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Wanderer

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  1. Dato che nonostante più interventi di moderazione si consente a @Sofia C.di continuare a far polemica, mi tocca precisare alcune cose. Il mio comportamento non sarà piaciuto a più di un utente (due!) in questa discussione, quello di qualcun altro non piace a mezza utenza, che è già fuggita dal forum nelle scorse settimane, come mi ha segnalato qualcuno in privato. Ma forse voi moderatori non ve ne siete accorti, così come in questa discussione siete intervenuti in ritardo, non si capisce perché. Se a segnalare un messaggio sono stato proprio io è proprio perché (guarda caso!) proprio
  2. Avresti potuto "approfittarne" sin dall'inizio, dato che non è stato il sottoscritto a chiamarti in causa. Invece, hai preferito fare l'attaccabriga, rivelando tutta la tua saccente presunzione di conoscenza, per poi perdere le staffe a ogni piè sospinto perché non ti concedo l'ultima parola, che vorresti per zittire il tuo interlocutore (tentando ipocritamente di ottenerla richiamandoti all'OT, che hai creato tu stesso, e scrivendo dieci volte "questa è l'ultima volta che intervengo", per poi smentirti ogni volta ). Puoi metterti tranquillo, farti una camomilla, e stare certo del fatto che re
  3. Quello sui "termini e modi" (miei, tuoi, e di altri soggetti) è un aspetto che compete soltanto ai moderatori, non a un utente che aggiunge off-topic sull'off topic, e polemica sulla polemica. Ma è evidente che non tu non sappia cogliere la differenza. Amen, torniamo pure in topic.
  4. Ad esserti irritato sei solo tu, perché ho contro-controbattuto, quando forse ti aspettavi che prendessi per buone le tue affermazioni polemiche e pressapochiste, che non assurgevano nemmeno al rango di "opinione". Scrivere "ti sbagli alla grande", senza nemmeno spiegare cosa ti porta a dire ciò, non è nemmeno un'opinione, è solo un atto di presunzione. Inoltre, scrivere che "alle origini" l'arte nasce con funzioni di intrattenimento non è un enunciato che abbia un qualche fondamento storico, è una dabbenaggine, e basta che apri un qualunque manuale di storia della musica - ad esempio - per re
  5. Non sono d'accordo, e francamente trovo fuori luogo questo tuo intervento. Mi sembra fuori di discussione che ciascuno intervenga nei termini che preferisce, usando l'apparato concettuale che ritiene, facendo uso del proprio bagaglio di conoscenze e/o di esperienze, e non vedo cosa ci sia di poco "sportivo", tanto più che non c'era alcuna competizione in atto. Se a Mattia Alari (o a te, o chiunque altro) non piace il mio modo di interloquire, siete liberi di non entrare in discussione con me, anche perché io sono entrato in questa discussione non per rispondere a Mattia Alari, né a te, ma solt
  6. Ci sono le stesse identiche possibilità che sia l'esatto opposto... Il fatto che non accetti di essere contraddetto - ovvero non accetti il contraddittorio - fa propendere per l'esatto opposto, per l'appunto. E non puoi uscirtene con l'OT (in cui sei tu stesso a entrare sempre per primo) per evitare la risposta dell'interlocutore. Per me, quella cosa che avevi scritto prima, perlomeno nella forma in cui l'avevi scritta, era una grossa ingenuità, e non ho potuto esimermi dal fartelo notare, in particolare dopo che hai accusato l'interlocutore di "sbagliare alla grande", senza pe
  7. Ti faccio notare che ho semplicemente risposto a quello che TU avevi scritto: "perché l'Arte in genere ha sempre avuto nell'intrattenimento l'origine più sincera", cosa che a mio avviso non sta né in cielo né in terra. Se fai un discorso sulle "origini", è normale che ti risponda sulle origini, a prescindere dal "mitico passato o meno". Per il resto, conosci già la mia prospettiva, che è improntata a un'estetica neo-rinascimentale: per me, l'arte medievale e tutti i suoi derivati moderni (tra cui le avanguardie storiche) rappresentano una regressione, una degradazione e una degenerazione
  8. Alle origini della civiltà greco-romana, le arti appartenevano a una sfera sacrale e religiosa: i miti, la poesia lirica e i poemi epici, le tragedie, non nascevano affatto per scopi di "intrattenimento", così come la filosofia. Ancora oggi, l' "intrattenimento" è il mezzo tramite cui l'arte può raggiungere il suo scopo, ma non è lo scopo stesso. Un film che abbia un buon arco drammatico ti tiene incollato sulla sedia, ma questo non vuol dire che il suo scopo sia di tenerti incollato sulla sedia.
