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Joyopi

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  1. Dice. Ciao Pong, sarò breve e indolore: racconto divertente e leggero, centrati benissimo genere e tema, scritto bene a parte qualche minuscola imprecisione. Condivido la perplessità sul sale in bustina, ma in realtà se non avessi letto i commenti non c'avrei pensato. A presto!
  2. @Gigiskan Ottima prova su un genere "proibitivo" (almeno per me!), sei riuscito nell'intento di far sorridere senza cadere nella volgarità. Ottimo stile, leggero e veloce. Anche per me sul finale potevi dare una sferzata, ma io non avrei saputo fare di meglio per chiudere. Bravo capitano!
  3. @Angy C. Sei riuscita in pochissimo spazio a costruire un racconto con una struttura complessa, usando la divisione per scene. Punto a favore! Sullo stile, a parte qualche piccolo difetto, sembra che con thriller/gialli/noir tu abbia una buona confidenza e te la cavi molto bene. Qualche perplessità sulla parte iniziale, dove (credo però più per colpa della mia disattenzione e della formattazione sullo smartphone, ma anche per la tua scelta di mettere tanta carne al fuoco) ho perso un po' il filo, e poi sull'aspetto umoristico, che ho trovato un po' carente. Il finale l'ho molto apprezzato e in generale credo sia un racconto che possa benissimo essere allargato e arricchito al di fuori del contest.
  4. @ghigo78 Uno dei migliori racconti in gara, senza dubbio. Divertente ( il dialogo tra le diverse "voci" del detective è spassoso, come anche il batti e ribatti tra giochini sensuali e equivoci tra protagonista e Charlene), ben costruito, con personaggi caratterizzati alla grande (il protagonista è fenomenale) e con una trama completa in così poco spazio. Difficilissimo azzeccare un noir in così poco. Il tema è perfettamente centrato. Nulla da aggiungere se non...complimenti!
  5. @Lisa Daniele Grazie mille! Be', si vede che te ne intendi di anatomia di triangoli...
  6. Arrivan in rima, come promesso e giusto I complimenti per un racconto di buon gusto: Non c'è oscenità, né una volgare parte, C'è morte e violenza ma descritta a garbo e arte. La bel protagonista, sexy, semplice e spietata Ammazza a destra e manca, tutta imbellettata. Belle descrizion, m'attira il donnin geloso, Certo un po' pericoloso, ma per colpa dello meteo odioso! Cercando di esser serio, dopo un gradimento vero Su tema e dark commedia, divento un po' severo: L'acquazzon c'è tutto, ma conta più la gelosia, Il genere è centrato, ma più dark la prossima sia. Tirando un po' il totale, agguerrita dai balcani L'autrice scrive bene e tien testa al gran Volponi!
  7. Forse son di parte perché adoro questo autor, Che renderebbe sporco il più dolce degli amor. Stile irriguardoso eppur sopraffin Che tratti di angioletti oppure di pompin, Si legge a perdifiato, con risate sulle morti Sfido io a pensarne di storie così forti! Virgole e puntini a volte son dolor, Ma a poco o nulla importa perché punta dritto al cor Del lettore più cortese o quello più infamon. Niente più d'aggiunger, se non viva la fi...l'acquazzon!
  8. Complimenti, oltre a aver fatto perdere la testa al nostro caro volpone mi sa che sei anche molto brava a scrivere! Bel metaracconto, perfettamente centrati genere e tema (l'ho trovata originale l'ombra che si impossessa del povero personaggio...), stile brillante e pulito. Il finale è assolutamente perfetto. Il nostro minuccio si è beccata un'avversaria coi fiocchi.
  9. Joyopi

    For Gio

    Se ne vanno sempre i migliori...
  10. @Emy Ristovic @Mari @Luisa Cagnassi Grazie mille, non credevo facesse davvero così tanto ridere. Merito di Marzullo, non certo mio! Dove aveva il quarto angolo? Be', ci sono cose che è meglio non sapere nella vita... Grazie ancora e scusatemi se non sono ancora passato a leggervi, lo farò senz'altro!
