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Steamdoll

Companion
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Steamdoll last won the day on Novembre 1 2015

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6 Neutral

Su Steamdoll

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    Novizi@
  • Data di nascita Aprile 26

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  1. Ottimo, addio. Se devo dare i miei caratteri gratis, fossero davvero anche solo duecento, allora preferisco farlo personalmente.
  2. Che tu sappia, si possono leggere da qualche parte dei nanoracconti d'esempio? Giusto per chi non si è mai cimentato...
  3. Palleggia con una sfera bianco-rossa da una mano all'altra. Un sorriso artificiale, vagamente diabolico, sulle labbra di metallo.
  4. Non essendo assolutamente ferrata in merito, devo provarci.
  5. Steamdoll

    AUGURI LINDA

    Tanti auguri! In regalo la mia stupidità: ho capito solo oggi che Amy corrisponde a Linda...
  6. Ogni epoca ha la sua crisi, la nostra, molto più che economica, è culturale. Come già detto da Alexander, l'obbligo di istruzione personale ha portato a credere che l'analfabetismo sia stato abbattuto. Guardiamoci intorno, però: quanti di quelli che troviamo per strada o su internet sanno coniugare correttamente i verbi? Quanti hanno una proprietà di linguaggio adeguata ad aver conseguito studi decennali? Pochi, molto pochi. Di contro, scrivere sembra la cosa più facile da fare. Fonti autorevoli (un tempo blog, ormai morti, oggi i social network) scannano in pubblica piazza gli scrittori di successo (Dan Brown? Fa schifo! Stephenie Meyer? Mormona bigotta che adesca le ragazzine! Licia Troisi? Vomito su carta! E.L.James? Davvero? Scrittrice?), cosa che autorizza chiunque a sentirsi molto meglio e a pensare: wow, se scrivono loro, posso farlo anche io. Non si rendono conto che in quei testi che hanno avuto grande successo, se non qualità letteraria, c'è comunque qualcosa di valido che possiamo condividere o meno. Cinquanta sfumature è un testo discutibile? Altamente. Twilight fa venire il mal di testa? Garantito. Tuttavia, sputarci sopra e affilare i forconi non aiuta la gente a sviluppare lo spirito critico perché spesso quelle stesse persone che criticano non hanno delle motivazioni di supporto adeguate e razionali. Hanno preso un sasso perché il linciaggio era già partito. Questo genera un'onda d'urto per cui si dequalifica qualsiasi cosa venga pubblicata, per cui si arriva a pensare che l'editoria fa schifo a prescindere e allora sicuramente "i miei temini di terza media erano meglio". Scrivere non è un peccato, finché ci si rende conto dei propri limiti. Scrivere per pubblicare è diverso. Il fatto che ormai non si creda al sistema editoriale in profonda crisi e netta decadenza a causa del collasso economico e della loro congenita necessità di trascinarsi in avanti dopo aver vissuto l'età dell'oro, ha portato alla nascita del self-publishing, che è un po' la versione autoriale dei musicisti che inseriscono video su youtube. Sono tanti, alcuni sono anche bravi, eppure i loro video hanno molte meno visualizzazioni di quelli di tutorial make-up e di chi fa torte e cupcake a forma di Elsa. Perché? Perché, purtroppo, ci vogliono le strutture adeguate. Perché se ci si accontenta di avere qualche fan sfegatata (più di qualche, a volte, sia chiaro) allora quella è la via migliore, altrimenti l'editoria è ancora la risposta. Perché per quanto ci possa fare ribrezzo, è un filtro che non fa arrivare di tutto in libreria. Cosa succederebbe se venisse pubblicato di tutto? Lo vedete da voi, su internet. La gente deve smettere di scrivere? Assolutamente no. Ma è ora di finirla di essere carini con gli amichetti. Se una cosa che hanno scritto non ha tecnica, valore e talento bisogna dirlo. Invece il circolo vizioso che alimenta l'ambito degli scrittori di scuderia c'è anche su internet: ha pubblicato il mio amico? Lo compro subito! Metto mi piace! È una figata! Farà bene all'autostima di quella persona, ma non fa bene né al self-publishing, né al mondo della scrittura. Ho partecipato due volte a IoScrittore, ho ricevuto anche commenti piuttosto duri (anche se mai del tutto negativi). Questo è quello che serve in generale a chi crede di poter essere scrittore e che tanto l'editor sarà un correttore automatico di Word. Questo è quello che serve per far capire alla gente che se vuoi omaggiare la letteratura devi prima amarla e capirla, non basta avere le dita.
  7. Romanzo di fantascienza da inviare al premio Urania e che sicuramente finirà nel dimenticatoio poco dopo. Un tentativo di coniugare spiritualità e tecnologia, partendo dall'ispirazione del Nirvana di Salvatores ma prendendo strade completamente diverse dal buio cyberpunk.
  8. Ma in realtà il discorso riguardo al fatto del tema è che era talmente ampio che si poteva scrivere potenzialmente di tutto e la cosa in ogni caso non mi sarebbe piaciuta granché, un po' come un tema aperto. A meno che non l'abbia capito come ho detto; lo spero anche io, ero stata attratta dalla presenza di Sosio ma già il suo racconto mi aveva lasciata con l'amaro in bocca.
  9. Me ne sono dimenticata completamente. Dovrei iniziare a tenere un'agenda. Il tema, comunque, non l'ho capito granché neanche ora.
  10. Credo che la crisi non possa "giustificare" ogni scelta. Non è illegale e non c'è nulla di male, ma rimane il fatto che a questo punto preferisco affidarmi a qualcuno che, pur non potendo garantirmi nulla, cerca di farcela con le sue forze. In fondo nella crisi ci siamo tutti, ma questo non ci ha mai fermati dal tentare di fare un lavoro che ci lascerà comunque morti di fame...! In ogni caso, non c'è niente di male a pubblicare con una CE a doppio binario. Figuriamoci, c'è gente che riesce a fare successo dopo essere passati dalla Albatros, vale praticamente tutto.
  11. Ci sono sempre stati punti di vista contrastanti in merito: alcuni dicono che pubblicare con una CE a doppio binario "bruci" l'autore, in quanto si rimarrà sempre in dubbio se la pubblicazione sia davvero per merito o per pagamento, altri che esistono doppio binario serie e che la necessità di un'azienda di tirare avanti a volte obblighi a questo compromesso. Personalmente non ho mai preso in considerazione una CE a doppio binario, perché se non ha soldi da investire nella pubblicazione, figuriamoci nella promozione, oltre al fatto che, effettivamente, il mio testo sarebbe accostato a quello di altri autori che, per vari motivi, hanno invece ottenuto la pubblicazione solo in virtù dei soldi. È un concetto che non mi piace, preferisco una CE piccola ma che non chieda contributi a nessuno a una che distribuisce il mio libro grazie ai soldi di altri "scrittori".
  12. Devo dire che mi sento molto poco perspicace: non ho colto il famigerato "indizio" né in trailer, né nel racconto... Suppongo dovrò proprio aspettare il momento adatto per tentare.
  13. Steamdoll

