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Francesca Penelope

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  1. Ciao Russ, Ora sono nel posto giusto. Che dirti... ora sono triste. Quindi complimenti, vuol dire che mi hai trasmesso qualcosa. Per me è struggente l'immagine della mamma e del bambino, che aspetta sia domani per poter vedere il papà e prendere quella macchinina, dunque, nonostante sia un contesto triste e terribile, rendono bene la tragicità della questione. Inoltre, molto scorrevole e piacevole alla lettura. Bye
  2. Ottimo. Sono rincoglion.... Te l'avevo detto che nom ci sto più dentro no??? Ecco le prove 🤣🤣
  3. Ciao Russ, O forse dovrei dire ciao @DaKne(perdonami ma sono fusa e ho confuso testi e nomi) Ho letto questo breve testo con attenzione. Innanzitutto, complimenti. Descrivi un atto terribile e violento, con molta delicatezza. Questo brano mi sembra ben strutturato: il ricordo, la colpevolezza inevitabile di chi viene abusato risulta chiara, i dettagli degli eventi che pian piano emergono. Complimenti. Se proprio devo fare le pulci, è sicuramente una bozza, in qualche punto potrebbe essere risistemato o modificato per renderlo ancora più sentito, ma è possibile parli il mio gusto personale
  4. Ciao a tutti, Sto navigando nel fitto mare della piccola editoria. Sbirciando nei diversi siti degli editori, mi imbatto sempre più spesso e con interesse nella sezione "distribuzione'. Esistono svariati canali. I più comuni mi sembrano: streetlib, fastbook, direct book, (ho trovato anche citato arianna+). Ho provato a farmi un'idea a riguardo. Mi piacerebbe approfondire questo argomento. Magari, qualcuno ben più esperto e competente di me, può fare un po' di chiarezza. Grazie
  5. Ti perdono, possibilissimo io l'abbia preso! Grazie della risposta e a presto!
  6. Grazie @Russotto! Mi hai fatto uno splendido regalo!
  7. Ciao Russ, hai ragione, anche io sapevo che le alette non possono arrivare in mezzo alle gambe. Ma mi suonava troppo bene e l'ho messo. Quindi, mi sono immaginata Cupido con le ali lunghe e con poche piume (striminzite), diciamo che nella mia mente gli ho cambiato le ali i corso d'opera ;-) Grazie per il commento! A presto sì, ci ho messo anche San Pietro e San Sebastiano. Tutti insieme appassionatamente!
  8. Ciao @Mattia Alari, grazie. Sono davvero contenta ti sia piaciuto e ti abbia strappato un sorriso. Non so come mai, ma non riesco a citare il tuo messaggio, dunque andrò più o meno a ruota libera. Per quanto riguarda i personaggi, al mash up tra il cast di Xena e quello di Lucifer: San Faustino me lo sono immaginata proprio come Tom Ellis, il fisico, il viso, le movenze. Dunque ben felice ti si arrivato. Vuol dire che ha funzionato! Sì, è trash. Terribilmente. E pieno di luoghi comuni... d'altronde Faustino non è buono. Pensa di poterci riuscire, grazie alla redenzione dell'amore. Ma in fondo, chi nasce tondo non muore quadrato, e questo lo si ritrova nel suo modo di esprimersi, spesso scorretto nei confronti degli altri, e nella scelta dei vocaboli. Ammetto che alcuni scambi sono un po' lunghi e ridondanti: me ne sono accorta e avrei voluto lavorarci, ma il tempo è stato tiranno. Concordo anche sulla poca originalità del testo/situazione. E' un rincorrersi di scenette semplici, basilari, ma orchestrate affinché avessero un filo logico che conducesse alla chiosa del racconto. Il titolo mi ha dato parecchio filo da torcere, mi sono ritrovata a doverlo scegliere esattamente quindici miniuti dalla fine del contest e... ho partorito questo. Il tuo mi piace davvero molto! Grazie di tutto, alla prossima! Grazie del tuo parere @LadyGladia Mi piacerebbe conoscere le parti che ti sono piaciute meno, mi aiuterebbe a ricalibrare, eventualmente. Quando e se avrai tempo leggerò volentieri i tuoi appunti!
