni Trenta si svolge la tormentata vicenda d'amore tra Arturo Bandini (alter ego di Fante che comparirà in altri tre suoi romanzi), scrittore in cerca di nuova ispirazione per un prossimo romanzo e la cameriera messicana Camilla Lopez, sensibilmente diversa da lui e in realtà innamorata di un terzo protagonista (Sammy). Una vicenda intricata, nella quale il protagonista, attraverso la scoperta di un legame sentimentale che desidera, che rifiuta non appena sembra poterlo ottenere, che soggioga la sua vita e che, comunque, mai sembra realmente abbandonarlo, schiude uno spiraglio su se stesso, sul desiderio di mostrarsi migliore di quanto in realtà sia, sul rifiuto di un'indole apparentemente fragile e remissiva assai dissimile da quella che il contesto sociale circostante sembra celebrare, sulla fallace costruzione di un'immagine quanto più "vincente" possibile, su quell'esitazione esistenziale (frutto del contrasto tra maschera e indole reale), destinata a paralizzare la vita di Arturo nella stessa, sterile impasse che caratterizza molti dei personaggi di Fante.
  2. Io non sono in grado di scrivere recensioni serie; penso che la mia ultima recensione risalga alla medie, quando ero costretta per scuola. Non sono mai convincente, accattivante, e una recensione dovrebbe anche spingere qualcuno a leggere il libro, giusto? Propongo un topic allora per quelli come me, un posto dove possiamo lasciare il nostro commento sul libro che abbiamo appena finito di leggere, sul perché lo si consiglia o meno... L'ultimo libro letto è stato "La donna che collezionava farfalle", di Bernie McGill. Ho comprato il libro per la sua storia "oscura": una bambina di quattro anni viene trovata morta in un armadio, la madre viene accusata di omicidio per i suoi modi severi di castigare i figli, ma la matassa viene sciolta da due voci, quella della donna e quella della domestica. Ero un po' dubbiosa all'inizio, ma l'ho rivalutato: è un libro tosto, non crudo ma forte nei sentimenti, in quello che esprime. Un commento di un critico dice che in questa storia i protagonisti continuano a convincersi di essere nella ragione, e sì, quando ho chiuso il libro mi sono trovata d'accordo. Io lo consiglio, e se posso metterci un voto direi che un 8/8,5 su 10 per me se lo merita...
  3. Quali sono i libri che proprio non siete riusciti a finire di leggere? Io generalmente do molte possibilità a un libro, leggo almeno un centinaio di pagine prima di abbandonarlo, a volte addirittura mi costringo ad arrivare fino alla fine, sono pochi quei libri che abbandono, ma quando lo faccio non lo rimpiango. Ultimamente ho abbandonato "Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve" la trama mi sembrava molto interessante ma... secondo me, come storia non decolla.
  4. Titolo: Bacio Feroce Autore: Roberto Saviano Editore: Feltrinelli Anno di pubblicazione: 2017 Genere: narrativa Numero di pagine: 387 Copertina: in allegato Proseguendo il ciclo sulla paranza dei Bambini, in «Bacio Feroce» Roberto Saviano continua a raccontare la sua gioventù bruciata portandone la storia alle estreme conseguenze. Tra contrattazioni, violenze, vendette e ritorsioni, i paranzini, guidati da Nicolas ’o Maraja, devono ora rinsaldare il proprio potere sul quartiere di Forcella – fondamentale piazza di spaccio nel centro di Napoli – ed espandere il proprio dominio a scapito delle vecchie famiglie di camorra. L’obiettivo è il potere, sì, ma soprattutto il denaro. E «il limite è 'o cielo». Nella realtà presentata da Saviano «è tutta una questione di soldi». «Nicolas guardava le persone. Qualsiasi cosa doveva misurarla. Quanto guadagni? Quanto vali? A chi stai pagando? Tutto per lui aveva un valore che poteva essere calcolato. […] Tutto per lui si riduceva a una graduatoria di soldi