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libero

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  1. sono io E comunque lasciamo votare anche gli imbucati
  2. sbaglio o abbiamo votato solo in quattro?
  3. OT: non è un problema di LibreOffice quanto di windows. Su linux la combinazione standard per «» è l'uso dei tasti <> in combinazione con AltGr e funziona ovunque, come vedi, anche qui. Non so se ci sia una combinazione anche su windows o se si possa assegnarla alla tastiera standard, immagino che si possa fare. Credo che sia meglio uniformarsi il più possibile su alcune modalità di scrittura. È vero che si può in fase di impaginazione, ma più ci si standardizza all'origine e mno lavoro c'è da fare dopo.
  4. libero

    Maledetta Pioggia

    Ciao @Bradipone, grazie per il commento. In effetti versò era un refuso L'ispirazione era quella ;)
  5. libero

    The revenge

    Ciao @Gigiskan, grazie per il tuo commento. Devo confessarti che il racconto nasce come esercizio stilistico un po' in polemica con chi vive di assoluti: "No agli avverbi!", " Il gerundio non si deve mai usare!" ecc. ecc. Volevo dimostrare, prima di tutto a me stesso, che gerundio e avverbi hanno il loro posto nella scrittura. Scrivendo un po' alla volta mi è venuta in mente la parte più filosofica del racconto. Ma era tardi e il racconto premeva per concludersi e così ho preferito lasciare la cosa in sospeso, non dare risposte, ma suggerire domande. Il protagonista della storia
  6. libero

    Maledetta Pioggia

    Grazie del commento @Russotto Si sono talmente ben adattati al un mondo semi-desertico da considerare la pioggia come una maledizione. Volevo giocare un po' sul paradosso e invertire le situazioni tipiche dei racconti post apocalittici. Per loro il deserto è la vita normale e uno sconvolgimento del clima con un aumento delle piogge è potenzialmente disastroso per il loro stile di vita.
  7. libero

    The revenge

    Commento a Marionette - capitolo I Vagabondando. Non guardo i miei piedi che, ritmicamente, si sollevano dal suolo, compiono un lento arco nell’aria per posarsi infine circa un metro oltre la posizione originaria. Allo stesso modo lascio che siano loro a decidere non solo il come, ma anche il dove portarmi, liberando la mente dalla necessità di scegliere una meta. Lo sguardo può così vagare liberamente, soffermandosi sul volto di un vecchio, segnato dal tempo e rugoso come la corteccia di un pino, o sul sorriso indefinitamente intrigante di una ragazza, sulle linee sbilenche di un ve
  8. Ciao @Artemide, il tuo racconto è interessante, sono in attesa della parte 2 per scoprire come va avanti. Ti lascio alcune osservazioni: Tutta la prima parte presenta la situazione, solo dopo, quasi a metà del testo, arriva un dialogo. Io non sono un fanatico dello Show dont' Tell, al contrario, tuttavia partirei in modo più brusco, introducendo successivamente la presentazione della situazione. Potresti tranquillamente partire con il dialogo Se inizi con questa frase che dice già moltissime cose, poi la spiegazione può essere più breve. Si capisce che la bambina è una ribe
  9. Leggendo più avanti nel racconto si capisce la faccenda dei capelli, rimane un po' difficile capire la personalità della moglie. È una spaccapalle che si è sempre scontrata con un marito ancora più testardo? Io direi che è sempre stata una che comandava e probabilmente l'unica cosa su cui il marito non si è piegato è stato il tagliarsi i capelli. Però è una mia illazione, non lo si comprende dal racconto. Questo è chiaro, lo si capisce bene. Invece non ho capito perché la donna si spaventa vedendo Francesca. È una fantasia di Francesca che vede anche in lei il marito oppure è u
  10. libero

    Maledetta Pioggia

    Ciao @Artemide, grazie per il tuo commento e per gli apprezzamenti. Pensavo che un rallentamento qui aiutasse a rendere il finale più efficacie, ma evidentemente ho pensato male Qui hai visto proprio giusto. Devo dire che è una scelta in parte inconscia e in parte conscia. Ti dirò che tendenzialmente sono abituato a strutture più complesse utilizzando coordinate e subordinate. Mi sono reso conto però che c'è una netta preferenza per una semplificazione, poche subordinate, e non esagerare nemmeno con le coordinate. In realtà dipende dai racconti che scrivo, ce ne sono alcun
  11. libero

    Maledetta Pioggia

    Commento a [Parte 1] Vieni con me amore, non ci separeremo mai più Tolse dal gancio gli occhialoni da sole, sputò sulle lenti rotonde e scure e le strofinò con la manica della tunica. Allacciò le cinghiette dietro la testa e controllò che la pelle attorno alle lenti aderisse perfettamente a quella del viso; era una delle prime cose che si imparavano da bambini per non ritrovarsi con gli occhi pieni di sabbia. Si allacciò il fazzoletto sulla bocca, indossò il cappello di paglia tesa larga e passò nella camera intermedia. Si chiuse la porta alle spalle, verificò due volte che fosse sig
  12. Ciao @Russotto, volevo inserire il mio commento alla fine della seconda parte (che ho già letto), ma rileggendolo vedo che ci sono alcune cose che mi piace segnalare in questa prima parte. Mi piace molto l'incipit secco che inquadra subito la vicenda. Io andrei a capo dopo la prima frase, per staccarla di più e renderla ancora più dura. Qui non mi è chiarissimo come si concordino queste due parti. Se per lei non cambia nulla significa che era abituata a fare le cose a modo suo e da sola. Poi però sembra che sia la prima volta che fa qualcosa senza il marito e con la
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