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Mattia Alari

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  1. Vada per qualcosa di più lungo e completo. Potrebbe essere interessante (e la chiusa è ambigua: alla fine lui ha improvvisato, come lei gli chiedeva, oppure è il maschilista che lei non credeva?). Aspetto la versione di uno scambio più complesso.
  2. Se qualcuno fosse interessato alla faccenda "morale" nel romanzo moderno, ho trovato questo. Se poi vi va di dire che ne pensate, sarebbe interessante. https://www.sulromanzo.it/blog/il-romanzo-non-solo-intrattenimento-ma-anche-funzione-morale
  3. Intendi nel senso di sfogo personale (per "sentirsi meglio") o nell'ottica di un uso davvero terapeutico della scrittura, ossia per elaborare traumi o superare vizi mentali?
  4. Ho compreso il tuo discorso @greenintro anche se mi fa sorridere che tu abbia preso ad esempio "I promessi sposi" ossia il romanzo più moraleggiante che possa venirmi in mente (e per altro anche in modo dichiaratissimo). Ma portiamo il discorso però più vicino a noi, volete? In fondo scriviamo e abbiamo ambizioni più o meno esplicite di essere letti. Come funziona per voi, costruite una storia tenendo presente "la sua morale"?
  5. Anche qui ci sarebbe molto da discutere sia sul concetto di Valore che sul concetto di OGGETTIVO perché è molto caro a chi spinge per un certo tipo di interpretazioni e chi tiene un determinato atteggiamento verso le cose ma è solo una questione interpretativa. Un'opera (di qualunque tipo) è valida se è concepita a strati. Più è complessa, meglio sopravvive alle insidie del tempo. Più è contemporanea, più è comprensibile ma allo stesso tempo ciò che le consentirà la sopravvivenza al suo tempo è il suo fare riferimento a ciò che nell'uomo non cambia nonostante il trascorrere del tempo. Gli er
  6. @Sofia C. colui che pensa di sistemare tutti a botte di "ultima parola" ha parlato. DI NUOVO. Bisogna IMPARARE <--- a conoscere il suo punto di vista. E ha sempre ragione lui, è il più grande, il più informato, il più colto (seeeh!) e tutto ciò che non gli piace è liquidato con un "no, no, no, ho ragione io, cuccia!". Mi aspettavo anche un NON OSARE sbattuto in mezzo ma mi sa che sarà per la prossima volta. So già che replicherà ancora e ancora, fino alla fine. Meglio ignorare o non mollerà. Ora ha pure CONCESSO (nota il tono) di tornare "in argomento", meglio approfittarne! Stav
  7. Basta ignorare chi sclera di brutto in un attacco di egocentrismo acuto e andrà tutto bene! Per tornare all'unica cosa interessante (ossia la tua richiesta se sia necessaria o meno una morale della storia) mi verrebbe da chiederti se tu ritieni che la storia da te narrata nel tuo romanzo potrebbe avere una morale. Hai già detto che hai scritto senza volerla inserire (e per me è normalissimo) ma dall'esterno, ripensando alla storia e tutto ciò che vi hai messo dentro... Pensi che qualcuno potrebbe trarre un insegnamento (in senso lato) dalla vicenda che proponi?
  8. La tua affermazione era ingenua e non corretta e solo un'opinione. Io posso controbattere come voglio se la cosa è sbagliata evidentemente (anche per come viene detta) quindi ho ritenuto corretto farlo e anche piuttosto gentilmente, rispetto a quanto tu non abbia fatto dopo (irritato per essere stato messo "in dubbio"). Il partito preso è comunque il tuo e un partito che ben conosco. E' pieno di "passatisti" (diciamo così) che parlano di degrado di tutto e fanno lezioni sul bel tempo che fu (che non esiste se non in costruzioni critiche a posteriori peggio che romanzate) ostentando un fiero
  9. ... Come no! Infatti io scrivo post chilometrici per riaprire discorsi chiusi più volte. Verissimo, davvero. Ad andare OT sei SEMPRE stato tu. Io ti ho colpevolmente seguito. Stavolta non intendo farlo. Ed evidentemente non sono io che vado in giro a spiattellare quello che so facendo appunti "discutibili" sulle affermazioni altrui o dando lezioni agli altri (discutibili pure quelle) in vari ambiti inclusa la mitologia comparata. Io non ho scritto un'ingenuità, io ho scritto quello che penso molto consapevolmente. Non potevo esimermi dal farti notare come la tua affermazione fosse IL SOL
  10. @Wanderer ... tu mi sottovaluti moltissimo e ti sopravvaluti. Mi limito a dire che se volessi parlare di miti e storie io potrei ribattere a tutto quello che hai detto molto facilmente, perché la tua rispettabile posizione è (ahimè!) molto discutibile da tutti i punti di vista. Certe pretese di correzione rispetto a quello che ho detto, non stanno né in cielo né in terra, secondo me, ma... Diamine, sarebbe il TERZO OT e non è il caso! Ti piaccia o meno, ciò che dico non è figlio di ignoranza ma culturalmente MOLTO consapevole e io sono figlio di una scuola durissima e super conservatrice d
