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Giovanna Evangelista

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  1. E poi un giorno lontano ricordai di avere millemila commenti a cui rispondere... scusate il ritardo Grazie a te, cara @Luisa Cagnassi, per la fiducia, la simpatia e la compagnia che ci hai tenuto in questa bella gara. @Russotto grazie per esser passato, ti capisco, neanch'io ho avuto tempo (tant'è vero che ho commentato molto poco e me ne dispiaccio). Sono contenta di averti colpito, se non altro perché il genere non ti piaceva, il che è una soddisfazione in più. E' stato il tuo commento su meetale a ricordarmi di tornare qui... quindi grazie @Axell Phineas :3 e grazie anche per aver letto il mio libricino, se vorrai lasciarmi una recensione per dire cosa ne pensi ne sarò felice in ogni caso, qui andava citato. Per forza. E sono contenta che non sia stato visto in maniera "antipatica" dato che l'ho nominato in tutta leggerezza, senza dietrologie... @Angy C. grazie anche a te @Gigiskan paisà sono contenta che ti sia piaciuto e pensare che quando l'anno scorso sentii parlare di metaracconto per la prima volta non ci capii na mazza e pensai "gggesù non scriverò mai una roba del genere" ... i miracoli delle OL :') Ciao @Simone Volponi, ci conosciamo? Non ti ho mai visto da queste parti @Ghigo grazie mille per il commento vero, col senno di poi è stata una scelta azzardata per molti versi. Da un lato l'ho scritto anche per farmi "conoscere meglio" dai nuovi arrivati, ma effettivamente solo chi mi conosce da qualche tempo poteva cogliere tutti i riferimenti. Il genere sotto questo punto di vista non aiutava, l'impostazione del racconto ancor meno, ma alla fine sono contenta così, non avevo mai scritto niente del genere prima e ne sono molto soddisfatta
  2. @Luisa Cagnassi e @Emy Ristovic grazie infinite, lieta che vi sia piaciuto @Joyopi ti ringrazio! Tra me e mina sarà una bella sfida, non sarà semplice spuntarla ma ci si prova @Nicola Orofino Vivonic sono contenta di averti fatto piacere, almeno per quanto riguarda questo raccontino, quel genere strano e contorto che è il metaracconto. Io lo trovo interessante, se scritto bene, infatti al MI ho votato quello di Komorebi... il problema è proprio il fatto che mette molti paletti e limita un po' la fantasia. Per fortuna essendo il primo metaracconto che scrivo ho potuto giocarmi tutte le idee che avevo. Intanto grazie infinite E ci vediamo ai rigori per vedere chi la spunterà! @Simone Volponi grazie! Non lo avevi mai detto prima!
  3. Aiuto. Aspetto la raccolta poetica "A Giovanna: poesie d'infinito romanticismo con un pizzico di MARÒ GIOVIEVAN QUANTO SEI BELLA". Sono lusingata e quasi certa che delle prime tre righe farò il mio epitaffio.
  4. Piegata in due? Null'altro da aggiungere. Un racconto volgare e fastidioso, a tratti disgustoso, evitabile, censurabile. Spero non autobiografico. Un'ottima black comedy, insomma. Bravò.
