Vai al contenuto

Scrittosauro

Utenti
  • Numero contenuti

    21
  • Iscritto

  • Ultima visita

  • Days Won

    1

Scrittosauro last won the day on Febbraio 7

Scrittosauro had the most liked content!

Reputazione Forum

27 Excellent

Su Scrittosauro

  • Rank
    Apprendista
  • Data di nascita

Visite recenti

Il blocco dei visitatori recenti è disabilitato e non viene mostrato ad altri utenti.

  1. L'idea buona si può rubare anche da un romanzo edito. Sulle idee non c'è il Diritto d'Autore. Anzi, rubare le idee migliori è parte del processo creativo (più che onesto se non ci si limita a rubarle, ma le si rielabora in modo originale). Rubare un testo inedito invece è reato, anche se si tratta della bozza di un esordiente inviata a un concorso di massa. Per tutelarti ti puoi inviare la raccomandata o la pec in data certa (forse anche l'invio stesso a IoScrittore costituisce prova, non saprei). Se un editore o un autore più famoso di te si azzarda a rubarti il romanzo cosa ci guadagna
  2. "Scrivo con le gambe" (non rubatemela, devo usarla come titolo di un racconto o romanzo!) Esco a fare una passeggiata, a piedi o in bicicletta. L'importante è che si muovano le gambe. Se piove o c'è lockdown, giro per casa, consumando con i piedi il pavimento come nei fumetti di Paperino. Messi in movimento gli arti inferiori, pure il cervello s'innesca e muove le sue rotelle. Non gliela do io la direzione: va dove vuole, e partorisce delle idee. Brani di dialogo, situazioni assurde, approfondimenti filosofici, immagini particolari. Quando torno a casa, di solito, mi sono balenate 16384 (4
  3. Da quel che ho capito, anche avere Messaggerie non basta per arrivare in libreria. A prescindere da "come facciano" (io, da addetto ai lavori, non lo so) ciò che può fare la differenza è se poi nella libreria quella casa editrice c'è o non c'è. Prova sperimentale: andare in una libreria, anche indipendente, e vedere quali case editrici trova.
  4. Secondo me una buona idea sarebbe distinguere le case editrici che arrivano in automatico in libreria, che chiamerei le "grandi"; da quelle che, pur avendo una distribuzione nazionale, arrivano in libreria solo su ordinazione, che chiamerei le "medie-piccole-micro" con livelli di definizione a piacere.
  5. Avevi una base di contatti che ti garantiva centinaia di vendite sicure? Be', in tal caso la casa editrice ha "sfruttato" molto bene il tuo lavoro di anni; anzi anche il tuo lavoro nei mesi della campagna. In pratica hai regalato loro tutta la fatica del marketing in cambio di un editing gratis, di grafica e impaginazione. A me piacerebbe volentieri il contrario. Vorrei qualcuno che mi portasse il pubblico! A scrivere, impaginare, pagare l'editor e altre rogne ci penserei volentieri io.
  6. Nel bando dice che quest'anno accettano anche invii per posta elettronica. C'è una frase nel regolamento: "con ricevuta di ritorno" (riferita all'invio per e-mail) che mi ha spinto a inviarla via PEC. Non vorrei aver commesso un errore. Perché forse da pec non leggono. Mi consigliate di inviare una seconda email normale?
  7. Da autore: nei primi tempi cercavo, più di ogni cosa, l'editing. Era ciò di cui avevo maggiormente bisogno, da principiante. Ho rifiutato proposte di pubblicazione gratuita da parte di case editrici che non offrivano un editing dignitoso. Devo dire che mi sono mosso bene, alla fine sono approdato a una casa editrice piccola ma che mi ha editato alla grande; anzi, di più: mi ha insegnato molto e mi ha fatto crescere. Ora che sono un po' migliorato in fase di revisione e di cura del testo, se decidessi di "evolvermi" a un livello successivo terrei presente il discorso "promozione". E' l'altro
  8. Non sarei così drastico: l'editing c'è sempre stato, lo hanno ricevuto anche i grandi del passato (cito uno su tutti: Hemingway). Semmai prima era, appunto, il lavoro finale da applicare a un testo già ampiamente revisionato e di qualità alta: lo forniva la casa editrice solo a chi aveva "dignità di stampa". Mentre oggi è un fenomeno di massa, applicato a pagamento a chiunque voglia illudersi che ciò che è brutto possa diventare bello mettendosi addosso il vestito della festa.