  11. questo è il bello dell'Arte: in qualunque cosa c'è un'intenzione (si spera) ma l'interpretazione è ampia (e a volte può tradire pure l'intenzione ma questa è altra storia). Se la storia non è vuota, ha molte cose dentro. Più di quelle che pensi. Un po' come un'azione che compi, che ha un significato specifico ma poi ha molteplici effetti.
  12. @Russotto, penso che nessuno abbia torto e nessuno ragione. Almeno per queste cose, non esistono Verità assolute. Come si diceva, alcuni libri hanno solo storie e vengono valutate dalla TUA morale. Comunque, un romanzo d'amore (soprattutto da batteria) ha sempre la morale prima di tutto il resto: l'amore trionfa sempre e la regola del romanzo rosa è questa e il lieto fine è obbligatorio. Quindi di cosa si parla? Se tu facessi leggere la storia che hai voluto scrivere, sicuramente avrebbe un senso per qualcuno che qualcun altro potrebbe pure definire "morale" (ma in senso molto ampio).
  13. @Russottoquando scrivi qualcosa che ti sta a cuore, è già il messaggio! Se una storia ha un senso, se non è vuota... ha molto dentro. Anche più di quello che l'autore ci mette. Solo questo. Non voglio fare certamente discussioni colte, non mi va affatto e non era quello che hai chiesto. Per altro non sono assolutamente una persona che potrebbe dare lezioni su nulla, figuriamoci su altro.
  14. Mi permetto (senza voler fare polemica) di farti notare come in questa tua affermazione sia ancora presente l'idea che i tempi moderni siano degradati per forza rispetto al mitico complesso passato. E' una tua idea (e di altri) che rispetto ma non la verità. Oggi il problema non è tanto la qualità delle storie ma altro, come la velocità con la quale esse vengono consumate e deformate, qualcosa su cui bisognerebbe aprire un post a parte. Molto più modestamente mi limito però a dire che dare al Mito (l'Arte in genere) certe origini o funzioni è volerlo nobilitare per forza. Se si parla di m
  15. Scusami, ma sull'intrattenimento ti sbagli alla grande. Perché l'Arte in genere ha sempre avuto nell'intrattenimento l'origine più sincera (e sto pensando alle storie ma non solo). Se poi intendi l'intrattenimento come esperienza vuota è altro.
  16. Se un racconto è un racconto valido, una "morale" di questo tipo può trovarla (eventualmente) più il lettore ma non è una considerazione che facciamo per ogni evento della nostra vita (e non)? Penso sia naturale. Scrivere una storia con l'idea di dare una morale invece è secondo me sbagliato, macchinoso. (Le favole sono dei racconti particolari, per quelle devi proprio costruire una storia "significativa", con un insegnamento). A questo punto mi potresti dire, secondo te, qual è un bel libro senza una morale?
  17. Non è assolutamente importante. Anzi. Penso che sia terribile quando qualcuno cerca di farti la morale. Uno scritto è importante che contenga un'idea e come tale ha il suo limite. Puoi comprenderla, può piacerti... può persino respingerti ma... Puoi apprezzarla narrativamente. Sono totalmente d'accordo con @Sofia C.(una volta ne avevamo pure parlato, molto tempo fa!) e ciò che dice: la narrativa deve intrattenere e far pensare, stimolare la fantasia e con essa le idee. Per cercare insegnamenti ci sono altri luoghi. Per darli poi... bisognerebbe essere Maestri in qualcosa e non è affatt
  18. Solitario, stava sulle scale spegnendo sigarette sulla soglia scheggiata. Secco Scirocco spirava sui sassi spargendo sottile sabbia sulle silenziose strade soleggiate. Succedeva spesso, sebbene sembrasse sempre strano. Seduto, sguardo sollevato sulla sera sbiadita, si sentiva scaricati sulle spalle stanchezza, sofferenza, solitudine. Solita situazione senza soluzione, solo sopprimersi. Semplice, sceglierlo. Sebbene, senza suicidarsi, sarebbe stato sufficiente scappare, sbarcare su suolo straniero, sfuggirle senza sentirsi sfinito. Stare solo. Sarebbe stato splendido sdraiarsi sulla sab
  19. Non sono sicuro di aver ben capito che intendi ma... Se ti riferissi al fatto di dover osservare un video e capire, dal video, che sono davvero trascorsi cinque anni (quindi non molto tempo) io farei vedere (per la strada) cartelloni pubblicitari più evoluti degli attuali (impressionanti, rispetto a quelli di pochi anni fa). Differenti semafori per i pedoni, studiati per non essere toccati. Chiaramente le automobili cambiano stile e notevolmente, in cinque anni. In anni muta anche la segnaletica stradale e se ci fosse qualche deviazione diventata definitiva, sarebbe segnalata. Potrebbe ess
  20. Una mia collega di corso mi ha detto che se continuo a essere così caotico a trent'anni, a quaranta sarò già morto.
    Ma io ho 43 anni...