  9. San Faustino: Tutti conoscono il famosissimo cupido. Ma ben pochi conoscono l' "anticupido", divinità volta a fare lasciare la gente. E ancora meno conoscono i suoi scrupolo di coscienza. Boa: devono comparire un centipede e un bongo. Da un’ora buona me ne sto qui seduto, in mezzo agli umani, al ristorante Bontà Divina. Sono un dio, ma assomiglio a loro, almeno nell’aspetto fisico. Beh, sì, io sono molto più alto della media e infinite volte più affascinante: che ve lo dico a fare? Me ne sto qui seduto, apparentemente tranquillo, ma dentro mi sento scoppiare. Sorseggio il mio calice di vino e li osservo con rabbia, quei due. Non me lo doveva proprio fare, quello scemo di mio fratello! Finisco il bicchiere in un solo sorso, meglio affogare la cocente delusione nell’alcool. Guardateli, che piccioncini. Vomitevoli! «Me ne dia un altro, e bello pieno! Subito!», tuono a quel povero ragazzo, costretto a servire la gente per vivere. Quel deficiente di mio fratello, quell’inetto, capace solo di far innamorare la gente! Gli piace vincere facile, al putto. Che ci vuole? Prendine due, scocca le frecce rosse e via… vissero tutti felici e contenti! Bravo, Cupido. Glielo avevo detto, il giorno prima, come ormai facevo ogni volta alla vigilia delle sue battute sulla terra. «Cupi, mi raccomando. Vai pure laggiù, lancia le tue freccette a destra e a manca, ma lascia stare Roberta. Ok?». «E come no, Fausti. Lo so che alla tua Robi non mi posso avvicinare. Mi ricordo bene cosa c’è stato tra voi, non te lo farei mai!», mi aveva detto con scioltezza. Come no! Secondo me, non mi stava nemmeno ascoltando, preso com’era a suonare il bongo con quell’altro scemo di Ercole, tutto muscoli, con la clava e niente cervello. Quei due non mettevano insieme un neurone! Ma come gli era saltato in mente di fare il party bongo-birra-sigarettesimpatiche, il giorno prima di andare in missione? Risultato? Dopo il party, Cupido passa una notte in bianco, scende sulla terra, arco alla mano, frecce nella faretra e tutina tecnica. Stonfo com’è, inciampa in un sasso che non vede e… fffffiiiiiii-fiiiiiiiiii!, partono due frecce: una colpisce Roberta e l’altra un passante. Il giorno seguente pareva un cane bastonato. Si è presentato a casa mia con quelle alette striminzite tra le gambe. «Fausti, non l’ho fatto apposta! Te lo giuro, devi credermi!», quasi piangeva. «Con le tue scuse mi ci pulisco il tu-sai-cosa. Dovevi stare attento, Cupido! Cosa diamine ci facevi vicino a Roberta, poi?» «Volevo solo controllare che stesse bene. Non sei stato l’unico a soffrire, sai? Io e lei ci sentiamo ancora, ogni tanto.» «Mi ha lasciato lei! Noi ci amavamo: io ero disposto a smettere di rovinare la gente!» «Tu? Disposto a smettere di spezzare cuori? Ma fammi il piacere, Fausti!» «Sì, lo ero! Stai zitto, non mi conosci per niente se dici così.» «Dimenticala, è acqua passata!» «Non lo è. Mi ha lasciato perchè sono una divinità cattiva. E allora? Ti pare giusto? Non ci sono le pari opportunità? Poteva prendersela con nostro padre: non ho scelto io di essere come sono! Tra me e Roberta era vero amore, nato per caso su una panchina in un parco, senza nemmeno bisogno del tuo provvidenziale intervento.» «Sì, Fausti. Il vostro amore era spontaneo, io non c’entravo nulla. Sai bene, però, che solo le mie frecce regalano l’amore eterno.» «Appunto! Non mi puoi dare una mano? Potresti darmi una freccia, al resto ci penso io. Torno giù, la colpisco, mi colpisco e il gioco è fatto! Non sopporto di vederla con un altro.» «Non funziona così. Te lo ripeto: chi si innamora grazie a me, non si lascia più. Quei due sono destinati a stare insieme per sempre, ormai! A