Vai al contenuto

Manu_ela

Utenti
  • Numero contenuti

    9
  • Iscritto

  • Ultima visita

Su Manu_ela

  • Rank
    Apprentice
    Apprentice
  • Data di nascita 04/05/1992

Visite recenti

50 visite nel profilo

Manu_ela's Achievements

Apprentice

Apprentice (3/14)

  • One Month Later Rare
  • Week One Done Rare
  • Reacting Well Rare
  • Dedicated Rare
  • First Post Rare

Recent Badges

5

Reputazione Forum

  1. Molto bello, un racconto molto tenero e che trasmette amore!
  2. Manu_ela

    Nanà e Totò

    Sì, sono contenta che ti abbia ricordato un episodio del passato! La frase 'figlia come un coniglio' è esatta, non è solo un modo di dire! Eheheh! Sono rimasta davvero contenta del tuo commento! Mi aspettavo già una valanga di correzioni a dir la verità🤯! Sono anche contenta se ti ho lasciato un poco di curiosità 🤗 quindi grazie di aver usato un po' del tuo tempo per aver letto questa parte del racconto e anche di aver commentato!🎉🎉
  3. Manu_ela

    Nanà e Totò

    Ciao a tutti, Come detto nel primo post, pur mantenendo un numero di caratteri limitato, ho allungato il racconto. Non sapevo se scriverci 'prima parte' o 'seconda parte' siccome il primo post era davvero cortissimo e in un'altra sezione e la seconda parte ancora non esiste! Vorrei far sapere che utilizzo il virgolettato per il parlato perché non possiedo il PC e in altro modo sarei scomoda da telefono! Sono curiosa di sapere gli errori e le vostre opinioni su questa piccola storia, Grazie in anticipo a chi volesse rispondere,buona giornata! In paese il 'Piccolo shop del pet' vendeva animali divisi in gabbie a seconda del tipo e della quantità. Quello stesso giorno il negozio aveva aperto da poco, le bestiole si erano addossate ai cancelletti per accaparrarsi la loro razione giornaliera di cibo mentre uno dei conigli era rimasto in un angolo con gli occhi spalancati a sentire schiamazzi e clangore metallico dal suo vicino di gabbia: un cacatua che svolazzava da una parte all'altra e sbatteva sulle listelle di ferro. La notte passata aveva fatto cadere la pallina di plastica con cui aveva giocato e non aveva più smesso di starnazzare e garrire. Un commesso si era avvicinato all'uccello, si era grattato la testa, aveva preso il gioco da terra e glielo aveva riportato al becco. "Oh...Finalmente ti sei calmato! Mi spaventi tutti i clienti se fai così!" Aveva esclamato. Il coniglio si era stiracchiato, si era disteso, aveva osservato gli altri suoi simili disperdersi e la ciotola del cibo svuotata. Aveva scosso la testa, aveva sfloppato da un lato e aveva chiuso gli occhi. Dormiva quando una mano gli aveva cinto il corpo, lo aveva trascinato fuori e lo aveva sollevato da terra. Si era dimenato chiedendo aiuto ma nessuno sembrava averlo sentito. L'odore acre della mano sudata era del commesso che lo aveva appoggiato su un tavolo, lo aveva spinto dentro una scatolina aperta di cartone forata ai lati e prima che avesse potuto riprendere il controllo delle zampe tremanti gli aveva chiuso l'uscita. "Adesso avrai una vita migliore, vedrai..." gli aveva sussurrato. La scatola venne sollevata e oscillava mentre veniva spostata all'esterno del negozio, il coniglio aveva sussultato e aveva conficcato le unghie nel cartone. Non si trovava più in un luogo famigliare: sentiva passi sconosciuti di molte persone, voci di donne, uomini e bambini, odore di asfalto e il battito del cuore accelerato. I padroncini erano rientrati a casa e Totò aveva saltellato e aveva girato attorno alle loro gambe prima che si arrendesse e tornasse nella cuccia scodinzolando perché erano troppo impegnati in una fitta conversazione. "...Ti ho detto di appoggiare a terra la scatola." Disse il ragazzo buttando il cappotto sul letto. "È una cosa sbagliata, hai sentito quello che ci hanno detto al negozio." "Dai, vedrai che non accadrà niente!" La ragazza lo fece. "Ok, ma