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Emy Ristovic

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Emy Ristovic last won the day on Giugno 7

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Su Emy Ristovic

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    Vampira scrittevole
  • Data di nascita 04/12/1979

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431 visite nel profilo
  1. Emy Ristovic

    Tempo di raccolta

    Per il gruppo Whatsapp va bene! @Matt scrivimi su FB così ti passo il numero (o tu @Gigiskan)
  2. Emy Ristovic

    Tempo di raccolta

    Sono stata in vacanza una settimana. Fatemi riposare dal viaggio e da domani recupero e ti leggo @Russotto!
  3. Emy Ristovic

    Tempo di raccolta

    Forse ho un’idea! Vedo di svilupparla in questi giorni.
  4. Emy Ristovic

    Tempo di raccolta

    Ancora niente idee però ci sto pensando!
  5. Emy Ristovic

    Tutti a raccolta!

    Concordo su tutto! Magari mi tagate nella nuova discussione così non me la perdo!
  6. Emy Ristovic

    Tutti a raccolta!

    Eh, grazie @Russotto! @Matt mi è mancato il tuo Amy!
  7. Emy Ristovic

    Tutti a raccolta!

    Già fatto ieri sera! @Matt autorizzami! 🙆‍♀️
  8. Emy Ristovic

    Tutti a raccolta!

    Si può aggiungere un posto a tavola?
  9. Emy Ristovic

    Movimentiamo l'ambiente?

    Latito da parecchio su questi lidi però potete contare anche su di me.
  10. Emy Ristovic

    Cosa state leggendo?

    Ho iniziato da poco Cronache di un gatto viaggiatore di Hiro Arikawa. Sto ridendo come una scema! L’inizio più che promettente!
  11. Emy Ristovic

    Cosa state leggendo?

    @Russotto, sono andata a dormire alle tre quanto il libro mi ha preso e oggi, ovviamente, l'ho finito Confermo, ottima lettura! 😍
  12. Emy Ristovic

    Cosa state leggendo?

    Dopo una giornata di intense revisioni, ora di rilassarmi con Sorridimi ancora della nostra @lean ❤️
  13. L’associazione Culturale ‘L Péilcan, il Comune di Pont Canavese, il Parco Nazionale Gran Paradiso, bandiscono per l’anno 2018 la diciassettesima edizione del Premio Letterario Nazionale “Enrico Trione - Una fiaba per la montagna”. Dal bando: In testa alla fiaba riscritta andrà indicata la fiaba che è stata oggetto della riscrittura. Quota di partecipazione 20 € Per la versione integrale del bando cliccare qui
  14. Emy Ristovic

