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Valente

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  1. Quando partirà questa bellissima iniziativa? Si possono già aggiungere delle case editrici seguendo questo criterio? Le schede delle CE già aperte verranno aggiornate?
  2. Davvero un ottimo lavoro, complimenti! Naturalmente, in corso d'opera sarà poi possibile accorgersi di come poter migliorare ancora queste liste, ma considero già questa una valida base di partenza. Così, giusto per dare una prima osservazione , si potrebbe aggiungere nella scheda dell'Editore inesistente (mi sembra già il titolo di un romanzo ) l'indirizzo della sede legale, per identificare la regione di appartenenza della casa editrice (no, non c'entrano niente i nuovi DPCM ) e il tipo di società, per sapere se ci stiamo rivolgendo a un'associazione culturale, a una SRL e ecc. Grazie anch
  3. Ciao @Liesel Wordbound, provo anch'io a rispondere alle tue domande. Mi piacciono moltissimo i titoli in dialetto, anzi, più sono misteriosi e maggiore è la voglia di conoscerne il significato. Sì, ne farei uso anch'io e mi sento di consigliarli se comunque il testo giustifica l'uso del dialetto. Io penso, innanzitutto, che un titolo dovrebbe essere capace di identificare subito un romanzo, se ad esempio questo "Breva" non è il protagonista oppure non cambia il destino degli altri protagonisti, forse, il titolo non è proprio centrato. Perdonami, ma io non
  4. Ti ringrazio per questa tua partecipazione da "lettore", ho trovato in generale i tuoi consigli molto utili, spero di rivederti nuovamente in gara. Sì, tutto giusto, diciamo però che il protagonista non vuole "il predominio" sugli ortaggi, ma la mie intenzioni miravano più a mettere in mostra che, all'approssimarsi di una catastrofe mondiale, lui abbia pensato di salvaguardare soltanto i suoi interessi più cari, pensando di poter fare a meno di tutte le altre zavorre, intese come distrazioni dalla propria passione. Ti ringrazio, il tuo commento mi ha fatto sorridere mol
  5. Complimenti a @Sunday Times per questo bel banner, al massimo potrei suggerire di scrivere qualcosa anche sull'etichetta del vino, sperando che la bottiglia sia ancora piena. Stavo ricontrollando la classifica, mi sembra che ad @Alorigo manchi qualche punto: 25+16+15+3= 59. Grazie e alla prossima
  6. Ciao @vinword, cerco di chiarirti i passaggi meno chiari. La traccia indica che: "siete l'ultima persona sulla terra", quindi, non può che essere il protagonista il soggetto dell'intero racconto, in questo caso Daniel. Altri nomi non compaiono. Qui parte del mio racconto: Stava trascinando un trolley con le poche cose personali ed erano le rotelle della valigia ad essere rumorose. Ti ringrazio per la lettura.
  7. Ti ringrazio per la risposta, permettimi un'altra domanda: è possibile partecipare anche solo come lettrice? Si potrebbe dichiarare nel topic ufficiale il proprio ruolo e procedere alla votazione come da regolamento. Almeno che questa proposta non sia già stata scartata per altri motivi che non conosco. Non ho ben compreso, poi, come funziona questo "club del contest", ovvero, non ho trovato un topic dedicato allo "sfogo", "alle proposte" e ecc. Nell'attuale sezione "Proposte", ad esempio, ci sono topic come "Gara cover?", ma anche il topic "Gruppo auto-aiuto utenti dipendenti da contest - Sf
  8. Mondadori diciamo che non è così "neutrale", basta leggere il cognome "Berlusconi". Saviano potrebbe, ad esempio, pensarla diversamente, fatti alla mano: https://tg24.sky.it/cronaca/2011/01/22/marina_berlusconi_roberto_saviano_orrore In più, io farei una distinzione tra "marchio editoriale", riferito appunto a un logo per identificare una linea di prodotti sul mercato, e la linea editoriale che fa riferimento a una linea politica, economica e i temi pubblicati. I marchi non dicono nulla, se non per un valore estetico, tutto quello che poi ruota intorno danno connotazione al messagg
  9. @Mattia Alari, trovo il tuo intervento poco inclusivo Partiamo del presupposto che il lettore fa come meglio crede o meglio si può attenere alle poche utili regole lasciateci da Pennac: 1) Il diritto di non leggere. 2) Il diritto di saltare le pagine. 3) Il diritto di non finire un libro. 4) Il diritto di rileggere. 5) Il diritto di leggere qualsiasi cosa (Mi sembra che si faccia riferimento anche ai testi dei contest presenti sui forum letterari ). 6) Il diritto al bovarismo. 7) Il diritto di leggere ovunque. 8) Il diritto di spizzicare. 9) Il diritto di leggere
  10. Ti ringrazio per aver riassunto la questione. Sì, 20.000 caratteri possono sembrare davvero tanti. Il racconto online lo immagino anch'io più breve, per tutte le problematiche di letture da telefonino e altri mezzi elettronici più piccoli. Secondo me, non dovrebbero bastare tante parole per comporre un racconto, anzi, io adoro le micro storie, cioè la possibilità di far immaginare al lettore molto più di quanto si scriva. Penso che racconti come "Sentinella" di Fredric Brown aiutino a capire maggiormente cosa intendo. Il mio racconto in gara, ad esempio, può farti risparmiare un po' di tempo .
  11. Sì, per me può presentarsi, non credo che abbia qualcosa da temere , anzi, considero che sia un valore aggiunto avere a disposizione la figura di un editor .
  12. C'è qualcosa di interessante da poter approfondire o solo problemi legati alla chat? Grazie.
  13. Mondadori crede nel "corporate identity", hanno un "marchio" e un "logotipo". Il marchio è stato realizzato unendo le due lettere "A" e "M", il logotipo creando un alfabeto di caratteri esclusivo prendendo ispirazione dalla grafia precedente. Credo che gli studi effettuati si basino principalmente su strategie di marketing e sulla vendibilità di un prodotto legato a qualcosa di riconoscibile, magari indice di qualità. Un piccolo editore, non potendo competere con aziende più grosse, dovrebbe puntare su dei libri di cui detiene l'esclusiva. Affrontare, ad esempio, un tema legato soltanto a una
  14. Prompt 1 - San Valentino: siete l'ultima persona sulla terra. Oggi però è un giorno diverso dagli altri. Di cosa siete innamorati? Boa: non devono comparire persone scomparse del passato del protagonista, allucinazioni o animali domestici. C’era da scalare l’ultima salita. Abbassò la testa e sentì lo strepitio delle rotelle sulla strada acciottolata. Il sole infuocava l’aria e i respiri si facevano affannosi. Il cattivo odore del sudore si introduceva in maniera fastidiosa fin dentro le tempie. Doveva terminare il viaggio. Gli erano rimaste poche cose da mettere nel tro
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