e di potere». È una ricchezza che va mostrata tramite i vestiti firmati, le scarpe alla moda, i Rolex, le auto, tutti oggetti che diventano una misura del valore della persona e un traguardo di vita. Ma è soprattutto importante che provengano da soldi facili, guadagnati senza sudore; l’astuzia, la violenza e la prevaricazione sono invece benaccette. A una giornalista i paranzini dichiarano: «Più che cattivi, noi quello che ci vogliamo prendere ce lo pigliamo. […] Legale è chi se lo può permettere e illegale è chi non se lo può permettere. Si’ illegale fino a quanno non ti compri la legalità». Pensieri e atti dei protagonisti, così distorti e incomprensibili nella nostra logica della normalità, sono dettati da una realtà priva di altra speranza, un mondo dove s’impara e s’insegna solo la legge del più forte, del più ricco, del più potente. La Napoli descritta da Saviano – «Napoli del mare, Napoli della terra, Napoli sotto terra e poi Napoli dei tetti» – è bella, a volte, ma è crudele sempre. È una città di bunker, di aree presidiate, di case, bar e botteghe con segreti ben celati sotto l’apparenza della normalità, e con la connivenza di tutti. I rari flebili tentativi di redenzione da questa realtà sono destinati al fallimento per mancanza di una vera volontà di cambiamento e finiscono addirittura per spianare la strada alla tragedia. Qui non c'è un prete armato di determinazione e compassione, come in "Ciò che inferno non è" di Alessandro D’Avenia, nessuno tenta di permeare il cuore terribilmente duro di questi ragazzi. È per questo che l’unica via è giocarsi il tutto per tutto: non si fermano davanti alla possibilità di morire, di restare sfigurati o menomati, di vivere rinchiusi in un bunker o in un carcere; qualunque cosa pur di non essere gli ultimi, i poveri, i perdenti. Non dobbiamo però dimenticare che Nicolas, Drone, Pesce Moscio, Tucano, Lollipop e gli altri compagni non sono altro che adolescenti – intraprendenti, determinati, impavidi, spietati – ma pur sempre ragazzini ritratti nel tentativo di imitare le imprese dei propri idoli televisivi: i Corleone del film Il Padrino, il Pablo Escobar della serie Narcos e gli storici condottieri rievocati nei documentari. Ne vogliono riprodurre la grandezza e le vittorie, ma con lo slancio innovativo tipico dei giovani e per ciò stesso incompreso dalle vecchie generazioni. Mirano a modernizzare la camorra utilizzando strumenti tecnologici, il cosiddetto «metodo Google», e introducendovi una nuova democrazia. È così che le vicende della paranza acquisiscono al contempo un carattere epico e una straniante connotazione infantile. Pur mantenendo assoluta neutralità, il narratore riesce a far vivere al lettore questo contrasto quando mostra come questi boss della camorra, questi self-made men, siano anche alunni delle scuole medie e «criaturi» delle proprie madri. Anche il linguaggio dei dialoghi manifesta questa commistione di elementi: è per lo più un dialetto intriso di volgarità e violenza, ma è contaminato dalla più pura attualità, ad esempio quella che distingue tra i «brother» e gli «higuain». Il punto di forza di questo libro, accanto a una trama avvincente sin dalla prima pagina, è l’invisibilità del narratore. Saviano si limita a presentarci la realtà dei protagonisti, senza invadenza, senza pedantismo, senza accenti patetici, e ci lascia liberi di trarre le nostre conclusioni. D'altro canto, è questa stessa neutralità, assieme all'epilogo, a evidenziare un profondo pessimismo. La realtà infernale di questi ragazzi non solo è incontrovertibile, ma anche destinata a ripetersi in eterno. Non esito a consigliare questo romanzo capace di lasciare il lettore con il fiato sospeso e al tempo stesso spingerlo a riflettere sui lati oscuri della nostra società.
