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Nope

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  1. (Sto facendo necroposting? Spero di no) Credo che la verità stia nel mezzo. È giustissimo usare lo show don't tell, ma ci sono sicuramente momenti in cui raccontare è più efficace o adatto che mostrare. O anche stili a cui si adatta di più. Ecco una cosa di cui avere paura
  2. Penso sia una domanda da un milione di dollari Magari ne esce fuori qualcosa di utile, però: come non restare a corto di buone idee? O anche solo di idee, in generale. Non parlo proprio del blocco dello scrittore, di quello si parla sempre. Magari riesco a scrivere, però solo fuffa. Niente cose intelligenti, simpatiche, utili, carine... Fuffa. Voi che fate quando siete in crisi?
  3. Bello I testi vanno postati in questa discussione?
  4. Nope

    La caccia dell'angelo

    In effetti Vorrei avere una risposta per le tue domande, ma temo di saperne esattamente quanto te Immagino di aver avuto le idee leggermente più chiare quando l'ho scritto (ma si tratta di almeno dieci anni fa), anche se non di molto: il mio problema è che interrompo le cose e non riesco a portarle avanti Magari stare qui mi darà un po' di sprint e riuscirò a fare qualcosa di più utile. Intanto grazie mille!
  5. Ciao Alessia, io sono qui da poco prima di te ma ti do il mio benvenuto anche io! Accidenti, hai fatto un sacco di cose :O Io... nope
  6. Nope

    Buonasera

    Il nope è un grande stile di vita :asd: grazie! Non vedo l'oraaaaaa! Ciao a te! Lo spero anche io ^_^
  7. Nope