meno che...» «A meno che, cosa?» «No, niente. Lascia stare.» «Dimmelo, o vado da papà a spifferare dei festini bongo-birra-sigarettesimpatiche con quello scemo di Ercole!» «A meno che non ci pensi tu! Solo il tuo incantesimo può rompere il mio, ricordi? Ce l’ha spiegato bene papà.» Gli mollai una pacca in piena fronte. «Bravo, puttino del mio cuore! Ora so cosa fare.» «Ti prego, lascia stare. Mettici una pietra sopra! Puoi usare il tuo potere solo una volta all'anno, non sprecarlo! Il tuo contro-incantesimo è il mio jolly: se, come è già capitato, scoccassi la freccia colpendo una suora? Sai che papà è geloso e poi si incazza. Solo tu saresti in grado metterci una pezza.» Mannaggia a papà! Aveva deciso di mettermi dei paletti, dopo che, per puro divertimento, avevo rovinato la famiglia di Brad e Angelina, provocando un vero e proprio tsunami in quel di Hollywood. In ogni caso, non mi interessava il piagnisteo di Cupido: il casino l’aveva combinato lui. Gli risposi «Sì: per me è one shot, one kill. Ma... il potere è mio, ergo, decido io!» e, senza più girare le spalle, decisi di scendere sulla terra per risolvere la situazione. Ripensare a quella conversazione mi fa prudere ancora le mani. Per dimenticare, secco anche questo bicchiere di vino. «La bottiglia, grazie!», urlo al solito pinguino. Me la serve in tutta fretta: quell’umano deve aver capito che con me non si scherza. Penso e rifletto. Mi è sufficiente puntare il dito verso una coppia, per farla scoppiare, ma in questo caso non mi basta. Non voglio solo che Roberta e quel tizio si lascino: pretendo che lei torni da me, una volta e per tutte. Desidero che si accorga di quanto le manco, di quanto sono speciale e, perchè no, terribilmente più sexy di quello smilzo coi baffetti neri. Ormai ho in mente un piano perfetto: sarò il suo eroe! Li osservo da almeno due ore. Si sbaciucchiano da tutto il tempo, e lui continua a fare su e giù con la mano, percorrendo di continuo la coscia di Roberta. Ecco, baffino sta ordinando il caffè. Si entra in scena, signore e signori! É arrivato il momento di chiamare Bacco. Compongo velocemente il suo numero di telefono e lui risponde dopo nemmeno due squilli. «Bacco, ave! Sei libero?» «Sì, sei fortunato. Abbiamo appena finito.» «Cosa avete appena finito?» «Il baccanale, tonto! Le ragazze sono andate, io sono qui tutto solo… già mi annoio.» «Benissimo! Mi devi un favore, ricordi? Vestiti, prendi un fiasco di vino e fatti trovare, tra cinque minuti al massimo, fuori dal ristorante Bontà Divina. Ti ricordi di Roberta, la mia ex?» «Chi? Quella sventola rossa?» «Non usare questi termini quando parli di lei! Comunque, sì, lei. Ascolta bene, Bacco, e non sbagliare: vieni qui fuori, nasconditi, e quando li vedi uscire vai verso di loro, con fare da ubriaco. Fai finta di rubare il portafogli a quella mezza calzetta coi baffi che la accompagna. Poi, entro in scena io. Ok?» «Ok, Faustino. Fidati, ce la faccio.» «Sei serio? Hai bevuto troppo al baccanale e c’è il rischio che mi combini qualche casino anche tu?» «Tranquillo, amico. Fidati, perbacco!» Bevo velocemente l’ultimo sorso di vino, mentre i due si avviano alla cassa per pagare. Incredibile, non posso crederci: stanno facendo alla romana, che barbone! Grazie al cielo, ci sono qui io, amore mio. Tra poco sarà tutto finito. Mi affretto e li seguo, escono dal Bontà Divina e io mi apposto dietro ad una pianta per attendere l’intervento di Bacco. Eccolo! «Vai, Bacco, vai!» sussurro, facendo il tifo. Lo vedo barcollare canticchiando un motivetto, ora si avvicina a baffino, lo urta, torna indietro, cerca di derubarlo. Vado, vado!, esco allo scoperto, corro