  9. La "favola di Cappuccetto rosso" non nasce all'origine come favola per bambini e, come gran parte delle favole, il suo intreccio presenta motivi tipici dei riti d'iniziazione. I quali hanno un significato simbolico molto profondo, ma non hanno alcuna morale (anzi, sono decisamente immorali, secondo gli standard odierni). In generale, la funzione dell'arte - così come quella dei sogni - non è né di moralizzare né di intrattenere, ma di riconnettere alla sfera inconscia, agli istinti, ai centri più profondi della psiche, di toccare le questioni fondamentali dell'esistenza, quelle che si trovano
  10. Come scrivevo nell'altra discussione, il prezzo di copertina è un parametro puramente relativo, nel senso che l'editore lo stabilisce proprio tenendo conto di tutte le spese che ha sostenuto nonché delle commissioni che sosterrà nella filiera della vendita. Calcolando queste spese, stabilisce qual è il prezzo necessario ad avere il suo margine di guadagno. Il risparmio con Directbook c'è a monte, sulle spese che l'editore deve sostenere per produrre l'oggetto-libro: con Directbook puoi essere "distribuito" stampando 50 copie di un libro, mentre con Messaggerie per essere distribuito ne devi st
  11. Non dico che il piccolo editore onesto non esista… ma onesto o "free" non significa che un editore pubblichi rischio d'impresa. Ad esempio, un editore che pubblica solo su Amazon può essere onesto, e anche bravo, oltre ad essere "free" per forza di cose, ma non spende un euro. In generale, il piccolo editore non può fare grossi investimenti, perché non ha grossi capitali, e quindi di conseguenza non può avere grossi rischi. Il piccolo editore è come il piccolo investitore: può perdere poco perché può rischiare poco. E quando l’investimento è basso, difficilmente si può volare in alto. In quest
  12. I piccoli editori oggi in realtà rischiano molto poco, e lo dimostra il loro proliferare incontrollato, tale per cui chiunque si improvvisa editore dall'oggi al domani, senza nemmeno avere soldi da investire in questa attività, che è un'attività d'impresa. Il rischio d’impresa è legato al capitale, e i piccoli editori hanno piccoli capitali, quando non nulli. Si può essere editori con una Srls (che per legge si può aprire con un capitale di UN EURO), quindi che rischiano certi editori? Spesso non rischiano nemmeno quell’euro, perché fanno pubblicazioni a ZERO rischio d’impresa: editoria a paga
  13. Io però non ti seguo. Poniamo che tu sia un nuovo piccolo editore che, come dici, non ha interesse ad avere un distributore per le librerie fisiche. Se un certa tipologia di libro ha un prezzo medio di copertina di 20 euro, è perché in quel prezzo l'editore di solito calcola anche il costo del distributore e del libraio (circa il 50% del prezzo di copertina o più). Una volta che non deve sostenere questo costo, è l'editore stesso che può abbassare il prezzo a 15 euro o meno, lasciando inviariato il proprio margine di guadagno. Perché mai lo store online - ammesso che sia possibile - dovrebbe v
  14. IBS è dello stesso gruppo di Messaggerie consociato a Feltrinelli, quindi solitamente quello che si versa è molto più del 30%, per essere distribuiti e finire in una libreria di catena Feltrinelli. Inoltre non è "fra i più conosciuti", è storicamente il primo e il più conosciuto. E il fatto che sia online non significa mica che è uno store virtuale. Ha dei magazzini reali, ha dei dipendenti, quindi i costi li deve sostenere.
  15. Diciamo che, oltre che nella grandezza, la differenza è nell'infrastruttura. Non è esagerato paragonarlo alla differenza tra avere il 3g e il 5g. Ecco, appunto
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