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    2. Mattia Alari

      Mattia Alari

      Devo ricordarmi di portarmi dei fiori alla tomba.
      E dove sia la tomba.
      Ma che destino crudele! Ed io che per evitare di avere Saturno contro... ero diventato proprio Saturno!

    3. Desy Icardi

      Desy Icardi

      Non saltare a conclusioni affrettate: il fatto che tu abbia 43 anni ma ne dimostri 30 potrebbe indicare che tu non sia un morto bensì "non morto".

      Mangiato aglio di recente?

    4. Mattia Alari

      Mattia Alari

      Inizio a capire come mai lo mangino tanto tutti quelli accanto a me, invece!
      E' un po' la mia croce...

       

    5. Ayame

      Ayame

      Tutto ciò è BELLISSIMO.

    6. Mattia Alari

      Mattia Alari

      Tutto ciò è un po' strambo. Come me, alla fine.
      Giusto... un po'.

  21. Credo che quella fosse una battuta sarcastica, per prendersi in giro. In ogni caso, da ammiratore di Carver, posso dire che per lui e per tutti "non tutte le ciambelle riescono con il buco" e non a caso è stato spedito a Crack il racconto "Il Padre" non uno dei più riusciti, soprattutto per il finale. Se vuoi parlarne in privato possiamo continuare ma credo non sia il posto giusto per farlo...
  22. Se posso permettermi, da autore che non ha mai presentato testi a Crack (fino ad ora) posso dire che averlo ammesso pubblicamente è stato già una buona cosa, perché si sono esposti.
  23. L'accademia della Crusca sbatte in faccia alle paladine della "A per tutte le donne perché sì!!!!" che le loro supposte pretese di correttezza linguistica (dietro le quali molte si sono fatte scudo per "motivare" l'aggressione alla Venezi) non sono tali.
    Immagino le linguiste della cricca "A" schiumare rabbia ma... La Crusca ha parlato: Beatrice Venezi aveva tre opzioni: Direttore (tradizionale), Direttrice (al femminile) e il corretto (ma orrido) "Direttora". Ha scelto ed è una scelta legittima! <--
    2 a 0 per Beatrice Venezi, che sta portando molte donne a riflettere su come le altre debbano tenere il becco chiuso (perché è becco) sulle loro scelte.

    https://www.huffingtonpost.it/entry/venezi-si-fa-chiamare-direttore-definizione-legittima-la-crusca-sulla-polemica-di-sanremo_it_6043cecac5b60208555eee85?fbclid=IwAR22X40u7g5Rg9T9_618D8kMlSdrnbh71xIXEizpD8KC55hjqHZgJkIZFI4

    1. Gigiskan

      Gigiskan

      Non è questo il luogo in cui discuterne e ho già chiarito le mie posizioni.
      Ribadisco soltanto che in questione non è la scelta di Venezi. Che, per quanto possa fregarcene, potrebbe anche farsi chiamare "bottiglia" anziché "direttrice" o "direttore" - e la chiameremmo "bottiglia", in tal caso.
      Lascio questo breve intervento di Robustelli sul sito dell'Accademia della Crusca, estemporaneo rispetto alla polemica sanremese.

    2. Mattia Alari

      Mattia Alari

      Le tue posizioni sono note ma io ribadisco invece che la scelta della Venezi è significativa perché ha scoperto il vaso di Pandora della violenza delle donne sulle altre donne se non la pensano come loro e poi... Ah, la Crusca ha dichiarato (il link è su questo): "Ognuno ha quindi il diritto di fare la propria scelta, ma non può pretendere di imporla agli altri in maniera assoluta, nè può pretendere che lo faccia qualche istituzione”.

      Quindi ha ragione la Venezi e chi l'ha attaccata l'ha fatto solo per una questione di principio che si può non approvare. E non tutte le donne vogliono risalto usando la lingua nei termini che alcune vorrebbero imporre :)
      2 a 0 per la Venezi: Può usarlo per sé. E' corretto.

       

    3. Sofia C.

      Sofia C.

      In questione è proprio la scelta di Venezi che, avesse detto di voler essere chiamata "bicchiere" o "finestra" invece di "direttore", avrebbe ricevuto meno insulti da parte delle donne e meno accanimento linguistico prescrittivo fine a sé stesso. Ci avremmo riso su.

      E penso che si possa smettere di spostare il focus della questione su ambiti molto poco pertinenti.

  24. Ciao, benvenuta tra noi. Spero di leggerti presto sul forum.
  25. Ciao Anna, benvenuta! Ci vogliono poeti, di questi tempi. Tanti poeti...
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