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greenintro

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  • Data di nascita 28/08/1985

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  1. greenintro

    Jukebox

    Per mio gusto, una delle più belle canzoni nella storia del Festival di Sanremo.
  2. Da lettore, confesso, trovo irrilevante la casa editrice, o meglio ci ho sempre fatto, pochissima attenzione. Da "autore" direi soprattutto la concordanza tematica tra un mio lavoro e l'ambito in cui una certa casa editrice tende a muoversi. Cioè valuterei se tematiche simili a quelle di un mio lavoro siano già state oggetto di pubblicazioni precedenti di quella casa. Questo criterio è in un certo senso un arma a doppio taglio: da un lato sento la necessità che ciò su cui scrivo rientri più o meno tra gli interessi culturali della casa, per evitare di proporre cose fuori luogo, dall'altra pens
  3. Ho apprezzato molto la scrittura, semplice, essenziale ed efficace nel dare il giusto ritmo alla narrazione. Bello e divertente il finale, anche perché, ma questo è solo un mio gusto, sinceramente non avrei gradito un lieto fine per una coppia che si era formata in quel modo, non solo per l'inganno ordito da lui, anche per lei, che da quel che si è colto, non avevo affatto gradito come personalità. Lettura piacevole nel suo tentativo di spoetizzare un pò S. Valentino (nel racconto non ci si cita esplicitamente, ma mi sembra di aver intuito il riferimento, dato che è questo il periodo dell'anno
  4. L'astrologia è soltanto un cumulo di sciocchezze. Noi della Vergine siamo troppo razionali per credere in certe cose

    1. Alorigo

      Alorigo

      Ho smesso di leggere l'oroscopo dall'ultima volta che mi ha detto: "Senti... mi faccio sentire io quando ho buone notizie... ok?"

    2. Gigiskan

      Gigiskan

      Io sono della Vergine e studio astrologia lol
      Btw, il pensiero per cui se non è scienza allora è una sciocchezza è parecchio colonialista. Studio astrologia per una decisione politica, perché voglio decolonializzare i saperi.

    3. greenintro

      greenintro

      @Gigiskansono d'accordo, la mia era  appunto una battuta sulla contraddizione tra il denigrare qualcosa e farlo sulla base di qualcosa che presuppone la credenza in ciò che si denigra, nessun giudizio sull'astrologia in quanto tale

    4. Gigiskan

      Gigiskan

      @greenintro sì, era chiaro e l'ho trovato divertente perché anche io sono della Vergine :asd:
      L'ultima volta che ne abbiamo accennato in chat ti avevo consigliato il sito su cui tracciare il tema natale, pensavo ti stessi interessando alla materia e volevo condividere il modo in cui intendo l'astrologia, era per quello il "btw" :::D

  5. Ho iniziato "La Teosofia" di Antonio Rosmini e ho concluso "Manuale di base dei tipi psicologici" di un giovane studiosa di psicologia, Elisa Origine, in formato kindle, un'introduzione breve ma molto stimolante e ricca tematicamente alla teoria junghiana dei tipi psicologici, argomento che mi appassiona da un pò di anni.
  6. La solitudine è l'ombra della libertà.

  7. Nel caso del mio libro, non ho presentato alcuna idea di copertina all'interno della mia proposta editoriale, in quanto ho ritenuto la cosa irrilevante rispetto a ciò che ad una casa editrice può interessare per la valutazione del lavoro (saggistica). Sinceramente, non ci ho proprio pensato, ritenendo di dovermi concentrare piuttosto sulla revisione grammaticale contenutistica del testo, anziché pensare ad un'immagine. Solo dopo la certezza della pubblicazione ho esposto la questione, chiedendo alla Casa qualche suggerimento. Ricordo la sorpresa dell'impiegata con cui ero in contatto telefonic
  8. Sto terminando un libro-intervista al teologo Raimon Pannikar "Tra Dio e il cosmo"
  9. Concordo, mi sentirei di aggiungere come possibilità ulteriore, il poter contare su correlatori capaci di mobilitare gruppi di persone al di fuori della cerchia di conoscenti dell'autore, penso, come scritto in un precedente messaggio, a docenti di scuola o università che possono parlare dell'evento ai loro studenti (questo però è più realizzabile per la saggistica che per la narrativa, dato che implicherebbe un legame tra i temi del libro e discipline scolastiche/accademiche). Detto questo, non comprendo molto una certa patina di snobismo verso un pubblico di parenti o amici, che ogni tanto l
  10. No, difatti. Per il futuro, chissà! Un saluto
  11. Questo è effettivamente un problema. Nel mio caso la questione è stata, in sede di "pianificazione", quella più trattata. La mia relatrice, docente universitaria ha sollevato il rischio di annoiare il pubblico, e ha suggerito di evitare lunghi discorsi, in favore dell'impostare l'evento come conversazione libera a tre (autore e i due relatori), costantemente aperta gli interventi del pubblico. Al di là del problema della noia, questa modalità incontra decisamente le mie preferenze, svincolandomi dal dover preparare lunghi monologhi, e trovando negli stimoli liberamente improvvisati del botta e
  12. Difatti non c'è alcun errore, come detto, si tratta di diversi punti di vista, consistenti in diverse aspettative ed esigenze in relazione al proprio lavoro. C'è chi ha piacere ad acquisire una seppur limitata notorietà presso un certo pubblico nel corso di presentazioni, anche al di là dell'effettivo utilità pratica/economica, e chi invece non ha interesse in ciò, non trovo un approccio oggettivamente migliore di un altro. Magari il piacere che provo all'idea di poter fare presentazioni può essere visto come narcisismo o vanità, può benissimo essere, in ogni caso, non essendo un "vizio" che f
  13. Penso che il successo delle presentazioni dipenda molto dal luogo in cui si sceglie di tenerle. Sarebbe opportuno scegliere luoghi, o sulla base della tipologia dell'edificio in sè, o comunque in vicinanza di zone solitamente frequentati da un pubblico potenzialmente interessato al libro. Quest'ultimo accorgimento è in particolare rilevante per la saggistica: sarebbe importante scegliere città e zone il più possibili attinenti alle università, cioè gli spazi entro cui è più facile trovare ascoltatori interessati. I pochi presenti alla mia, al momento, unica presentazione, erano studenti univer
  14. Si tratterebbe di un confronto tra autori inseribili nella corrente dello spiritualismo, che cerca di risalire dal concetto di soggettività, divenuta centrale nella storia della filosofia dall'epoca moderna e in particolare dall'idealismo, fino al riconoscimento della trascendenza divina, valutando analogie e differenze tra un approccio più "esistenziale", in cui il passaggio dall'analisi dell'interiorità umana all'affermazione di Dio è sostenuto, ma considerato come una "fede", e un altro, più legato ai concetti della metafisica classica, greca e medievale, in cui si ritiene possibile fondare
  15. Sto ultimando un articolo su un confronto tra filosofi italiani che spero di inserire, dopo procedura peer review, in una rivista scientifica. Diciamo che sto entrando nella parte più noiosamente burocratica, inserimento di abstract in inglese, formattazione, rispetto dei limiti editoriali del massimo dei caratteri... spero che questa fase non impieghi troppo tempo.
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