se rimangono traumatizzati è colpa tua." "Fidati." "Si ok, tu intanto puoi dare il fieno a quello scemetto che ha finito tutto così libero la piccolina?" "Sei sicura che sia femmina?" "No, ma ha un faccino troppo delicato per non esserlo, approposito come la chiamiamo?" "Calimera? È tutta nera!" "Sì ma è troppo lungo...Ci metterebbe dei mesi a capirlo!" "Che ne pensi di Nanà?" "Nanà e Totò? Suona bene! Ah, guarda! Eccolo che arriva..." Totò aveva sentito il suo nome ed era tornato indietro per sapere perché si stesse parlando di lui. Notò la scatola sul pavimento, allungò il corpo ed il muso verso la parete di cartone e arricciò il naso: odorava di pellet, aveva compreso non fosse un nuovo gioco e sgambettò via. La ragazza osservava la scatola, si grattava una mano e si mordicchiava il labbro inferiore, poi la aprì e rimase in attesa seduta sul bordo del letto. "Guarda, secondo me stiamo facendo una stupidaggine per cui ci pentiremo tutta la vita" disse al ragazzo occupato a richiudere la busta del fieno dopo che lo aveva versato nella ciotola. "Sei sempre così pesante e pessimista, sai è questo il tuo grande problema. Sei troppo negativa." "Sarò pure negativa, solo che a differenza tua io mi sono andata a studiare i comportamenti dei conigli..." Totò rosicchiava un filo di fieno, alzò le orecchie e mise il corpo in allerta bloccandolo sul posto. "...E se lo avessi fatto anche tu sapresti che un inserimento non dovrebbe essere fatto così!" Nanà aveva fatto capolino e si era avvicinata al coniglio zompettando. Il ragazzo sbuffò: "Oh ma perché devi essere sempre così pesante?" Totò si girò, sgranò gli occhi verso di lei, rizzò la coda e appiattì il corpo. La coniglietta lo superò di fianco e si buttó di faccia nel fieno, lui la seguì e le annusò coda e orecchie penzolanti, poi fuggì nell'angolo opposto del monolocale nascondendosi fra un mobiletto e il muro, in una nicchia sfruttata da tana. Il ragazzo era scoppiato a ridere: "Quel che si dice un cuor di leone!" "Tu non capisci" La giovane donna si appoggiò una mano sulla fronte scuotendo la testa. Nanà zompettava per la casa e odorava tutti gli oggetti al suo passaggio, quando stava per avvicinarsi al nascondiglio, Totò sbucò fuori con le narici allargate, corse grugnendo contro l'intrusa e la montò conficcando le unghie nel suo corpo, lei scappò alla presa con un salto, inseguita raggiunse l'angolo cucina e si mosse a zig-zag fra le gambe del tavolo, lo depistò, tornò indietro, lo montò a sua volta, gli morse il collo e poi fuggì nel bagno con il suo assalitore addietro. I padroncini avevano cercato di acchiapparli senza risultati. "Prendi un asciugamano!" Urlò la ragazza. "Per fare cosa?!" Dal bagno provenì un urlo animalesco, e poi suoni di colpi e tonfi. "Non ho tempo per spiegarti ora, muoviti!" Lo prese e glielo diede. I conigli avevano formato una palla e si arraffavano le carni con unghie e denti. "ADESSO BASTA." Urlò avvolgendo Totò con l'asciugamano mentre lui provava a mordere un orecchio di Nanà, poi lo tirò sù con una presa salda. "Sei completamente impazzito? Non ti libero se non ti calmi." Il batuffolo di pelo fra le sue braccia si dimenava fendendo l'aria con le zampe. Il ragazzo controllò la salute della coniglietta e la rinchiuse nel bagno. La ragazza liberò l'animale e lo osservò andare nella cuccia in vimini e spingere la copertina con la testa arruffata per aggiustarsela. "...E adesso come facciamo?" Disse portandosi una mano sulle labbra. "Non lo so amore... Questo è un problema." Il ragazzo si afflosciò ad una sedia e alzò gli occhi al cielo. "...E se andassimo a comprare un recinto?" Propose. "Sì, credo sia una buona idea...Dobbiamo andare prima che chiuda il negozio." "Si, andiamoci ora." I ragazzi scesero le scale e lasciarono soli i due animali.