  5. @Mari grazie cara! Con queste cose schizofreniche me la cavo bene, rientrano pienamente nel mio stile e danno un po' di respiro al mio protagonista, che almeno evita di morire tra un racconto e l'altro @Simone Volponi Vai in giro per la città col cellulare in mano e il GPS attivo a catturare Pokémon. Ora non puoi più vantarti. Mh, in realtà non l'ha mai detto nessuno, ma credo sia pensiero comune non espresso... Ci può stare! Decisamente più scorrevole. Al momento non mi venivano in mente altri modi per rendere quella frase... Ma cosa dici mai. Il problema è che il tema della gara è ombra. Se non facevo così andavo off-topic! Però ammetto che la tua idea è migliore, anche se mi risulta più facile immaginare un omino che si cristallizza e ritorna a muoversi piuttosto che uno che si sbriciola e si ricompone... Sì, insomma, carino, nulla di che Grazie a entrambi
  6. Commento: Contest: Uomini vs Donne [OL2016] Genere: meta-racconto Tema: Ombra Essere protagonista delle storie di Giovievan è difficile. Ci risiamo. Pareva strano che fosse stato tutto così facile… non imparerò mai a evitare di gioire troppo in fretta. Tutto qui intorno sta iniziando a sbiadire e questo può voler dire solo una cosa… no, dannazione, no! Non voglio tornare a essere un’ombra! «Allora potrei essere un poliziotto alla ricerca di un ladro in fuga!» urlo a pieni polmoni. «Esiste già. Si chiama Zenigata.» Dannazione, dannazione! «Un cacciatore! Un cacciatore di animali fantastici!» «Sei serio? Anche volendo fingere di non aver mai visto nulla del genere, ti ricordo che è appena uscito Pokémon Go. Che originalità!» «Non devono essere per forza simili ai Pokémon… magari potrebbero essere grifoni, draghi, folletti…» «I folletti non sono animali» sbuffa. Il silenzio si fa pesante, insopportabile. «Non ho altre idee» rivelo, sentendomi un condannato a morte. Per qualche secondo mi attraversa un brivido. Ecco, ora mi manderà a quel paese e andrà a spappolarsi il cervello con quel dannato Eminem. Lei lo chiama cercare l’ispirazione, ma boh, come fai a ragionare con quel folle che ti urla nelle orecchie? Sta sospirando. Cattivo segno. «Senti» esordisce «Io a questa gara ci tengo, chiaro? Quindi smettila di crearmi problemi e trova subito una buona idea. Non è possibile che per colpa tua io debba rischiare di scrivere un racconto brutto, non posso permettermi di perdere, soprattutto se il capitano dell’altra squadra è Gigis!» Non la sopporto quando fa così, ma non posso farla arrabbiare o la cosa potrebbe ritorcersi contro di me. …insomma, come se ci fossero alternative, si ritorce sempre tutto contro di me. «Ho capito, ma io cosa posso farci?» dico. «Non solo mi presto a tutte le amenità che scrivi, non solo muoio in un racconto sì e nell’altro pure, ora dovrei darti anche l’ispirazione?» «Allora non lamentarti se ti faccio crepare. Se hai da ridire che almeno siano critiche costruttive, altrimenti taci! Mi stai solo confondendo le idee.» Stringo i pugni. Vorrei ribattere ma non voglio che getti la penna per aria e lasci perdere tutto. La pazienza non è proprio il suo forte. «Allora potrei essere una principessa che…» «Oh, le principesse! Per carità! È da più di cinquanta storie che sei il mio protagonista e ancora non hai capito che tipa sono?» Dannato quel giorno in cui non mi feci i fatti miei uscendo allo scoperto e suggerendole la prima storia! Ma allora era solo una bimba e scriveva fantasy… chi se lo sarebbe immaginato che da un giorno all’altro sarebbe diventata una folle di questo genere? «Vero, hai ragione, sei più tipa da horror. Allora che ne dici se fossi il fantasma di un bambino morto in circostanze misteriose che infesta il suo giocattolo preferito che rimane in soffitta durante il trasferimento dei suoi genitori che vanno via perché non riescono a sopportare il dolore? Eh? È un’ottima idea, no?» La sento sbuffare. La già flebile consistenza delle pareti che mi circondano sta svanendo e… oh mio dio, anche il mio braccio sta diventando nero! Devo trovare una buona idea, e alla svelta. «Ci sono! Potresti scrivere un racconto in cui fai parlare me perché non sai cosa scrivere.» «Mh…» sussurra. «Insomma, racconta cosa succede nella tua testa ogni volta che devi scrivere una storia» insisto. Lei non parla. La sto convincendo? L’ho