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Alexmusic

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  1. Concordo Aspetta che sappiano che fai anche l'editore e che potresti essere quello che ha rifiutato un loro manoscritto, e poi vedrai come la situazione migliora Questa è la frase magica che più mi tranquillizza.
  2. Molto semplice: dare agli utenti la possibilità di esprimere la propria valutazione su alcuni punti ma non su altri, non per una sorta di discriminazione culturale, ma solo perché la loro non conoscenza dei sistemi che regolano il mercato editoriale potrebbe produrre aberrazioni. Mi spiego. Un autore o aspirante tale può benissimo esprimere la propria opinione sulla velocità nel rispondere all'invio di manoscritti da parte di una CE, sulla cortesia o scortesia nel rispondere alle email, sulla facilità o non facilità nel contattarla, sul pagamento delle royalties - in questo caso ovviamente dovrebbe aver già pubblicato con la stessa - e su tutte le cose delle quali ha avuto un'esperienza diretta. Anche sull'editing potrebbe dire la sua, ma anche in questo caso sempre parlando di esperienze dirette. Perché se si aprisse un dibattito del tipo "ho letto un libro di Tizio pubblicato da Caio e, secondo me, non è editato bene", be', @Ayame, capisci anche tu a quale delirio porterebbe questa strada, perché, come dice il proverbio, "di @Bradipone ce n'è uno, tutti gli altri son nessuno". Insomma, essere massacrati da chi è competente può anche provocare nel destinatario un sottile masochistico piacere, che poi potrebbe portare a uno stimolo a migliorarsi; ricevere critiche ad minchiam da parte di chi non distingue l'allitterazione dalla fiatella farebbe solo incazzare. Idem con patatine per la distribuzione. Entrare in una libreria, non trovare un determinato libro e perciò affermare che quell'editore non è ben distribuito, sarebbe un'altra falsità. Passando poi alla distribuzione on line, si apre un altro mondo, se possibile ancora più complesso. In ogni caso, come ho già detto in altre discussioni, questa è casa tua e tue sono le regole. Personalmente, obtorto collo, posso accettare la regola del "uno vale uno" in democrazia, ma neanche tanto, perché, fosse per me, prima di entrare nella cabina elettorale farei compilare a tutti un questionario a risposta multipla sul tema "educazione civica e funzionamento delle istituzioni" (che poi, trattandosi appunto di un questionario a risposta multipla, potrebbe anche darsi che per puro culo qualcuno voti lo stesso...). Quando però ci addentriamo in campi specifici, e l'editoria è uno di questi, questa regola non funziona.
  3. BIBLOS - Mondadori P.za Libertà - 21013 Gallarate (Va) Tel. : 0331 777457 Link al sito web Link alla pagina Facebook Nonostante si tratti di un franchising Mondadori, questa libreria è apertissima anche ai piccoli e medi editori e agli autori esordienti, ai quali concede ampio spazio. Assortimento encomiabile, particolarmente apprezzata l'area bambini e ragazzi e soprattutto personale sempre disponibile e competente. Moltissimi le iniziative on line e in presenza. La consiglio con tutto il cuore.
  4. Concordo. Concordo anche su questo. E infatti l'esperienza dimostra, con tanto di cause legali in corso, come alcune aziende abbiano adoperato le recensioni "farlocche" citate da @Francesco Grandis per danneggiare i competitors. Non invidio chi dovrà controllare la verità di talune affermazioni. I refusi, tanto per fare un esempio, si potrebbero anche contare; ma chi stabilisce se un editing è stato eseguito bene oppure no? Basta farsi un giro in qualsiasi forum di scrittura, compreso questo, o su qualsiasi pagina facebook dove si pubblicano estratti per vedere come, per piaggeria, vengano osannate colossali porcherie o si passi sopra a degli sfondoni galattici, mentre, per invidia, si abbia il coraggio di criticare dei piccoli capolavori. Passando poi alla distribuzione, altro esempio concreto, cosa può farci un editore che spedisce in modo tempestivo i propri libri a Fastbook (gruppo Messagerie, che agisce in regime di quasi monopolio) se a un mese dal ricevimento (certificato dal DDT) loro signori non si degnano di inserire le copie nel database al quale attingono i librai? In questo caso è giusto assegnare un punteggio basso all'editore che non ha colpe?
  5. Condivido il pensiero di @Francesco Grandis, tranne che su un punto: gli haters, ahimè, non sono affatto occasionali, sono in costante aumento e a volte attaccano in branco. La tua attività è agli inizi, ma temo che presto tu stesso te ne renderai conto, man mano che, inevitabilmente, crescerà il numero degli autori ai quali avrete opposto un rifiuto. In mancanza di un rigido controllo e una reale verifica delle informazioni, prevedo un futuro denso di problemi e contestazioni; ma sarò lietissimo di sbagliarmi e di vedere che le mie preoccupazioni erano infondate.
  6. Non mi ricordo esattamente chi l'abbia pronunciata, ma c'é una frase che si adatta molto bene al tuo contesto: "la foglia di fico non si addice a uno scrittore". Nel periodo in cui hai ambientato la tua storia, e in special modo in zone come quella che hai descritto, il razzismo nei confronti di chi proveniva dal sud, a prescindere dal lavoro che svolgesse, era una costante: non tenerne conto, magari in nome dell'attuale e imperante "politicamente corretto", significherebbe scrivere falsità. Su cancelli e portoni di varie abitazioni che i proprietari intendevano dare in locazione appariva spesso la scritta "Non si affitta a meridionali" (in realtà pensavano "ai terroni", ma erano incerti se scriverlo con una o con due erre). Questo era il clima e in alcune zone, diciamolo, non è che sia mutato di molto. La tua protagonista dunque, nel sentire un accento del Sud, senza vedere la persona, di sicuro proverà un'iniziale istintiva diffidenza - che per alcuni era una vera e propria repulsione - subito mitigata dal fatto che questa persona sta intervenendo in sua difesa. Il contrasto tra queste due emozioni è un'occasione splendida per uno scrittore di sondare la complessità dell'animo umano: non lasciartela sfuggire solo per un malinteso senso di rispetto nei confronti di chicchessia.
  7. Ciao, @Sapori in Viaggio, anch'io spero di vederti presto, magari di persona; ma nel frattempo, se fossi così gentile da inviarmi in omaggio una bottiglia di Bonarda o di Barbera dell'Oltrepò, sono certo che arriverei all'incontro con una migliore disposizione d'animo . Benvenuta.
  8. Sì, un puro esercizio-divertimento metrico, nulla più. Non ho mai avuto velleità poetiche, mai, neanche quando avevo quindici anni, figuriamoci oggi. Però il mio insegnante di lettere al ginnasio ci suggeriva di tentare questi esperimenti, per meglio capire la dinamica dei vari versi. Allora noi ci lanciavamo in improbabili componimenti, quasi tutti a sfondo satirico, alcuni riuscivano bene, altri no. Avevo quasi del tutto dimenticato quell'esperienza, fino a quando, nelle varie pagine facebook, ho cominciato a leggere alcuni "poeti", che giurano e spergiurano di aver composto versi perfetti, perché (sic!) hanno contato le sillabe. Peccato che nessuno di loro tenga conto né delle elisioni tra vocali, né di dove debbano cadere gli accenti.
  9. Ciao, @221b Baker Street, e benvenuta. Quando ho letto che hai scritto 350 pagine e devi scriverne altrettante, mi è venuto una sorta di "coccolone editoriale"! Già le 350 pagine - e presumo che tu per pagina intenda la cartella editoriale standard di 1.800 caratteri - non sono pochissime per un esordiente; se le raddoppi, le possibilità di trovare poi una CE disposta a pubblicarti si riducono al lumicino... In bocca al lupo, in ogni caso, e mi auguro che qui tu possa trovare i consigli che ti servono per lavorare al meglio sul tuo romanzo.
  10. Io giocavo a D&G e impersonavo, di volta in volta, sia Dolce sia Gabbana. Ogni tanto mi divertivo a fare anche il modello, indossando una loro canottiera a righe, pagata la modica cifra di centocinquanta euro - con la stessa cifra, mutatis mutandis, mio padre e mio nonno si erano comprati biancheria intima per tutta la vita - per poi andare a pranzo sul vagone ristorante dell'Eurostar. Credo che questo mio svago alla fine risultasse molto più originale rispetto ai tradizionali giochi di ruolo.
  11. Torno adesso da una pagina facebook dove una pletora di sedicenti autori sta pubblicamente dichiarando che parteciperà con entusiasmo alla prossima edizione. Mi auguro che la pandemia sia presto sconfitta, in modo che i club BDSM sparsi per la penisola possano presto riaprire. C'è tanta voglia di masochismo in giro ed è giusto che venga soddisfatta nel modo più antico.
  12. Ciao e benvenuto.
  13. Alexmusic