  11. Commento Una intervista...sottovoce! Gigi Marzullo: «Buonanotte amici ancora svegli, anche questa notte il nostro appuntamento con la fine di un giorno appena tramontato e l’inizio di un altro che sta nascendo ci porterà a conoscere un personaggio, perché conoscere è conoscersi, amare è amarsi, sognare è sognarsi, toccare è toccarsi. Siamo pronti per il nostro viaggio, ovviamente sottovoce, senza far rumore, perché il rumore è nemico del sapere…» Regista (fuori campo): «Se continua con le supercazzole lo sostituisco con Luca Giurato». Gigi: «E dunque piano piano, quatto quatto, presento l'ospite di questa notte.» Triangelo: «Buonasera a tutti.» G: «Buonanotte, si dice buonanotte. E abbassi la voce, grazie. Allora, il signor Triangelo, che conoscete tutti grazie alle cronache di questi giorni, è qui per raccontarsi. Una storia di emarginazione e diversità che diventa rinascita. Prego.» T: «Sì, sì, allora, come molti sapranno i miei problemi iniziarono sin dalla nascita perché purtroppo nacqui con un grave problema. Ero un triangolo ma con un angolo in più…» G: «Quindi era un quadrato?» T: «No, il problema fu che il quarto angolo era nel posto sbagliato, non mi faccia dire. E poi sa come si dice, chi nasce rotondo non muore quadrato.» G: «E che c’entra il rotondo, scusi? Non era un triangolo?» T: «Certo, certo. Ma iscritto in un cerchio. Comunque quella è un’altra storia. Dicevo, l'infanzia fu difficile per me.» G: «Immagino. I suoi genitori come la presero? Che tipi erano?» T: «Be', mio padre è sempre stato un gran lavoratore, un triangolo…retto, onesto. Le assicuro che l’unico suo sfogo nella vita fu quello di andare ogni tanto al poligono. Non fu semplice per lui, ma accettò la mia condizione e mi dimostrò sempre vicinanza. Mia madre era una triangola tradizionale, spigolosa direi. Ma sa, ogni scarrafone è bello a mamma sua, quindi anche lei superò il trauma.» G: «Perfetto. Ci diceva di anni difficili. Come fu il suo rapporto con la scuola e i suoi compagni, crescendo?» T: «Un vero inferno! Per tutta la mia adolescenza fui considerato un diverso. Gli altri triangoli mi guardavano con diffidenza, alcuni con una pietà malcelata che faceva davvero male. Provai allora a fare amicizia con i quadrati, ma anche per loro ero uno scherzo della natura. Avevo pur sempre solo tre lati! Vissi sempre in solitudine, venivo preso in giro e fui spesso vittima di trattamenti ignobili.» G: «Ci racconti qualche episodio.» T: «Ah, ce ne sono tanti. Ma ricordo perfettamente quello che poi segnò in me un cambiamento. Un mattino i soliti bulletti mi fecero rotolare giù dagli scaleni. Mi ritirai in un angolo a piangere, pieno di lividi fuori e dentro. Fu allora che mi si avvicinò Pitagora, l'esagono della scuola. Per noi più piccoli era una divinità, il più figo di tutti. Faceva anche il trapezista, pensi. Mi si avvicinò e mi disse queste parole: “Non piangere di un dono che ti è stato fatto. Quello che agli sciocchi può sembrare un difetto, per i più acuti può diventare un pregio unico”.» G: «Molto bello.» T: «Già. Allora ascoltai il consiglio e decisi che finita la scuola avrei valorizzato la mia diversità. Mi arruolai e entrai nei servizi segreti. Così arrivò il giorno in cui riuscii a riscattarmi…» G: «Bene, prima di raccontarci l'evento chiave della sua vita, qualche domanda sui suoi gusti…film preferito?» T: «Rombo.» G: «Rambo?» T: «Sì, sì, quello lì.» G: «Prevedibile. Canzone? Non mi dica “Triangolo” di Renato Zero.» T: «No, no, quella mi fa