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Russotto

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  1. Fa caldo!

    1. Ayame
    2. Russotto

      Russotto

      In effetti anch'io. In giro si vedono tante fanciulle sempre meno vestite :bavone:

  2. Ho ripreso a scrivere ed è un mese che sono fermo sulla stessa pagina :fuma:

     

  3. E già che si è parlato di chi non legge, perché non dire ognuno la nostra sul perché scriviamo? A prima vista potrebbe sembrare una domanda banale, dalla risposta ancora più banale ma, se ci si pensa un attimo forse può sembrare facile ritenere che le motivazioni possano essere differenti. Be', prima di dirvi perché io scrivo, vi dico perché ho voluto creare questa discusisone: ogni volta che sento dire in giro che qui in Italia si legge poco, subito dopo sento dire che siamo in troppi a scrivere. Bene, il tono polemico mi pare che venga chiaramente fuori senza che spieghi nel dettaglio cosa vorrei dire a chi ripete in continuazine queste cose. Sentiamo un po' per quali motivi ci sentiamo spinti a scrivere.
  4. Anche io non ho esperienza di questi corsi, ho utilizzato Calibre da autodidatta per autopubblicarmi su Streetlib. Quando l'ho fatto (ai tempi era ancora Narcissus) era richiesta la pubblicazione in ebook per poter richiedere la stampa di copie cartacee. E il servizio di conversione in ebook era a pagamento quindi ho provato ad arrangiarmi da solo, è stato facilissimo.
  5. Calibre, è facile da usare e supporta numerosi formati.
  6. Finalmente ho ripreso a scrivere, e subito mi è tornato in mente perché non al computer: troppe distrazioni. Viva la penna!

    1. Gemini

      Gemini

      Anche su questo siamo d'accordo. Nemmeno io riesco a buttar giù la prima stesura a pc. Preferisco carta e matita. Poi passo tutto sul Word del telefono, così posso correggere ovunque mi trovi. Sono felice tu abbia ripreso. Fammi sapere come va. Se hai bisogno sono.qui come sempre.

    2. Russotto

      Russotto

      Grazie mille carissimo.

    3. Gemini

      Gemini

      Scherzi? È sempre un piacere 

  7. Hai ragione nel dire che non siano la stessa cosa e, certamente, non volevo intendere quello. Ma si parlava comunque solo della presenza di una (e ribadisco una fra tantissime) casa editrice filo fascista (non un ricostituito partito fascista) al salone del libro. Sulla seconda parte, la cacciata della suddetta casa editrice dal salone, non sono pèer nulla contento. Se non fosse nata una polemica, se non ci fossero i social che ingigantiscono sempre tutto, la sindaca e il presidente non si sarebbero nemmeno scomodati. Questa, per me, è censura mascherata per qualcos'altro. Censura, la stessa cosa che fece lui a suo tempo.
  8. Sono d'accordo, aggiungerei solo che disertando il salone facciamo un piccolo torto a una sola casa editrice e un grande torto a tante case editrici. Inoltre: siamo sicuri che le altre case editrici non abbiano qualche sorta di scheletro nell'armadio? Pagano i propri dipendenti? Si fanno pagare per pubblicare? Pagano le tasse? Io non so se riuscirò ad andare al salone ma se non andrò non sarà certo per colpa dei fascisti.
  9. Il discorso sull'apologia del fascismo è molto complesso. Di fatto, per quanto ho capito curiosando tra le leggi in questione, non è vietato dichiararsi fascisti. Per "apologia" si intende l'esaltazione di persone o metodi usati dal partito fascista allo scopo ricostituire o indurre a ricostituire il suddetto partito. Quanti editori ci sono al salone del libro? Un solo editore riesce a scatenare tanto furore? Se fossi un autore o un editore non boicotterei il salone, anzi, ignorarne la presenza sarebbe la cosa migliore, so che molti andranno lì a stringere la mano a queste persone ma non condivido chi ha scelto di non esserci. Per quanto riguarda Bella Ciao, non potrò esserci ma sarebbe da cantare sempre, non solo quando se ne sente la necessità.
  10. Sono d'accordo con te, così gli lasciano campo libero e visibilità. Inoltre, opinione mia, la libertà di pensiero è sacrosanta. Anche quando il pensiero non è condivisibile. Ci tengo a precisare che non sono fascista ma comunque ritengo che si debba lasciare spazio di parola ed espressione a chiunque voglia esprimersi senza offendere o ledere nessuno. Credo che il direttore abbia ragionato in questo modo, se avesse negato lo spazio a queste persone sarebbero nate comunque altre polemiche relative a una specie di censura, perché quello, alla fine, sarebbe.
  11. Be' quando il medico ti dice di farti trenta minuti di camminata al giorno, magari tu ti fai due tante ma sicuramente il tuo fisico ne trae vantaggio. Credo che, anche se in maniera totalmente involontaria, del tutto indiretta e via discorrendo, certe attività che costringono il cervello o i muscoli o gli anticorpi a fare il loro dovere fanno bene; a prescindere che lo si voglia o meno. Certo che se vengono fatte con piacere è tutto un altro .
  12. Secondo me, leggere male non fa. Aiuta a tenere allenata la dialettica (cosa non da poci di questi tempi) e la mente. Sì, decisamente dobbiamo leggere.
  13. Non avrei saputo dirlo meglio. Inutile dire che mi hai tolto le parole di bocca.
  14. Lo sport per me è stato un ottimo insegnante di vita, questo lo dico sempre. Ma anche in altri ambiti diversi dalla lettura vale la regola della predisposizione o quanto meno della volontà di guardare oltre al semplice appagamento. Basti vedere quante persone odiano il loro lavoro per principio, quanti tifosi si disperano per una partita persa (perché ci sia un vincitore è necessario che ci siano dei perdenti) o quanti si mettono a imprecare come matti perché la vita pare avergli voltato le spalle. Tutte queste persone cercano solo l'appagamento immediato e facile da ogni cosa, non sanno o forse non vogliono capire che, se guardano un po' più lontano che il loro naso, esiste un mondo di bellezza che li attende. Vale la pena fermarsi un attimo, leggere un libro e farsi coinvolgere dalle vite dei personaggi, ascoltare un brano musicale e apprezzarne ogni singola nota, guardare una partita di calcio e apprezzare le prodezze dei giocatori senza pensare alla sola conta dei gol.
  15. Discussione interessante, sono pressoché d'accordo con voi ma leggendo le vostre opinioni mi è venuto in mente che, se guardassimo la cosa da un punto di vista prettamente statistico non sarebbe sbagliato dire che ci sono differenze sostanziali sia nel modo di pensare che nel comportamento tra chi legge e chi no. Chiaro che leggere un harmony non ha la stessa resa di un libro di Follet (senza nulla togliere a nessuno), forse nel primo caso la lettura è conseguenza della personalità e non l'opposto e, probabilmente ci sono persone che di uno scrittore come Follet apprezzano lo stile dinamico e moderno ma non si soffermano a fare la minima riflessione circa i temi da lui trattati. Di fatto, per quanto odii gli stereotipi, credo che l'utente medio da reality show non sia facilmente accostabile alla lettura (non che lo ritenga impossibile); mentre mi sembra più facile pensare che chi legge molto e in manierea variegata sia più propenso ad avere una mente più aperta. Fermo restando l'intento di leggere per arricchirsi.
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