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greenintro

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  • Data di nascita 28/08/1985

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  1. Sono un sinestetico. Mi viene spontaneo associare mentalmente colori a numeri e lettere. Da loro una materialità. Come una carezza dell'anima al corpo, che lo rassicura rendendogli familiari i suoi pensieri, tranquillizzarlo perché lei possa in pace effettuare i suoi voli, senza che entri in conflitto con ciò a cui sempre resta abbracciata.

  2. greenintro

    Jukebox

    Omaggio alla mia regione (a 1.27, la mia Fabriano) https://video.espresso.repubblica.it/visioni/l-inno-delle-marche-di-giovanni-allevi/3683/3705
  3. Apro questa discussione per parlare di un "problema", se così si può dire, che a volte avverto riguardo alla visione di una trasposizione cinematografica di un romanzo, particolarmente bello. Penso che un aspetto centrale del piacere della lettura sia la possibilità per il lettore di formarsi in piena libertà delle immagini mentali dei luoghi e dei personaggi, o anche delle voci (ad esempio sono portato ad associare le voci dei personaggi a quelle di miei conoscenti che in qualche modo i personaggi fanno venire in mente), è un processo abbastanza spontaneo, credo. Il mio timore nell'approcciar
  4. greenintro

    Jukebox

    1 Maggio 1994. Lo ricordo bene quel pomeriggio
  5. Non c'è sempre corrispondenza tra le frequentazioni effettive e le persone che vorremmo aver vicino. Quando una persona ti piace tanto somiglia a un bellissimo vaso di cristallo da cui resti lontano per paura di sporcarlo con le tue negatività, di romperlo per la tua goffaggine. Mi sta bene restare a distanza, solo sarebbe bello se a volte i vasi di cristallo avessero occhi per accorgersi di chi li osserva e bocche per sorridergli.

  6. Ok, sulla base delle vostre informazioni mi pare che il modello Goodreads si avvicini più a quello Wikipedia, dove ogni aggiornamento o inserimento di voci (nel caso di Goodreads l'inserimento dei profili dei libri e le recensioni) è portato dagli utenti stessi della piattaforma, che a quello Amazon, in cui solo un determinato soggetto come la casa editrice inserisce i libri (nel caso Goodreads ipotizzavo potesse essere lo stesso autore)... grazie per i chiarimenti!
  7. certamente, quando parlo di elemento social, lo intendo molto alla larga, appunto come confronto e ispirazione tra lettori diversi, con gusti diversi, ispirazione che puoi ricevere anche senza leggere le recensioni, ma limitandosi ai titoli. A me personalmente incuriosisce leggere le recensioni altrui (e sono un pò sadicamente divertito dalle stroncature, sono sempre affascinato da chi ha gusti difficili e mostra di avere un senso critico selettivo e sviluppato, beninteso quando le stroncature non riguardino mai me...) e ogni tanto recensisco anche letture mie. Per quanto riguarda la challeng
  8. Non sapevo che l'inserimento di un libro su Goodreads fosse dato dalla volontà dei lettori e non da una scelta dell'autore, ti ringrazio dell'informazione. Per quanto riguarda l'aspetto social direi che è dato dalla possibilità di recensire le proprie letture e leggere quelle delle persone con cui si è in contatto, così come su Facebook si legge tutto ciò che i nostri amici pubblicano... poi ovviamente ciascuno resta libero di limitarne l'uso a un semplice archivio personale di lettura, ma credo che già il solo fatto che inserire un libro nella lista dei già letti implichi l'attribuire un nume
  9. greenintro

    Goodreads

    Qualcuno di voi conosce Goodreads? Volevo aprire questo topic per aprire una discussione riguardo i vostri pensieri circa l'opportunità o la convenienza, per i giovani autori, di pubblicare i loro lavori inserendoli in piattaforme come queste, riconducibili al modello social. Può esserci il rischio che esordienti, comunemente intrisi di insicurezze legate a fasi iniziali di un'attività in cui ancora non si sono ottenuti adeguati riconoscimenti, possano essere scottati nel trovare i loro lavori privi di attenzione in un contesto, quello "social" che dovrebbe essere proprio impostato sul portare
  10. Pisolino pomeridiano. Sono a Londra in una sorta di castello insieme a un gruppo di ragazzi che non conosco. Cose strane: apparizioni dal passato di lontani parenti mai conosciuti già morti che mi consigliavano mestieri da intraprendere, Andrea Scanzi che faceva da guida alla sua biblioteca di libri sulla musica. Con noi anche il grande psicanalista Alfred Adler, che però in quel momento era una signora anziana. Devo abbandonare il castello anzitempo per andare a visitare il resto della città con mio padre. Mi ritrovo in giardino, resto con lui e con Adler. Vinco la timidezza, chiedo a quest'ultimo/a: "scusi se mi permetto, approfittando di quest'occasione probabilmente irripetibile (mi accorgo imbarazzato di averle implicitamente dato della vecchia), considerando che lei è una delle più grandi psicologhe della storia (stavo per dire "la terza", stavolta la diplomazia mi salva), posso chiederle chi tra Freud e Jung ha più ispirato la sua visione?" Lei inizia a rispondere, ma le parole sono incomprensibili. Mi sveglio, ci metto un pò a rendermi conto di che ora sia. Peccato per la risposta, magari se ne riparlerà alla prossima pennichella.

    1. Desy Icardi

      Desy Icardi

      prima della pennichella devi aver consumato una merenda impegnativa ^-^

  11. Congratulazioni. Andando a sensazioni, considerando di non appartenere affatto a questo settore, trovo i disegni davvero ben fatti e molto eleganti!
  12. greenintro

    Jukebox

    Mi sembra abbastanza attinente al periodo pasquale
  13. Ho trovato l'articolo postato da @Mattia Alarimolto interessante e condivisibile, almeno nelle grandi linee. Vorrei solo proporre una precisazione riguardo il rapporto tra empatia e morale. L'empatia non è un atto propriamente morale, non centra di per sé con l'affetto verso la persona che si empatizza, è un atto cognitivo che non esprime giudizi di valore verso l'altro. Quando empatizzo la tristezza della persona che mi sta di fronte, non sto, solo per questo, condividendo i motivi della sua tristezza, come se la sua tristezza e la mia scaturiscano da una stessa sensibilità valoriale (quella
  14. Ho terminato "Tipi psicologici" di C.G. Jung, ho iniziato "Tipologia psicologica. Le funzioni della coscienza: pensiero e sentimento, intuizione e sensazione" di Marie-Louise von Franz, allieva junghiana, che ha ripreso e sviluppato il sistema di classificazione delle personalità e delle forme cognitive del maestro, cercando di riformularlo in un linguaggio più, per così dire "universale", interiorizzabile anche al di fuori del campo di chi è più fortemente addentro al contesto teorico della psicologia junghiana.
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