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Axell Phineas

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  • Data di nascita 08/07/1989

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  1. Bella prova. Mi è piaciuto. Un futuro non troppo lontano purtroppo... spero che non finiremo così anche noi!
  2. Stessa storia: brevità a parte bel racconto. Anche io sarei curioso di sapere di più sulla sindrome. Non mi aspettavo di leggere "NWO" mi hai stupito ma non più di tanto visto che ci stiamo avvicinando inesorabilmente al nuovo ordine mondiale. bravo.
  3. Bel racconto. Inutile dire che anche io speravo in un incidente madornale che rendesse la bambolina inoffensiva. Come molti sono rimasto interdetto sul fatto del sale; e concordo con chi ha detto che fosse meglio dire che il sale proveniva dalla casa della protagonista. I refusi possono capitare, ma non mi hanno disturbato. Complimenti per il pezzo.
  4. In effetti la fine mi ha lasciato di stucco. Brava.
  5. @ghigo78 In che senso "Vediamo se si recupera un pochino almeno"? Comunque grazie a tutti per i commenti. I refusi me li sono lasciato scappare come un bimbetto alle prime armi. Chiedo venia, non ricapiterà.
  6. @Giovanna Evangelista Ciao Giovanna! Bellissimo racconto, pieno di energia e carisma. Mi piace molto come hai dato voce all'ispirazione ed è stata fantastica l'ultima parte. PS: Ho da pochi giorni finito di leggere: Al di là della cornice e, quando l'ho sentito nominare...
  7. Beh che dire... un bel racconto e scritto bene. Comunque sono anche io dell'idea che il tema andava sviluppato forse di più. Non lo definirei comico, quanto leggermente spassoso durante il battibeccare tra i due. Il gusto della vendetta però è ottimo e, per la protagonista, appagante e liberatorio. Orrenda morte, poraccio xD Spero che il pane sia venuto bene
  8. Grazie a tutti per i complimenti e i suggerimenti. Per quanto riguarda @Nicola Orofino Vivonic , ci credi che sono andato a vedere su internet e al di là era scritto staccato?! Boh, mi sono fidato di google; mai lo avessi fatto! Ahahhahah. @Lisa Daniele Il mietitore accusa Davide della morte della birra, perchè lo ha fatto spaventare e lui ha lanciato la bottiglia in aria rompendola. Per la superstizione sì: temporale, chiasso fuori degli ultrà e la televisione accesa. Che stesse facendo zapping? Al lettore l'immaginazione e l'ardua sentenza ;) "Era stanco morto, aveva sonno" Non credo sia un errore, ci può stare . Si può essere stanchi ma non aver sonno: tipo non mi riesco a muovere per la fatica del lavoro ma essere ancora svegli. @Mari Hai ragione, le mie sono state sviste dell'ultimo minuto che avrei potuto evitare... "Prese la mazza da baseball accanto al letto e lancio lo sguardo dietro la poltrona " Forse non sono stato preciso, con limiti di parole così non ho potuto scrivere che Davide fosse andato in camera, che avesse preso la mazza e che fosse poi tornato in soggiorno... Vabbeh, basta che non sia sacagnato di mazzate per questo ahahahha. Comunque mi ha fatto piacere che lo abbiate gradito così tanto. Un piccolo piacere inaspettato
  9. Davide Faresti entrò in casa barcollando. Tolta la giacca, si massaggiò le tempie per lenire il mal di testa dovuto ai festeggiamenti per la vittoria agli ottavi. Fu subito salutato dai suoi tre doberman. "Buoni, Buoni. Non ce la faccio a starvi dietro. Datemi tregua almeno oggi…" Diede da mangiare ai cuccioli e li coccolò. Per lui i cani erano meglio delle persone e li amava più di una donna. Infreddolito e bagnato, allentò la cravatta e accese la TV. Attentati, crisi economica e la sconfitta spagnola. Un lampo illuminò il soggiorno di Davide e la sua Moretti. Cambiò canale. Il meteo prevedeva pioggia anche per l'indomani. Sospirando, il trentenne brindò al maltempo. Si concentrò sulle bollicine ma la luce della televisione rendeva il soggiorno una trappola per chi, come lui, era molto superstizioso. Si alzò toccando ferro e chiuse a doppia mandata la porta d'ingresso. "Oh santi numi!" inveì all'ennesimo tuono. I cani abbaiarono come non mai. Visto l'acquazzone Davide li portò in garage e si concesse qualche minuto con loro per tranquillizzarli e ricevere da loro conforto. Tornato dentro, bevve la sua birra lamentandosi di quanta poca ce ne fosse. Era stanco morto, aveva sonno, ma non riusciva a dormire. Forse perché gli ultrà