  9. Per esempio: Di ogni casa editrice si può facilmente compilare una scheda tecnica che includa: numero di pubblicazioni, tipologia di contratto (durata, pagamento, gratuità), meccanismi editoriali quali crowdfunding, acquisto copie, royalties, rete di distribuzione e generi letterari prediletti. Anche la CE stessa potrebbe fornire questi dati. Su argomenti così cambiare politica è estremamente raro e imbrogliare o essere poco trasparenti non paga (ed è comunque evidente fin da subito). Accanto a questa scheda puramente "neutrale", semmai, potrebbero accumularsi i giudizi di tipo qualit
  10. Le recensioni funzionano su Amazon e Tripadvisor? Forse sì e forse no. Sicuramente il sistema "a feedback" (si chiamavano così ai tempi di ebay) ha una sua validità solo su grandissimi numeri. Se mille persone recensiscono un ristorante, probabilmente un'opinione generale abbastanza corretta viene fuori dalla globalità di quei mille giudizi. Se invece le recensioni si limitano a una decina, sono molto meno attendibili. Un po' come studiare la probabilità che al lancio di una moneta esca testa o croce. Se fai diecimila lanci, probabilmente ci sarà una quota di croci molto vicina al 5
  11. Lavoraccio immane. Il rischio è che, con la mole di lavoro richiesta per mantenere un database così ambizioso, si creino delle lacune destinate poi ad allargarsi man mano che i recensori andranno in affanno per i troppi dati da elaborare. Anche solo tenerlo aggiornato, un colosso di tal fatta, è roba non da poco. La suddivisione semplice, deterministica, secondo me deve restare alla base di tutto. Anche perché criteri troppo "soggettivi" espongono al pericolo che simpatie/antipatie prevarichino i fatti concreti. Per me, a-pagamento / gratis è un discrimine forte che va sempre seg
  12. Aggiorno perché c'è una novità e mi va di condividerla: credo che parlare dei propri progetti in corso (anche se magari a nessuno frega niente) faccia bene alla creatività. E' una storia nuova, ne ho solo 25 cartelle e non so se diventerà un romanzo o un racconto. L'ispirazione dell'incipit, che mi sembrava travolgente, mi ha trascinato senza darmi il tempo di fare domande. E' ambientata negli anni '80, che ho scelto solo per la colonna sonora. Infatti ogni capitolo ha il titolo di una canzone dell'epoca, e la canzone "si sente" nel corso del capitolo, trasmessa da qualche radio, cant
  13. Perché ho letto molto e non mi è bastato. Leggo ancora molto... e ancora non basta. Scrivo quello che non ho ancora trovato da leggere. Ciò che leggo mi ispira molto, moltissimo, ma cerco sempre di usare ciò che imparo per raccontare quello che io voglio raccontare: è un tentativo di produrre il libro che avrei sempre sognato, ma che nessuno ha mai scritto. Poi ho scoperto (da poco) che... ciò che scrivi, lo vivi! Ancor più che con la lettura, con la scrittura crei un tuo mondo e ti ci tuffi dentro. E se lo fai abbastanza bene, puoi anche condividerlo con altri!
  14. Anche la mia esperienza dell'anno scorso è quasi identica. Speravo di avere giudizi che mi aiutassero a crescere, invece quelli negativi erano sciocchi e pretestuosi e quelli positivi alquanto banali. Alla fine né il mio romanzo né quelli che avevo avuto da leggere hanno passato il turno. Sono rimasto sorpreso di ricevere valutazioni comunque alte al mio incipit, voti 7 e 8. Ma a quanto pare non bastava a guadagnarsi la finale. Assodata dunque l'inefficienza del meccanismo di selezione (come se fosse una "peer review" non tra accademici titolati, ma fra uomini della strada) io credo che qu
  15. Ho due progetti in corso. Uno è un romanzo storico ambientato ai primi del Novecento, un tentativo di ricalcare lo stile avventuroso-investigativo a base di arte e delitti del mio primo storico pubblicato con Aporema. Anche qui ci saranno molti personaggi, tutti protagonisti. Reali e inventati mischiati insieme, a intrecciare le loro storie con gli eventi dell'epoca: un furto rocambolesco al Louvre, i primi moti socialisti, lo sviluppo del cinema muto italiano. Sono esattamente a metà della prima stesura. Un altro è il mio progetto più tormentato e ambizioso: un fantasy-a-chilometro-
×
×
  • Crea Nuovo...

Cookie, cookie e ancora cookie

Come saprai, usiamo dei cookies per garantire il miglior funzionamento del sito. Puoi leggere la cookie policy, oppure cliccare su "Accetto". Consulta anche la privacy policy completa. Privacy Policy