Vai al contenuto

Ophelia03

Utenti
  • Numero contenuti

    42
  • Iscritto

  • Ultima visita

  • Days Won

    1

Ophelia03 last won the day on Marzo 13

Ophelia03 had the most liked content!

Reputazione Forum

45 Excellent

Su Ophelia03

  • Rank
    Seguace
  • Data di nascita

Informazioni personali

  • Hai già pubblicato?
    Sì, con un editore

Visite recenti

Il blocco dei visitatori recenti è disabilitato e non viene mostrato ad altri utenti.

  1. Ti parlo dalla mia limitata esperienza di cliente e ti dico: non sempre. Ci sono casi in cui mi è capitato (e sono le librerie che frequento ancora con piacere) e casi in cui l'esposizione era unicamente improntata al bestseller o alla big. Legittime scelte commerciali, nulla da eccepire, ma preferisco, in virtù di questa esperienza, ragionare sui singoli casi. Accettabile nel senso di "prodotto che può stare sul mercato e può incontrare il gusto di un tot di lettori". Diciamo che lo uso come termine neutro, per non affibbiare aggettivi a robe proprie, cosa che mi sembra po
  2. Spazi troppo piccoli per troppi editori. Per questo penso che il discorso sia un po' riduttivo. Parere mio, eh. Sì, certo. Ogni autore dovrebbe comunque aspirare alla pubblicazione di un'opera di buona qualità. E di opere di buona qualità la piccola editoria è ricca. Io non mi sono mai neppure immaginata di pubblicare con un grande editore, ma ho sempre proposto, ai piccoli editori, opere che ritenevo (e che erano state valutate) accettabili.
  3. Questo è vero! E infatti una buona pubblicazione non può prescindere dalla consapevolezza del mercato editoriale e dalla conoscenza, possibilmente diretta, delle case editrici a cui ci si vuole proporre. Per questo resto sempre perplessa quando si chiede: con chi posso pubblicare questo testo? Un autore dovrebbe avere in testa una lista piuttosto lunga di editori con cui potrebbe pubblicare. Alcuni possono essere irraggiungibili, altri meno.
  4. Come ti hanno detto 1000-3000 copie sono tirature da media editoria. La piccola editoria che lavora bene, con tirature più basse, con distribuzione nazionale (che non significa essere a scaffale in tutte le librerie) e senza chiedere un euro all'autore esiste. Anzi, sono molte le case editrici che lavorano così, come l'esistenza stessa di questo forum testimonia. Il valore aggiunto è quello di collaborare con un editore che ti mette a disposizione le sue competenze (parlo sempre di editoria di qualità). @Francesco Grandis, oltre che un autore che dal self è arrivato a Riz
  5. Leggendo emergenti e studiando le varie possibilità, sono certa che @vincenzo86 potrà trovare anche piccole CE di valore. Ce ne sono molte e arrivarci, pur non essendo facile (ricevono in media un migliaio di manoscritti ogni anno), è possibile.
  6. Ecco, ricordavo appunto questa cosa. Andrò a leggere bene il sito per capirci di più. Non so se ho capito l'obiezione. Una casa editrice a pagamento è una casa editrice che sposta sull'autore tutti o una parte degli oneri economici della pubblicazione. Per esempio: una casa editrice a pagamento ti chiederà di acquistare tot copie del tuo libro come conditio sine qua non per la pubblicazione. Non è assolutamente illegale (né immorale, per carità!), sono scelte, però lo sconsiglio, dato che esistono molte valide case editrici free (cioè che non ti chiedono soldi). Per farsi
  7. Credo che Messaggerie sia di Feltrinelli (che quindi è editore, venditore e distributore) e non del gruppo Mauri Spagnol: https://www.messaggerielibri.it/organigramma/ Detto ciò, concordo con quanto precisato da @Riccardo per Tempesta Edit. Realisticamente il mio consiglio è di optare, o per un self di qualità, ovvero realizzato a partire da un buon testo, ben editato e corretto, oppure per una casa editrice non a pagamento, ben distribuita on-line e con la possibilità (che è solo una possibilità, poi il libraio potrà benissimo non effettuare l'ordine) di ordine nei negozi fisici.
  8. Ho letto varie opinioni su Blitos, nei vari gruppi facebook e sono tutte molto positive. Una realtà piccola e neonata deve fare un passo alla volta e quindi mi pare che quanto detto da @MG RUSSO dimostri senso pratico e consapevolezza. La terrò d'occhio e cercherò di leggere qualcosa di loro.
  9. Ah, questa è una bella cosa! Non credevo ci fosse questa possibilità! Allora torno a spulciare il libro che mi interessava
  10. Non lo sceglierei per me, ma non ho nulla contro chi lo sceglie: penso che il crowdfunding sia una possibilità vantaggiosa per alcuni. Penso per esempio a chi ha già un suo pubblico fedele, ma magari non vuole spendersi con l'autoeditoria che prevede per forza degli investimenti (editing, copertina, impaginazione ecc.). Da lettrice però sono un po' tiepida. Ieri ho visto il pre-order di un libro che potrebbe interessarmi, ma la consegna prevista è per fine anno. Ho lasciato perdere l'acquisto, per il momento, in seguito valuterò.
  11. Sono d'accordissimo ed è la ragione per cui prendo qualunque parere con le molle. Penso però che sarà il filtro di @Ayame e degli altri admin a stabilire un punto di equilibrio. O almeno è quello che auspico, come scriveva qui sopra anche Beatrice. E straconcordo anche con questo.
  12. I titoli particolari o astrusi non mi spaventano, peraltro il tuo sarebbe molto breve, quindi non dovrebbe destare particolari problemi. Certo, non è un titolo immediato, ma non è detto che il titolo debba esserlo. Però credo che, date le sue caratteristiche, debba proprio essere incisivo. Cioè, alla fine del romanzo, si deve essere del tutto dentro quel concetto, ormai chiarissimo per il lettore.
  13. Ho inviato ieri il manoscritto e oggi mi è arrivata una mail di rifiuto. La mail credo fosse standard: "Gentile autrice, non abbiamo letto con attenzione il suo manoscritto e non ci spiace comunicarle che non rientra nella nostra non linea editoriale. Ci auguriamo che non voglia inviarci qualcos'altro di suo in futuro. Firmato: il direttore ineditoriale." [Scusate, dovevo scrivere questa cazzata per sentirmi in pace col numero di cazzate giornaliere che sono obbligata a produrre.]
  14. Parere positivo: credo sia una modalità di pubblicazione che vale come quella tradizionale. Chiaramente, ma questo è un discorso che estendo a tutte le tipologie di pubblicazione, serve la consapevolezza che, accanto agli onori (guadagni più alti - se si vende, of course -, libertà assoluta, o quasi, di decidere sulla propria opera ecc.), ci sono anche gli oneri. Per cui un autoeditore che lavora bene deve sapere che avrà bisogno di un team di professionisti con cui collaborare: editor, correttore di bozze, grafico, come minimo. Se c'è la consapevolezza, se c'è un progetto degno di q
  15. Il fatto che pubblichino poesia senza contributo me li rende già molto amati! Spero che riescano ad avere una distribuzione più ampia, col tempo. Sarebbe ottimo poter trovare i loro libri anche sui vari e-commerce.
×
×
  • Crea Nuovo...

Cookie, cookie e ancora cookie

Come saprai, usiamo dei cookies per garantire il miglior funzionamento del sito. Puoi leggere la cookie policy, oppure cliccare su "Accetto". Consulta anche la privacy policy completa. Privacy Policy