convinta? Tace. «Giovanna?» la chiamo. Lei sembra scuotersi. «Sì, forse è una buona idea» dice, ma il suo tono di voce non mi piace. Non è convinta. Ormai il mio braccio è del tutto nero e quell’infame cancrena si sta estendendo anche al petto. Il terrore si impadronisce di me. «Dai, Gio, forza, è un’ottima idea, inizia a scrivere…» «Ma non mi convince molto… cioè, tu non esisti. Sei solo frutto della mia immaginazione. Non è che gli altri mi prenderebbero per una psicopatica se scrivessi una roba del genere?» «Assolutamente no» mentii. Sì che lo farebbero. «Hai distrutto villaggi, affondato continenti, dato voce agli oggetti più disparati, ucciso i tuoi protagonisti in ogni modo possibile e immaginabile… e poi c’è Al di là della cornice… credimi, se non ti hanno preso per psicopatica con quello non lo faranno neanche adesso.» «Tu dici?» Ce l’ho quasi fatta, dannazione, non posso mollare adesso! «Ne sono certo.» Sospira ancora. «Va bene, allora credo che farò così» dice. Vittoria! Trattengo un urlo di gioia, ma dura finché non abbasso gli occhi sul mio corpo. C’è qualcosa che non va. Se è d’accordo perché il mio petto ora è del tutto nero? L’ombra non dovrebbe ritirarsi? «Vai, ti suggerisco l’incipit. “Ci risiamo. Pareva strano che fosse stato tutto così facile”…» Niente. Non scrive. Non sta scrivendo. Non sta, nel modo più assoluto, scrivendo. «Gio?» la chiamo. La voce mi trema, non ci vedo più da un occhio, metà viso mi si è annerito. «Niente, l’idea è buona ma non sono ispirata. Vabe’, tanto ho tempo fino a venerdì» dice. «Eh no, non puoi fare sempre così!» urlo, ma non mi sta più ascoltando. Si è alzata, è andata ad ascoltare Eminem, lo sapevo! Ma vi pare normale una cosa del genere? Mezz’ora ferma in un punto, a pensare, a elaborare idee su idee, e poi lascia tutto a metà e va a fare altro! Vi assicuro che fa così ogni singola volta. Io non la sopporto più! Se solo sapesse cosa mi succede quando mi abbandona, se solo sapesse che l’ombra nera si impossessa del mio corpo pian piano, cristallizzandomi, tenendomi fermo immobile finché lei non decide di ritornare a scr
  7. Una virgola che mi turba, non so perché. Troppi troppo, ne eliminerei uno (te l'ha fatto notare anche Gigis, ma ho letto il suo commento solo ora e repetita iuvant) AH! Orrore. Ti è sfuggita una r. Ho riso più del dovuto. Davvero bello. Ci hanno raccontato la morte in mille modi, condendola in tutte le salse e io stessa ho letto decine di storie del genere. L'idea in sé non è originale (in fondo stiamo parlando di reincarnazione, un concetto vecchio come il mondo), ma è raccontata così bene che ce ne dimentichiamo fin troppo facilmente. Grammaticalmente perfetto a parte quelle cosucce che ti ho fatto notare quissù, lo stile coinvolge e ci hai inserito anche degli aforismi molto evocativi e pieni di significato. Primo tra tutti: "Piango perché sto per nascere e tornerò a soffrire, a sorprendermi, a invecchiare, a essere abbandonato da chi muore, a mentire, a sentire bugie, ad avere paura del buio, del diavolo, dei tumori, dell'altezza, della morte." che molto tristemente, ammetto rifletta la mia visione della vita. (rileggendolo ho notato un doppio spazio prima di mentire: correggiiii). Insomma, mi ha colpita anche perché in parte rispecchia ciò che penso. Non c'è alcun bisogno di riscriverlo. Se vuoi ampliarlo, come ha fatto notare Gigis, c'è una sola cosa che sfugge: chi sono i due anziani immortali? Divinità? Messaggeri di dio? Custodi del luogo? Dato che vuoi aggiungere qualcosa mi concentrerei su questo. Per il resto nulla da dire. Divertente, angosciante, fa riflettere, il finale mi ha toccata. Sarà uno dei racconti che non dimenticherò. Bravò.
  8. @Arcadia grazie @*Celaena* gentilissima, lo leggerò tutto (sperando di non aver già infranto qualche regola nel mentre)
  9. @Gigiskan @Mari @Violaliena il piacere è tutto mio
  10. Hello! Il mio nome è Giovanna, sono una futura scienziata/ricercatrice (per ora studio Biotecnologie alla Federico II di Napoli) e amo leggere e scrivere, ovviamente. Il mio genere è perlopiù il thriller con una venatura horror, ma mi cimento in tutti i generi possibili e immaginabili, amo sperimentare e osare! Buona serata a tutti a rileggerci presto!
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