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  1. Buongiorno @Niji, ho come l'impressione che non riusciamo a intenderci. Non sto affatto affermando che gli artisti non debbano dare libero spazio alla propria creativa, tanto è vero che non ci sono "ordini" indiscutibili da rispettare, non stiamo parlando di persone che lavorano a una catena di montaggio. Indiscutibilmente, chi lavora a un romanzo o una copertina di un libro è libero di esprimere il proprio estro, al limite quello che viene richiesto è di seguire una traccia che per un autore può essere un genere di riferimento come un "giallo", "fantasy" o ecc; il designer o un grafico invece
  2. No, qui nessuno dà ordini . Parliamo di artisti, tanto è vero che un certo Stephen King afferma che: "scrivere è umano, editare è divino", appunto perché si tratta di professionisti che mettono il loro estro, in questo caso, al servizio di un editore che dovrà poi far fruttare economicamente tale opera, altrimenti resteranno solo quattro macchie d'inchiostro su un foglio bianco non interessanti per nessuno. Ci sono dei concorsi come il Neri Pozza o altri in cui ricordo che l'autore veniva pagato in un'unica soluzione al di là del successo del libro. Spostandoci in un altro ambito come
  3. Allo stesso modo possiamo dire che un autore mette a disposizione un "servizio" (ovvero il romanzo) per l'editore. Se l'autore esordiente si facesse pagare in un'unica soluzione le ipotetiche 300 euro di guadagno dall'autore disposto a pubblicarlo, di sicuro avremo meno libri in commercio... La scelta, invece, di pagare tutti in base al vero valore di mercato raggiunto dall'opera rende il progetto sostenibile. Ma questo si chiama rischio d'impresa, che vale un po' per tutti... Se un editor lavora a un romanzo che non vende una copia, di conseguenza anche il suo lavoro, come quel
  4. Io partirei da questo dato di fatto! Supponiamo (ipotesi che si avvicinano comunque a esperienze personali, quindi per molti versi vicine a una realtà generalizzata) di avere come datore di lavoro una casa editrice (in quanto sono proprio queste aziende il punto di riferimento per stabilire i prezzi sul mercato), al nostro autore viene proposto un contratto che prevede il 10% per ogni copia venduta, quanto potrà essere invece pagato un collaboratore editoriale? Molti di questi compensi non seguono il reale valore dell'opera lavorata (ad esempio, se quel dato romanzo vende solo 300 copie,
  5. Quando partirà questa bellissima iniziativa? Si possono già aggiungere delle case editrici seguendo questo criterio? Le schede delle CE già aperte verranno aggiornate?
  6. Davvero un ottimo lavoro, complimenti! Naturalmente, in corso d'opera sarà poi possibile accorgersi di come poter migliorare ancora queste liste, ma considero già questa una valida base di partenza. Così, giusto per dare una prima osservazione , si potrebbe aggiungere nella scheda dell'Editore inesistente (mi sembra già il titolo di un romanzo ) l'indirizzo della sede legale, per identificare la regione di appartenenza della casa editrice (no, non c'entrano niente i nuovi DPCM ) e il tipo di società, per sapere se ci stiamo rivolgendo a un'associazione culturale, a una SRL e ecc. Grazie anch
  7. Ciao @Liesel Wordbound, provo anch'io a rispondere alle tue domande. Mi piacciono moltissimo i titoli in dialetto, anzi, più sono misteriosi e maggiore è la voglia di conoscerne il significato. Sì, ne farei uso anch'io e mi sento di consigliarli se comunque il testo giustifica l'uso del dialetto. Io penso, innanzitutto, che un titolo dovrebbe essere capace di identificare subito un romanzo, se ad esempio questo "Breva" non è il protagonista oppure non cambia il destino degli altri protagonisti, forse, il titolo non è proprio centrato. Perdonami, ma io non
  8. Ti ringrazio per questa tua partecipazione da "lettore", ho trovato in generale i tuoi consigli molto utili, spero di rivederti nuovamente in gara. Sì, tutto giusto, diciamo però che il protagonista non vuole "il predominio" sugli ortaggi, ma la mie intenzioni miravano più a mettere in mostra che, all'approssimarsi di una catastrofe mondiale, lui abbia pensato di salvaguardare soltanto i suoi interessi più cari, pensando di poter fare a meno di tutte le altre zavorre, intese come distrazioni dalla propria passione. Ti ringrazio, il tuo commento mi ha fatto sorridere mol
  9. Ciao @vinword, cerco di chiarirti i passaggi meno chiari. La traccia indica che: "siete l'ultima persona sulla terra", quindi, non può che essere il protagonista il soggetto dell'intero racconto, in questo caso Daniel. Altri nomi non compaiono. Qui parte del mio racconto: Stava trascinando un trolley con le poche cose personali ed erano le rotelle della valigia ad essere rumorose. Ti ringrazio per la lettura.
  10. Mondadori diciamo che non è così "neutrale", basta leggere il cognome "Berlusconi". Saviano potrebbe, ad esempio, pensarla diversamente, fatti alla mano: https://tg24.sky.it/cronaca/2011/01/22/marina_berlusconi_roberto_saviano_orrore In più, io farei una distinzione tra "marchio editoriale", riferito appunto a un logo per identificare una linea di prodotti sul mercato, e la linea editoriale che fa riferimento a una linea politica, economica e i temi pubblicati. I marchi non dicono nulla, se non per un valore estetico, tutto quello che poi ruota intorno danno connotazione al messagg
  11. Sì, per me può presentarsi, non credo che abbia qualcosa da temere , anzi, considero che sia un valore aggiunto avere a disposizione la figura di un editor .
  12. Mondadori crede nel "corporate identity", hanno un "marchio" e un "logotipo". Il marchio è stato realizzato unendo le due lettere "A" e "M", il logotipo creando un alfabeto di caratteri esclusivo prendendo ispirazione dalla grafia precedente. Credo che gli studi effettuati si basino principalmente su strategie di marketing e sulla vendibilità di un prodotto legato a qualcosa di riconoscibile, magari indice di qualità. Un piccolo editore, non potendo competere con aziende più grosse, dovrebbe puntare su dei libri di cui detiene l'esclusiva. Affrontare, ad esempio, un tema legato soltanto a una
  13. Prompt 1 - San Valentino: siete l'ultima persona sulla terra. Oggi però è un giorno diverso dagli altri. Di cosa siete innamorati? Boa: non devono comparire persone scomparse del passato del protagonista, allucinazioni o animali domestici. C’era da scalare l’ultima salita. Abbassò la testa e sentì lo strepitio delle rotelle sulla strada acciottolata. Il sole infuocava l’aria e i respiri si facevano affannosi. Il cattivo odore del sudore si introduceva in maniera fastidiosa fin dentro le tempie. Doveva terminare il viaggio. Gli erano rimaste poche cose da mettere nel tro
  14. No, evitiamo gli stalker. Diffondere il proprio numero di telefono a dei perfetti sconosciuti, non è una pratica consigliabile. Cosa diversa quando quella persona diventa il tuo editore, allora, si possono dare i propri dati completi, anche per stipulare un contratto. @Mrs. Tabitha il tuo contributo è però prezioso, vorrei approfondirlo. Come mai, per uno stesso libro, progettisti diversi realizzano in modo differente le copertine? Questo lascia pensare che il procedimento è il medesimo, ma le conclusioni non sono uguali. Qui ci si chiedeva come apprezzare, allora, il risultato r
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