    Il poeta provetto

    Ecco arriva il poeta provetto Che ha studiato sui libri di scuola, Che ti sforna il suo verso perfetto E s’aspetta un elogio da te. Tu gli dici: «A me pare una sola, Non lo dico per farti dispetto: Quando azzecchi una sillaba sola, Poi ne sbagli anche quattro su tre!» Lui ti guarda con fare stupito E si sente calpesto e deriso, Poi ti giura: «Ho contato col dito: Son sicuro, chi sbaglia sei tu!» «A che serve il tuo conto “preciso”, Se poi t’esce uno strazio infinito? Il capir le elisioni t’è inviso, Forse è meglio che non scrivi più. Non poemi, ti prego, non versi; Scrivi saggi, romanzi, fumetti, Scrivi storie di gener diversi, Ma la metrica lasciala star!» «Io giammai seguirò i tuoi precetti! Che i miei sogni non vadan dispersi! Nella schiera dei molti reietti Bei poeti io voglio restar!» Legenda. Dopo i senari doppi di manzoniana memoria, dopo gli endecasillabi di un sonetto taroccato – ma solo per lo schema delle rime – eccovi anche dei decasillabi, anche questi mutuati dal mio omonimo milanese... In quale famoso componimento? Chi indovina non vince niente. P.S. Nel quarto verso “sola” va letto alla romana, con la o aperta, nel sesto con la o chiusa.
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