  5. Il caso Malaussène: Mi hanno mentito Daniel Pennac Feltrinelli 2017 Narrativa 274 pagine "La mia sorellina minore Verdun è nata che già urlava ne "La fata carabina", mio nipote È Un Angelo è nato orfano ne "La prosivendola", mio figlio Signor Malaussène è nato da due madri nel romanzo che porta il suo nome e mia nipote Maracuja è nata da due padri ne "La passione secondo Thérèse". E ora li ritroviamo adulti in un mondo che più esplosivo non si può, dove si mitraglia a tutto andare, dove qualcuno rapisce l'uomo d'affari Georges Lapietà, dove Polizia e Giustizia procedono mano nella mano senza perdere un'occasione per farsi lo sgambetto, dove la Regina Zabo, editrice accorta, regna sul suo gregge di scrittori fissati con la verità vera proprio quando tutti mentono a tutti. Tutti tranne me, ovviamente. Io, tanto per cambiare, mi becco le solite mazzate" (Benjamin Malaussène). Questa notte mentre pisolavo beatamente mi è venuto un attacco di tosse di quelli da fumatore incallito che si chiede come diavolo possa essere che gli venga una tosse simile e, pur non essendo un fumatore, dopo un po’ ho deciso di farmi una tisana. E mentre ti bevi la tisana nel be mezzo della notte che fai? Prendi l’ultimo libro di Daniel Pennac (ancora lui), “Il Caso Malaussène” (ancora lui) per intenderci, e inizi a leggere. Poi finisce la tisana ma non il capitolo che stai leggendo. Poi finisce anche il capitolo ma non la voglia di leggere. Poi va a finire che finisce anche il libro. E allora che fai? Pensi che il giorno dopo racconti agli altri cosa hai letto. Daniel Pennac torna a raccontare le vicende del suo anti-eroe Benjamin Malaussène e lo fa, come sempre, creando personaggi e vicende decisamente surreali ma resi magistralmente credibili dalla sua maestria narrativa. Il principale protagonista della saga cede il passo alla nuova generazione dei Malaussène, il figlio Signor Malaussène e i nipoti Maracuja ed ÈunAngelo (ecco: basti leggere questi nomi per avere un esempio della particolarità di questi personaggi) e a Verdun, la bambina accudita in tenerissima età da un ispettore di polizia che se la portava a spasso (anche in mezzo alle sparatorie) in una imbracatura di cuoio legata al petto che è diventata giudice. Anche a lei è andata una parte decisamente da protagonista. Il saggio Pennac fa sì che anche chi non ha letto i libri precedenti possa godere della lettura di questo libro e, di certo, non delude i suoi lettori più affezionati mantenendo lo stile narrativo della saga, ironico e vivace e sempre al passo con i tempi. Anche i protagonisti sono al passo con i tempi, sono passati vent’anni da “La passione secondo Thérèse” e vent’anni sono passati nella finzione che in quest’ultimo libro si fonde ancora di più con la realtà in un racconto in cui alcuni libri veri diventano protagonisti di una storia di fantasia come solo nelle vicende della tribù Malaussène può succedere. p.s.: ho detto "ancora lui" perché da lui è cominciato tutto, il ritorno alla lettura e l'inizio della scrittura.
  6. Avete presente quando cercate un libro, quello stesso libro che si figura nella vostra mente come il sacro Graal? Il romanzo che vi chiama ogni volta che entrate in una libreria con quella sua vocina sottile e inudibile da tutti a parte voi? Ecco, per me questa serie è la vocina che chiama, il Graal che ho scoperto. Sto parlando della serie di Ransom Riggs, La casa per bambini speciali di Miss Peregrine. Questi sono i primi due libri della serie, fantasy, racconta di un ragazzino sedicenne di nome Jacob che cerca di scoprire la verità sulla scomparsa alquanto strana del nonno. Trasferitosi in un'altra città scopre il mondo del bambini di Miss Peregrine, ragazzini dai poteri sorprendenti costretti a nascondersi in portali che attraversano molte epoche, per sfuggire a delle creature che vogliono ucciderli. Questo è più o meno l'inizio della storia, di questa fantastica storia che mi ha appassionato un mondo. Ransom è un maestro in questo genere e la sua scrittura è fluida e semplicemente perfetta. Coinvolge il lettore fino alla fine, accompagnando i due libri con foto d'epoca che Ransom ha realmente trovato da persone che le avevano. Il libro, oltre ad essere diventato un best seller, sarà in sala il prossimo anno (27.1.2017 Save the date) con la regia di Tim Burton. Prossimamente poi uscirà il terzo capitolo della saga, The library of souls, uscirà con data prevista in america il 22 settembre 2015, in italia non si sa bene ancora. So solo che lo aspetterò con tutto il cuore! Se vi state chiedendo perché ho aperto questo topic il motivo è semplice: per condividere con altri questa mia ossessione Vi invito a guardarvi le foto presenti nel libro, basta che googlate e le trovate, sono molto interessanti! Se qualcuno l'ha già letto si palesi, se non l'avete letto FATELO! Tipo u,u