e urlo puntando il mio dito ben dritto e disteso. «Ehi, al ladro, al ladro!» Bacco mi fa l’occhiolino e sparisce da dove è venuto. «Ehi tu, ragazzo, hai bisogno di aiuto?» dico, tenendo sempre il dito puntato verso di loro. Non mollo, deve funzionare! Mi avvicino veloce, con la coda dell’occhio vedo Roberta spalancare la bocca in segno di stupore e noto i suoi occhi cambiare. Fa un passo indietro, ma non per paura: non lo ama più, lo guarda come se fosse uno sconosciuto. Baffino mi scruta, sembra un coniglio. Che codardo! «Grazie. Tutto a posto, era ubriaco, non mi ha preso nulla.» dice. «Si figuri! Come sta la sua ragazza?» Mi giro verso Roberta e fingo stupore. «Ro-Robi? Che ci fai q-… Oh mio Dio incredibile, che coincidenza!», dico. Sono un maestro nel recitare. Roberta è stupita, sorpresa, impressionata. «Faustino, che coincidenza, davvero! Ero qui con il mio… ehm, ero a cena con un amico.» Ha funzionato! Ha funzionato! «Sì, eravamo a cena, una cena tra amici. Vi conoscete?», interviene lui, senza essere interpellato. Rispondo, «Diciamo di sì, abbiamo dei trascorsi.» «Beh, ci stavamo salutando, no?», dice Robi a baffino, che risponde quasi in imbarazzo. «Certamente, chiami un taxi? Io prendo la metro.» Lei lo asseconda, «Oh sì, non ti preoccupare. Ci sentiamo, allora.» Lui se ne va via. Bye bye, adios! Siamo soli, adesso: io e la mia Robi. Devo solo sperare che lei mi veda finalmente come l’eroe buono che sono, il principe azzurro della fiaba per la buona notte. Devo mantenere viva la conversazione «É stato semplice, sai?», glielo dico con la testa reclinata, le mani in tasca e gli occhi magnetici. «Cosa ci facevi qui?», mi chiede lei. Penso sia bellissima in questo vestito verde. «Mah, sai, facevo quattro passi sulla terra… niente di che. Quando si dice "essere nel posto giusto al momento giusto", eh?» «Grazie, davvero! Quell’uomo ubriaco poteva essere violento. Il tizio con cui ero a cena pareva anche più spaventato di me.» «Robi, ma che te lo dico a fare? Io ci sarò sempre a proteggerti, te l’avevo promesso.» Le passo una mano dolce sulla guancia. La sento calda, sta funzionando. La conosco come le mie tasche, ha bisogno di me. «Me l’avevi promesso, ma io non ci credevo. Pensavo fossero solo parole… e invece...» «Se solo potessi dimostrarti di più, Roberta.» Altra carezza. Sotto al mento questa volta, il suo punto debole. «Sei cambiato davvero, allora. Non sei più quello cattivo, sei il mio eroe!» Bingo! Le do quel bacio che da troppo tempo tenevo in sospeso sulle mie labbra. Mentre ci sfioriamo, sento tutti i miei fratelli angeli cantare e ballare, lassù. Sento il loro tifo, le trombe che squillano, le raganelle che fanno baccano. Ci buttiamo in un taxi, le nostre lingue si accarezzano forte, le nostre gambe si attorcigliano, le mani toccano ogni parte del nostro corpo. Non riusciamo a smettere, non vogliamo smettere. Paghiamo il tassista, scapicolliamo giù dall’auto e saliamo le scale di casa di Roberta avvinghiati, sbattendo sui muri, inciampando sugli scalini. Apriamo la porta che siamo già mezzi svestiti. Mi sbatte sul letto, è una furia impazzita. Da quanto tempo non vede un uomo? Non mi dispiace affatto, la assecondo in ogni sua mossa e mi godo il momento, attimo dopo attimo. Mi ama, è chiaro, non ha mai smesso di amarmi. Ora sono sdraiato sul letto, lei è a cavalcioni sopra di me. «Un momento, Faustino», mi dice ansimando, «vado in bagno a mettere quel completino che mi avevi regalato tu, per il mio compleanno.» Le sorrido e sono ancora più eccitato, perché non gliel'ho mai visto indosso. «Torno subito!», dice. Mi spoglio completamente e mi metto comodo con la