davano l'impressione di voler festeggiare fino all'alba. Davide, steso sul divano col cuscino dentro le orecchie li maledì ma, nella rabbia del suo dormiveglia, notò un'ombra allungarsi sulla finestra e sfiorare il soffitto. Balzò in piedi gridando, ma non vide nessuno. L'uomo aspettò in piedi uno sviluppo che il tempo non portò. Alla fine, diede la colpa alla moretti. Invece di tornare a stendersi però, andò in cucina e ne aprì un'altra. Barcollò in soggiorno. "Ehi un momento. Perché è già finita, l'ho appena aperta!" Poggiò la bottiglia sul tavolino e tornò in cucina a prendere una terza birra. Si guardò in giro, la aprì e mandò giù avidi sorsi. Tornato in salotto rivide l'ombra. Davide guardò la birra stupito. "Guarda che devi aiutarmi a dimenticare l'umanità, non a creare fantasmi." Prese la mazza da baseball accanto al letto e lancio lo sguardo dietro la poltrona. Immobile, coi nervi tesi. Davide fece qualche passo e si sporse sopra lo schienale. C'era un uomo seduto sulla sua poltrona. Strinse la mazza e colpì, fracassando la libreria alla sua sinistra. Un fumo grigio accompagnò il colpo andato a vuoto, pur avendo centrato il bersaglio. Sbilanciato, cadde sul parquet. Ripresosi delle vertigini, Davide vide due gambe lunghe e sottili davanti la poltrona. Salì con lo sguardo e vide la figura vestita di nero tenere in mano la sua seconda moretti: una mano scheletrica. Lo spavento mutò in terrore quando incrociò le orbite vuote di un teschio incappucciato. Davide gridò in preda al più forte terrore. Arretrò d'istinto, ma sbatté contro il mobile e la TV si fracassò a terra. Il tuono che sentì gli ricordò l'urlo di una ragazzina. Ad ogni modo non ebbe il tempo di pensare, perché la poltrona volò contro l'armadio e l'essere scomparve. Il trauma e il terrore uniti alla superstizione dell'uomo misero a dura prova il suo cuore. Sapeva di non poter scappare, quindi aspettò. Facendo mente locale nel minuto di stallo che seguì, Davide si accorse che parte della veste della creatura sporgeva da sotto il tavolo. Avanzò curioso, ma l'essere sparì. "Sai cos'hai fatto?!" Le parole, giunte da dietro, gli bloccarono il respiro e Davide morì nell'istante in cui si voltò. "Non uccidermi ti prego! Farò tutto ciò che vorrai!" urlò fuori di sé. La creatura lo prese per la cravatta. "Se fosse da me ti decapiterei ora. Sei fortunato che dovrò aspettare, mannaggia al contratto." "Contratto?" "Sì" mollò la presa "dovresti morire domani a mezzogiorno. Comunque…" lo sguardo tetro del mietitore divorò Davide una seconda volta "non te la faccio passare. Hai ucciso un essere innocente!" Indicò i cocci della moretti. "La… birra?" "Sì, per colpa dello spavento che mi hai fatto prendere l'ho lanciata in aria e si è rotta." Morte si disperò. "Aveva ancora qualche goccia!" Davide alzò un sopracciglio. "Non sei qui per uccidermi?" "No. Stasera dovevo solo osservarti e fare rapporto. Non riesco a credere che tu mi abbia visto." L'alitata che lo investì gli diede la risposta: Era sbronzo. Il mietitore rialzò la poltrona e vi si sedette sopra sgraziato. "Hai un'altra birra?" "Solo Heineken." Morte lo guardò male. "Allora niente." Davide non sapeva cosa fare e pensava a come togliersi di torno quel mietitore che, a guardarlo bene, non sembrava niente di ché. "Sei troppo serio, rilassati. Stasera non lavoro, sono troppo brillo." "O-ok..." Davide si sedette sul divano. Morte comparve al suo fianco e lo prese sottobraccio. "Ascoltami bene." disse puntandogli l'indice ossuto sul torace "so che per voi umani la vita è tutto; però anche l'al di là non scherza!" "E il paradiso e l'inferno?" "Oh, non voglio parlarne. Piuttosto… so che è tardi ma vuoi un consiglio? Bere per curare il tuo rancore è una cazzata. Nasci, lavori, t'incazzi e muori; andiamo, che senso ha? Ci sono molte altre cose da fare!" Davide s'illuminò e, preso da una vena d'illuminazione balzò in piedi. "Come si può essere felici in mezzo alle difficoltà della vita? Insegnami, in modo che la mia vita abbia un senso!" Morte congiunse le dita. "Non ti piacerà…" sorrise. "Non m'importa, Dimmi ti prego!" gridò Davide. "Gatti" disse infine "i gatti sono carini."
  10. Molto simpatico. Non conosco le Canzoni ma il racconto riesce a legarle tutte e a creare una storia continuata e attinente. Simpatica e comica anche. BRAVO.
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