schifo. “Teorema”, di Ferradini.» G: «Mi sembra coerente. Libro?» T: «It. Di King.» G: «Questa mi sfugge! Perché?» T: «Perché è bello, no?» G: «Non fa una grinza. Va bene, torniamo alle cose serie. Ci racconti l'episodio che l'ha resa celebre.» T: «Certo. Come le dicevo divenni un agente segreto e convinsi il mio superiore ad affidarmi una missione di vitale importanza. Entrai sotto copertura nelle file dell'Isis e in un anno scalai le gerarchie dell’organizzazione e riuscii a ottenere un colloquio privato con il capo assoluto. Fu la mia occasione, la possibilità che aspettavo per mostrare al mondo che anche un “diverso” come me poteva diventare un eroe!» G: «Sì, sì, ma abbassi la voce. Cosa fece?» T: «Semplice. Prima di entrare nella stanza dove c’era il loro capo, i soldati mi perquisirono, ma si fermarono a tre angoli. Non si accorsero del quarto, dove avevo nascosto la pistola che usai per uccidere il capo. Senza di lui l'Isis fu sgominata in poco tempo e la pace tornò, ma questo già lo sapete.» G: «Geniale! Bene, siamo giunti alla conclusione di questa puntata. Il signor Triangelo ci ha dimostrato come si possa lottare contro i pregiudizi e diventare un eroe nonostante i difetti fisici. E non dimentichiamo quanto si sia mostrato acuto nonostante i suoi angoli fossero…ottusi! Una grande lezione. E adesso, prima di andare a dormire, cari amici…» Regista (fuori campo): «No! Lo dice, me lo sento. Ancora?» G: «…fatevi una domanda e datevi una risposta!» Regista: «Lo sapevo! Lo licenzio!» G: «Fatto? Bene. Vi aspetto domani con una nuova emozione sottovoce, come noi diciamo, un modo per capire, per capirci, per capirsi, per sommi capi insomma, quando un giorno è appena concluso e uno nuovo sta per cominciare. Avremo il vincitore del Premio Strega, Moccia, a spiegarci cos’è per lui l'amore, ovviamente quattordici. Ovviamente sottovoce. Buonanotte.»
  12. Questa è bella! Ciao @Annalisa Rizzi In quanto tuo avversario mi sembra giusto commentare te per postare il mio. Premetto che ci sono alcuni aspetti simili tra i due racconti, ma ti assicuro che non lo avevo ancora letto prima di finire il mio. D'altronde era inevitabile un minimo di somiglianza visto il genere e il tema così specifici e inusuali. Comunque a parte l'impressione iniziale (per cui credevo avessimo avuto proprio la stessa idea), le differenze emergono durante la lettura. Allora...sarò breve... Lo stile è molto pulito e corretto, non ci sono errori o cadute di stile e tutto è adeguato al contesto dell'intervista radiofonica. Molto veloce e leggero. Sui personaggi, mi sembra che tu abbia volutamente dato allo speaker un ruolo di semplice spalla comica. Scelta che ci sta, però forse un poco poco di spessore in piu non avrebbe guastato a mio parere. Il protagonista è quello su cui hai calcato la mano affidandogli il ruolo di comico. Tante battutine qui e là, alcune ben riuscite, altre un po' meno, ma davvero un bello sforzo di inventiva! Sulla trama poco da dire: da un tema e un genere simile era davvero difficile tirare fuori qualcosa di sensato. Io mi sono buttato su qualcosa di a dir poco surreale. Tu hai mantenuto maggiormente il rapporto con la realtà creando una specie di Forum radiofonico con un solo attore che se la piglia con tutti. Idea carina e ben fatta, con tanti spunti originali, che serve però (secondo me) più da appoggio alle battute che come linea narrativa vera e propria. Che vinca il migliore! A presto!
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