schiena appoggiata sui cuscini. Sorrido come uno scemo: l’ho conquistata per la seconda volta, e senza le frecce di quel putto di mio fratello! Il nostro è amore vero. Può finire, ok, ma due su due... che record è? Siamo fatti per stare insieme, io e Robi, sarò buono da oggi in poi. Prometto. É stata l’ultima coppia scoppiata, quella di stasera. Non farò più star male nessuno, userò il mio potere solo in caso di necessità. Lo farò per lei, per la bellissima donna che sta per uscire sexy e calda da quel bagn-ooooh!!!!!!!!!!!!!!! «Che ci fai qui?» Mi ritrovo nudo come un verme, ad urlare a squarciagola. Davanti ai miei occhi si è appena materializzato quel troglodita di Ercole, con addirittura la clava in mano. «Fausti! Meno male che ti ho trovato!» «Ma che vuoi? Vai via, non vedi che sono impegnato?» Lo scuoierei vivo. «No, Fausti. Credimi, è una questione di vita o di morte. Non ti avrei disturbato, altrimenti!» «Senti... veloce! Spero che tu non sia venuto fin quaggiù per una cretinata!» «Cupido! Sai come è fatto! Stavamo giocando a poker con San Pietro e San Sebastiano. Seba ha barato, Cupido non ci ha visto più e ci ha costretti a cominciare la partita daccapo, senza interferenze di alcun tipo. Quindi, ha sequestrato le chiavi a Peter. Capisci? Ha chiuso il paradiso, così Pietro non avrebbe avuto distrazioni, in caso qualcuno fosse arrivato.» Mi sto innervosendo e il tempo passa, tra poco Robi arriverà e io che figura ci faccio a farmi trovare qui con Ercole? «Ho capito Ercole, ma quindi? Qual è il problema? Se avete finito, riaprite le porte e Pietro torna al lavoro. Tutti felici, tutti contenti, e io posso fare quello che devo fare in santa pace! C-i-a-o!» Ercole abbassa la sguardo e capisco che non è tutto, evidentemente. «Fausti, il problema è che Cupido non si ricorda dove ha messo le chiavi. Le ha perse! Le cerchiamo da un’ora e fuori dalle porte c’è la fila di anime!» «E io cosa c’entro?» chiedo innervosito.«Faustino, tu hai il passepartout nella tua cassaforte. Te l’ha lasciato Pietro quel giorno, ricordi?» Oh Gesù, è vero. Lo ho io il passpartout, devo andare lassù, non c'è altro modo. Mi ci vorranno solo pochi minuti. Chiederò a Robi di poter andare in bagno, lei mi può aspettare qui, bella calda. «Ok, andiamo», dico, ma all’improvviso Roberta si presenta sulla porta della camera da letto, bella come il sole, sexy come non mai. Non nota Ercole, che sta in un angolo della stanza, non ha fatto in tempo a scomparire. «Ti piace, tesoro?» mi dice, e fa un passo in avanti. Sento urlare Ercole da un angolo della stanza, «Oh mio dio! Quello è un centipede, una creatura del demonio!!!» In un nano secondo mi accorgo pure io dell’insetto che Robi ha sulla spalla. Lei gira di scatto la testa, è raggelata dalla paura, non capisce cosa stia succedendo. Ercole parte, è in modalità attacco. Cerco di alzarmi il più veloce possibile e mi getto a tuffo verso di lui, tentando di fermarlo. Si sta scagliando con la sua clava verso il mio amore, il suo neurone non risponde più ai comandi. L’ho quasi placcato, ma inciampo in una scarpa abbandonata sul pavimento. Finisco a pancia in giù e so solo urlare «Nooooooooo! Ercole, nooooooo!» Lo scimmione alza la clava, colpisce il centipede e, con lui, anche Roberta. Cinque secondi netti, piu un neurone andato a male: di Robi rimane solo la polvere. «Ops», sono le uniche parole che quel rimbambito sa pronunciare. Mi spiace per Cupido, dovrà aspettare, e con lui tutte le anime, soprattutto quelle più bisognose della sua misericordia. Guardo Ercole, sembro Lucifero: « Chiama Cupido e digli pure di fare un’altra mano a poker. Noi, si va dritti da Asclepio!»
