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Jaime Andrés De Castro

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  • Data di nascita 26/09/1993

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  1. Sto provando a leggere "La fine dei vandalismi" di Tom Drury, in tempi record perché è da riportare in biblioteca.
  2. L'ultimo libro comprato è "Di cosa parliamo quando parliamo d'amore", di Carver. Purtroppo ancora lì in attesa.
  3. Di prosa sto leggendo "Canne al vento", sto cercando di recuperare con i classici italiani. Poesia: "Fiore di poesia" raccolta del (forse) meglio della Merini; "Antologia di Spoon River" Masters e "Té verde" di Alessandra Piccoli (brava amica poetessa).
  4. Ecco i due mici di casa. La bianca e grigia si chiama Mia e, come dimostra la foto, adora i sacchetti. Lui si chiama Otello (ossia il moro di Venezia), è stato trovato in strada quando stava ancora nel palmo di una mano.
  5. Sì, lo sto cercando di fare, piano piano, mi sto rileggendo tutto il libro per capire.
  6. Ciao ragazzi, è la prima volta che apro una discussione. Non so se va fatta qui o mi meriterò un richiamo dalla polizia letteraria. In ogni caso, vorrei parlare con voi non di Celestino V e di Dante, bensì di quando e come un editore ha rifiutato un manoscritto. Personalmente è successo praticamente sempre, dato che ancora non ho pubblicato, però in genere gli editori non rispondono, alcuni invece lo fanno, quindi, arrivando alla sostanza, in che modo avete ricevuto i rifiuti? Qualcuno è stato più memorabile di altri? Sono stati rudi o gentili? Quanti rifiuti avete già collezionato? Insomma, qualsiasi risposta è ben accetta, purché raccontiate delle vostre esperienze da rifiutati. A tal proposito vi riporto il rifiuto di un mio libro di poesie da parte di un editore gentilissimo, con il quale ho poi avuto una breve conversazione: "Salve jaime, ad una lettura preliminare penso che ci sia lo sforzo di esprimere quanto si vive, certo, ma talvolta il linguaggio è troppo costruito, pare di maniera. c'è da lavorarci e rivedere, ma ci sono capacità interessanti. deve lasciare da parte il personale, l'io, questione difficile, per muovere verso il lettore, allo stesso livello ma senza semplificare quel che sente. appunto un lavoro duro e lungo. resto disponibile al dialogo, grazie buona giornata"
  7. No, aggiungerei anche per fortuna Sottolineate i libri o li lasciate immacolati?
  8. Per quanto mi riguarda ho la fortuna di avere persone che mi regalano o prestano libri. Ho una marea di libri ancora da leggere. A volte però mi succedono delle casualità bellissime, ero ormai deciso a comprarmi L'amore coniugale di Moravia,volevo scoprirlo di più e avevo letto delle citazioni in rete tratte da quel libro, quando lo stesso giorno mi regalano una vecchia edizione de L'amore coniugale. Comunque, per non andare fuori tema, gli ultimi comprati sono stati La versione di Barney di Richler e Acciaio della Avallone.
  9. Puramente a caso. C'è stato un periodo in cui sceglievo come titolo la prima frase che sentivo pronunciare da qualcuno in quei momenti, oppure ho provato anche ad abbinare le storie con dei proverbi. In generale non mi piacciono i titoli che creano aspettative o che facciano capire dove si sta andando a parare. Quando scrivi lasci che le cose vengano al caso o ti documenti? Ad esempio, se stai scrivendo di un pescatore, ti informi su com'è la vita dei pescatori o butti fuori tutto di fantasia, quindi per come ti immagini vivano i pescatori?
  10. @Mari Grazie! Ci tengo alla pulizia della mia fedina penale.
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