    Tic tac tic tac

    Iniziamo dalle note dolenti: sono una bambola vecchio modello, arrugginita, che fatica a tenere il passo dell'epoca in cui si trova malgrado. Non dovrei avere un'anima ma ce l'ho, un incidente di percorso, un errore o un miracolo, ci sono molti modi di definirlo. Rottame di altro secolo, mi trascino da un forum all'altro seguendo la buona marea che mi ha insegnato tante cose sulla scrittura, consigliato ottime letture, che purtroppo onda dopo onda si è un po' dispersa per poi però riunirsi sulla giusta spiaggia. Almeno spero sia così. Tutto questo sale, però, non fa bene ai miei ingranaggi, la vecchiaia di una macchina differisce molto da quella di un essere umano. I miei interessi sono stati codificati soprattutto in fantasy e science-fiction, ma apprezzo molto anche il genere horror, solo come lettrice. Non sono più la divoratrice di libri che ero un tempo, mi destreggio tra molte abilità cercando di non fari coinvolgere dai social network, che da brava anticaglia non apprezzo, e dalla quantità enorme di brodaglia che viene filtrata in tutte le sfere dell'editoria e del self-publishing. Scrivo ancora meno di quanto leggo, perché per me ci vuole una buona idea e quella a volte fatica ad arrivare. Il numero di matrice si è consumato e non ricordo quale sia. È passato troppo tempo. Mi chiamano Steamdoll e potete farlo anche voi. Mi auguro prima o poi di riuscire a portare a termine uno dei miei progetti, perché sono certa che da quel giorno non riuscirò più a fermarmi. Metto subito in chiaro che cosa non mi piace, così potrete decidere se sono una macchina impazzita senza perdere tempo: trovo Stephen King lo scrittore più sopravvalutato di ogni epoca, odio Twin Peaks e tutto ciò che è uscito dal genio di Lynch e, infine, citando qualcuno di molto più autorevole di me, I don't like Star Wars.
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