    La regina dei Monti Pallidi - seconda parte

    I primi tempi del ritorno della coppia reale furono felici. Le feste per accogliere la principessa e festeggiare il ritorno del principino strano durarono fino a notte fonda. Facevano passeggiate romantiche nei boschi ai piedi della Montagna per ammirare la bellezza della Luna. La principessa piantò sulla cima i fiori lunari splendenti che crebbero numerosi e forti con il nome di Stelle Alpine. All’improvviso, ella iniziò a spegnersi lentamente, fino ad appassire come una rosa. Divenne triste, la nostalgia forte scacciò l’amore dal suo cuore sofferente. Si ammalò rendendo il consorte disperato. Sembrava che non esistesse nemmeno una cura efficiente. Un giorno, la principessa era sempre a letto con il principe in lacrime al suo cospetto, arrivò il Re della Luna. Influenzato dai poteri lunari, aveva percepito il dolore della figlia e conscio dei rischi che correva chiese al genero di riportarla a casa. «I figli della Luna possono vivere solo per poco tempo sulla Terra — spiegò ansioso — perché la nostalgia per il nostro astro è così forte che potrebbe persino uccidere. Dobbiamo partire prima che sia tardi!» Il principe si rabbuiò alla parola “uccidere”, il dolore scavò il suo volto sbiancato. Si era scordato l’avvertimento cruciale dei figli della Luna. «Lei è la cosa più importante che ho e amo, ma se stare qui la rende infelice, allora rinuncerò a tutto pur di salvarla. Partite e alla svelta, fatela guarire. Mandatemi subito però i vostri messaggeri, devo sapere come sta o morirò lontano da lei!» Il Re promise di farsi sentire presto prima che la corte regale ripartì sulla nuvoletta, gettando il principe innamorato in una solitudine profonda. Riprese le sue visite notturne ai boschi al chiaro della luna, l’unico modo che conosceva per stare vicino all’amata principessa. Luna ha il volto rigato dalle lacrime, i singhiozzi sempre più forti rattristano il vecchio. «Non piangere, non è una storia così triste, vedrai. Ora arriva il bello.» «Non è per la storia. Ho pensato alla mamma. Anche lei sente nostalgia per il suo paese, nonno?» Il vecchio sorride, lottando contro un’emozione forte. Scaccia via il pensiero struggente e abbraccia la nipote. Le montagne sono oscurate dalle nuvole, si sentono i primi tuoni. «La notte in cui il principe trovò la soluzione a tutti i suoi problemi si scatenò una terribile tempesta. Per fortuna lì vicino c’era una grotta.» La grotta era illuminata, in vicinanza il principe sentì dei passi. Si girò su se stesso per paura di un nano dalla lunga barba grigia che lo fissava sorridendo. «Non avere paura, non ti farò del male.» disse il nano con la voce tremante. «Ci hai spaventato. Che ci fai nel nostro nascondiglio?» «Io? — esclamò sorpreso — E tu? Chi sei?» «Prima ero un Re felice, ma quelli come te ci hanno cacciato dalle nostre terre perché eravamo diversi ma molto forti. Da allora siamo costretti a nasconderci qui.» Il principe commosso, sulle labbra il nome della bella principessa, raccontò al Re dei Nani la propria triste storia. «Principe, se ti fidi di me, posso aiutarti di riportare la principessa sulla Terra!» esclamò il nano. «Chiedi a tuo padre il permesso di vivere in pace nelle vostre terre, e in cambio faremo ritornare e per sempre la principessa! Ti prometto che sarà felice!» Il giovane si illuminò e corse subito al palazzo reale, incurante del maltempo. Il Re, triste per l’assenza della principessa, ascoltò la sua richiesta annuendo di continuo con la testa. «E siano nostri amici! La nostra terra sarà loro casa!» A patto siglato il regno si riempì di fortissimi nani volenterosi, che notte e giorno compivano dei delicati movimenti circolari nell’aria. Per chi volesse sapere cosa stessero facendo, il Re dei Nani rispondeva orgoglioso: «Filano la luce lunare e la raccolgono in gomitoli luminosi. C’è bisogno di una grossa quantità per illuminare le montagne.» Una notte, mentre gli abitanti del regno delle Alpi Orientali dormivano, i nani si adoperarono per iniziare ad avvolgere i fili lunari su ogni cima che incontrarono. Alla fine della terza notte, il panorama del reame fu completamente diverso: magico e luminoso come se il regno si fosse all’improvviso trasformato nella Luna. Per festeggiare, il principe volò dall’amata, ma la trovò nel letto in fin di vita. «Amore mio, sono qui! Ora sulla Terra c’è uno spicchio lunare, non c’è più il pericolo che tu ti ammali di nuovo.» «E poi, nonno — grida Luna — tornarono sulla Terra?» Il nonno sorride, contagiato da quell’allegria che gli mancava da quando la nuora si era ammalata. «Tornarono, sì. La principessa si innamorò dei monti pallidi, si sentì finalmente a casa. Fu una regina longeva e con principe vissero per sempre felici.» «Come papà e mamma erano prima? Anche la mamma si è ammalata della nostalgia per il Brasile?» L’uomo tace. Si accorge che sono arrivati alla fermata. «Eccolo A, sta arrivando.» «Guarirà come la principessa, nonno?» L’autobus si ferma e l’anziano prende in braccio la bimba, il volto rigato da lacrime.
  15. Emy Ristovic

    I commenti non sono più obbligatori

    Ora non ho più scuse, e prima che qualche lettore mi ammazzi (mi viene in mente Bradipone) corro a postare la seconda parte della favola (se la trovo, sono passati troppi mesi, ahimè)
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