  4. Sì, ho capito. Anticipo il fatto passato che sto per raccontare e poi lo descrivo con lo stesso tempo mettendolo in corsivo per farlo comprendere. Mi è piaciuto il tuo racconto, molto carino devo dire. Mi ci trovo con il protagonista siccome ho lo stesso problema. Trovo questo sistema molto utile, grazie!
  5. Ciao a tutti, Spero di aver azzeccato la sezione e il titolo adatti ai miei dubbi. Non sono ferratissima della grammatica e sto scrivendo un piccolo racconto in passato remoto. Mi trovo a descrivere un evento antecedente alla storia e sto utilizzato il trapassato prossimo per i verbi. Ho tre domande sulla questione: La scena si colloca in un periodo di tempo molto lungo, quindi l'utilizzo del trapassato prossimo la appesantisce non poco. Quindi la prima domanda è: il cambio di tempo deve essere costrittivo o c'è modo di mantenere il passato remoto? La seconda è: se io devo descrivere brevi azioni in un periodo ancora prima rispetto al trapassato prossimo, che tempo devo utilizzare? La terza: quando devo tornare al tempo principale della storia, come devo fare questo passaggio? Devo solo cambiare il tempo? Esempio: L'uomo si aggiustò la cravatta allo specchio, aveva una macchia sull'abito ma non se ne curò. La lavatrice aveva smesso di funzionare e non aveva i soldi per ripararla. Uscì di casa e cominciò la giornata di lavoro. Grazie in anticipo se qualcuno vorrà aiutarmi con questi dubbi.
  6. Quando rileggo ciò che scrivo sento di non avere abbastanza conoscenza di quello che sto facendo e questo blocca la mia creatività.
  7. Grazie mille per i vostri gentili commenti e per i consigli (sì, le virgole è stato un argomento che in passato mi ha preoccupato abbastanza ma cercandolo su Google ma al tempo ho trovato articoli spesso discordanti sul loro uso e ho continuato a metterle un po' dove mi suonavano meglio e si, quella ripetizione non è per niente bella). Io ho una domanda se posso: ma se volessi postare il continuo dovrei creare un nuovo post nella narrativa aumentando i caratteri del testo oppure sempre su questo mantenendo la brevità? Perché credo ci siano pochi errori solo perché è troppo corto
  8. Perdonatemi la semplicità ma sto cercando di partire dalle basi per capire le mie lacune grammaticali. In una piccola casa nel centro storico di un piccolo paese di provincia abitavano i due proprietari e Totò. Orgoglioso, testardo, dispettoso, arrogante e territoriale sono solo alcuni degli aggettivi che sarebbero potuti venire in mente a chi lo avesse conosciuto: un coniglio della nobile razza dei Testa di Leone, famosi per il loro temperamento focoso. Nel tempo sviluppò un'intelligenza fervida. Aveva capito quanto fosse buono il fieno soprattutto se inzuppato nella ciotola dell'acqua, che i suoi bastoncini preferiti venivano realizzati in erba pressata profumata ai fiori di camomilla e che amava moltissimo le carote, anche se non ne aveva spesso a disposizione. Una mattina, appena si svegliò, uscì dalla sua cuccia in vimini allungandosi con il corpo all'esterno per sgranchirsi i muscoli, si lavò accuratamente e per colazione mangiò dell'estruso alternandolo a dei fili di fieno, finito il pasto rosicchiò qualche bastoncino di melo per tenere curati i denti. Appena sentì il portone d'ingresso aprirsi corse verso l'ingresso e non riuscì a trattenersi dal saltellare da una parte all'altra: erano arrivati i suoi padroncini e si sentiva un coniglietto felice.
  9. Manu_ela

    Ciao

    Ciao, Mi chiamo Manuela e mi sono iscritta perché mi è sempre piaciuto scrivere anche se non sono mai stata brava in grammatica. Utilizzo brevi racconti per cercare di migliorarmi, spero di riuscirci ed essere accettata nel forum. Buona giornata
×
×
  • Crea Nuovo...

Cookie, cookie e ancora cookie

Come saprai, usiamo dei cookies per garantire il miglior funzionamento del sito. Puoi leggere la cookie policy, oppure cliccare su "Accetto". Consulta anche la privacy policy completa. Privacy Policy