  7. . TITOLO Regina di fiori e radici AUTORE Laura MacLem EDITORE: Autopubblicato con Amazon 2015 GENERE: Fantasy - Mitologico PAGINE 304 Questo romanzo racconta la fantastica storia d'amore tra Ade, il dio dell'Averno, e Persefone, la dea della primavera. Due opposti che si attraggono inesorabilmente. La vicenda la conoscono un po' tutti, è vero, ma questo romanzo è tinteggiato con colori caldi e con immagini talmente vivide che sembra di viverla dall'interno. Sembra quasi la rivisitazione una storia famosa, scritta però da chi l'ha vissuta in prima persona e che proietta il lettore in un mondo fantastico. Non è solo una storia d'amore, ma anche di lotte di potere, di guerra, di vita e di morte e soprattutto di una donna tutt'altro che remissiva e molto meno vittima di quanto la tradizione voglia farci credere. Lei ha amato e desiderato il suo uomo e ha lottato con tutte le forze per quell'unione, contro tutto e tutti. Non racconto altro per non rischiare di rovinare la lettura a quanti vorranno acquistare il libro, dico solo che è scritto con uno stile ricercato, scorrevole, spesso divertente e sempre piacevolissimo che coinvolge a tal punto il lettore da tenerlo incollato alle pagine: impossibile fermarsi una volta cominciato. Le descrizioni sono molto accurate e mai superflue, i personaggi, intendo anche quelli secondari, sono caratterizzati in maniera particolareggiata e approfondita. Sorprendenti le sfaccettature del carattere di Zeus, di Demetria ed esilarante l'immagine che ha dato di Ercole. Tutti i riferimenti agli altri miti greci dimostrano il grosso e accurato lavoro di ricerca e studio in quest'ambito e ogni accenno a questi miti, mi ha riportato alla mente tutte le loro storie invogliandomi ad andare a rivedere quelle che ricordavo meno. Un altro pregio, secondo me, è che ha descritto il tutto in maniera moderna: questi personaggi potrebbero tranquillamente essere nostri contemporanei e perfettamente credibili, senza mai intaccare l'alone mitologico della vicenda. In conclusione, non posso che raccomandare la lettura di questo romanzo a tutti. Mi ha molto appassionata e lo rileggerò sicuramente ogni volta che vorrò immergermi di nuovo in quel clima mitologico che mi piaceva tanto e che ho rispolverato grazie a Laura MacLem.
  8. Titolo: Amore senza tempo Autore: Anna De Lorenzo Editore: Triskell Edizioni - 2015 Lunghezza: 64 pagine Per quanto ti sforzi di sfuggirgli, il passato è sempre lì, pronto a presentarti il conto. Questi sono i pensieri di Joy quando riceve dal suo capo l’incarico d’indagare su Day Flanagan, l’uomo con cui, cinque anni prima, aveva vissuto l’esperienza più folle della sua vita. Joy l’aveva amato profondamente, ma l’aveva lasciato appena scoperto di aspettare un figlio, nascondendogli la verità e guadagnandosi così il suo disprezzo. Adesso, per amore di suo figlio, Joy sarà costretta a ritornare nella vita di Day e ad affrontare una passione mai sopita e un desiderio di vendetta dai risvolti inaspettati. Romanzo breve, intenso ed emozionante. Parte con un incontro da favola, cattura subito l’attenzione e prosegue, coinvolgendo il lettore dalla prima all’ultima pagina, in un crescendo di eventi che mettono alla prova un amore appena nato ma già molto profondo. Varie vicissitudini allontanano i due innamorati, il destino vuole che si ritrovino, ma l’orgoglio ferito, la paura e l’amore per il proprio figlio ostacolano questa unione. Ricco di azione, sentimento e anche eros. Tutte le tematiche sono trattate con estrema sensibilità e tenerezza. I personaggi sono molto ben descritti, la loro psicologia ben delineata ed è facilissimo entrare in empatia con loro. L’ambientazione italiana è da favola, gli scenari sono descritti talmente bene che trasportano il lettore all’interno della storia e fanno vivere in prima persona tutte le vicende narrate. Da lettrice mi sono anch'io innamorata di Day, ho vissuto con Joy il suo amore travolgente per lui e ho patito tutte le sue pene, attraverso i suoi occhi. "Amore senza tempo" è una storia meravigliosa, tenera, emozionante e commovente scritta magnificamente; la consiglio a tutti.
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