  10. Ciao a tutti! Sono alla ricerca di suggerimenti e, come me, potrebbe esserlo anche qualcun altro. Io, personalmente, scrivo sui documenti drive: più di una volta ho avuto paura di perdere tutto il lavoro fatto, a causa di un computer abbastanza malandato, il quale vive di vita propria. Ora però ne ho uno nuovo e scintillante e, nonostante sia ancora legata ai documenti drive, sono alla ricerca di suggerimenti riguardanti i software di elaborazione testi. Quale pensate sia il migliore? Quali suggerite? Esiste qualche programma apposito che permette di dividere già in capitoli il testo, magari in differenti cartelle e, chissà, con la possibilità di una sezione appunti per le schede sui personaggi, timeline, eccetera? Grazie!
  11. Ciao e grazie per il tuo intervento. Chiaramente la penso come te, io aspetto con calma. Vediamo se arrivano altre proposte. Qualora non arrivassero vorrà dire che devo ancora lavorare sul testo. Non c'è fretta, inutile buttarsi.
  12. Grazie per le risposte e per gli spunti @Wanderer e @Niji La CE non è specializzata sugli ebook, diciamo che li predilige, per una questione di costi, inutile dirlo. Insomma, il contratto tarda ad arrivare, quindi non ho ancora altri elementi per valutare. Io non metto fretta, in modo da avere più tempo per fare le mie valutazioni. Come dicevamo, i costi per la CE esistono, ma sono nettamente inferiori a quelli di investimento sulla doppia proposta cartaceo/ebook. Detto ciò, concordo sulla questione della promozione che è un punto cardine per la scelta. Se la promozione manca, o è minima, quale sarebbe il reale valore aggiunto di una pubblicazione in digitale? Varrebbe la pena di capire se sponsorizzano bene. Come dicevo, sui social sono abbastanza attivi, ma esistono vere e proprie CE che lavorano esclusivamente in digitale, con le quali varrebbe la pena di collaborare e il discorso avrebbe, ancora di più, un suo senso. Sarebbe un'esperienza che prenderei in seria considerazione. Attendo altre proposte, se arriveranno. D'altronde non ho fretta. Comunque penso che il valore aggiunto di un editore non sia solamente nel cartaceo, ma risieda appunto nella sua capacità di conoscere i canali giusti per una proficua promozione. Vero è che anche chi pubblica in self può servirsi di book blogs/interviste, ma, un editore, essendo più nel mercato, ha sicuramente maggiori contatti. Se la promozione (fatta bene) fa parte del contratto no eap, bevenga. In self i professionisti si pagano, e giustamente anche, direi!
  13. Esatto, bisogna dar loro un poco di tempo.
  14. Ciao, non ho dovuto affiliarmi all'associazione. Nessuna quota associativa, dunque. Chi gestisce la società sì, lo conosco, è con lui che ho avuto i contatti. Per la promozione, prevalentemente sui social, sia dell'associazione che sui personali dei componenti. Ben accette le mie iniziative personali, chiaramente.
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