    La caccia dell'angelo

    È la prima cosa che pubblico qui, sono un po' in ansia è un racconto che ho scritto moooolto tempo fa, e non so bene cosa pensarne. Mi date un parere? Grazie <3 La prima cosa che sentì quando riprese conoscenza fu un dolore acuto alle spalle. Realizzò di essere su una sedia, con le braccia legate dietro di sé. Le tempie le pulsavano dolorosamente. Chiuse gli occhi piegando la testa in avanti, cercando di ritrovare un minimo di equilibrio; si era resa conto che la percezione dello spazio era completamente sfasata, il cervello non raccoglieva correttamente gli stimoli visivi e le mostrava una scia indistinta e confusa, contornata da macchie di vari colori. Finalmente riuscì a mettere a fuoco il luogo dove si trovava, probabilmente una caverna al di sotto della città. Doveva avere un po’ di sangue secco sulla palpebra destra, quando la muoveva sentiva la pelle tirare. All’improvviso capì che era stata catturata. Di nuovo. Il suo sguardo saettò da una parte all’altra della caverna, ma non vedeva nessuno. Alzò lievemente il viso, d’un tratto consapevole. Non voleva voltarsi, non voleva assolutamente, ma alla fine lo fece, slogandosi il collo. Non ci fece quasi caso. Tutto ciò che temeva e odiava era dietro di lei, e lei lo stava guardando in faccia. Un dito gelido le sfiorò la guancia, facendola rabbrividire. “Che c’è, Roux, sono qui per soddisfare le tue pulsioni sessuali? Non ci sono più gli angeli asessuati di una volta” sbottò. Il dito fu sostituito da un violento manrovescio che le fece voltare il capo dall’altra parte. Cassandra strinse i denti. “Forse, e dico forse, dovresti essere un tantino meno arrogante e sfacciata, se vuoi avere qualche possibilità di uscire viva da qui” le sussurrò lui, avvicinandosi al suo orecchio. “Sei tanto bello quanto stronzo, cazzo.” Imprecò lei, tirando su con il naso. “Ma non prendermi per stupida, so benissimo che non uscirò viva da qui. Tanto vale prendermi le mie soddisfazioni.” Si voltò di nuovo verso di lui. Stava sorridendo, quel figlio di puttana, e solo Phandros sapeva quanta voglia aveva di saltargli addosso e strappargli la carne dal viso. Ma anche di farselo. D'altronde Eros e Thanatos vanno sempre d'accordo, pensò. Roux si legò i lunghi capelli rossi. “Non voglio che mi siano d’intralciò” spiegò “e soprattutto non vorrei si macchiassero del tuo sangue”. Prese una coltello dalla cintura e le si inginocchiò di fronte, appoggiando la lama sulle labbra di Cassandra. La donna teneva saldamente piantati gli occhi in quelli dell’angelo, impassibile. “Sai che farò tutto quanto è in mio potere per guastarti la festa, vero?” “Sai che per me non è un problema, vero?” ribatté. Si alzò in piedi e si portò di nuovo dietro di lei. Le afferrò le mani, sollevandole verso l’alto. Porca puttana avrebbe voluto urlare mentre le giunture schioccavano dolorosamente. Sentì la lama gelida sfiorarle la pelle, e si ritrovò con le mani libere. Non riusciva a muovere le braccia, ma doveva riprendersi. “Liberati le gambe” ordinò Roux. Sì, cazzo, doveva assolutamente far funzionare quelle maledette braccia. Si chinò e con uno sforzo enorme riuscì a slegarsi la gamba sinistra. Le braccia le tremavano e si rifiutavano di obbedire ai suoi comandi. Finalmente si liberò anche l’altra gamba. Si alzò in piedi e si girò verso il suo carnefice. Cercò di allargare le braccia, ma il dolore che sentiva la fece desistere. “Fa male?” chiese Roux, togliendosi un pugnale dalla cintura. Lo afferrò per la lama e glielo porse. “Spero di sì.” Cassandra osservò confusa l’arma che l’angelo le stava porgendo. Lo guardò in faccia. “Prendilo, prima che decida di piantartelo in fronte. Hai una possibilità di difenderti e fuggire, non sei felice?” Lo guardò a bocca aperta. “Sii serio, idiota, ti sono scappata già due volte” disse prendendo però il pugnale. “Vuoi rischiare che ti faccia fuori?” Roux ghignò e Cassandra capì perché l’aveva liberata e le aveva messo un’arma in mano. Finora lei era stata l’unica in grado di gabbarlo e sfuggirgli, e dato che era in trappola voleva divertirsi ancora un po’ prima di dare l’addio alla sua cara nemica. Socchiuse gli occhi e gettò via il pugnale con noncuranza. Roux sollevò le sopracciglia. “Che ti prende? Dov’è finita la tua combattività?” le chiese prendendole un braccio e torcendoglielo dietro la schiena. Cassandra soffocò un’imprecazione e la trasformò in una risata goffa. “Non ti darò la soddisfazione di combattere” soffiò “non giocherai con me.” L’angelo le sferrò una gomitata allo stomaco. “Cassy, tesoro, volevo darti la possibilità di uscire di scena a testa alta. Non ho bisogno della tua collaborazione per divertirmi.” Si leccò le labbra e la lasciò andare. Cadde a terra, vicino al pugnale, e per un attimo lo guardò, incerta se prenderlo o meno. Roux prese un altro pugnale e le si inginocchiò a fianco, sorridente. Cassandra digrignò i denti e meditò di sputargli in faccia. No, meglio di no. Sentì le lacrime bruciarle gli occhi e cercò di ricacciarle indietro, ma lui le vide e il suo sorriso si allargò. “Non piangere, Cassy. Dopotutto, sei l’unica che è riuscita a scapparmi non una ma due volte. Una degna avversaria” “Piango perché mi mancherai, figlio di puttana” lo apostrofò lei. Roux scoppiò a ridere e, cazzo, l’avere i minuti contati non le impedì di meravigliarsi per quanto fosse fottutamente figo. “Forse mi mancherai anche tu” le disse poi. Si attorcigliò una sua ciocca di capelli intorno a un dito e la tagliò. “Guarda come sono romantico. Terrò questa ciocca per ricordarmi di te.” Fulminea, Cassandra afferrò il pugnale che era ancora a terra accanto a lei e lo colpì al viso. Roux imprecò ma non si mosse. La guardò furibondo, ma Cassandra sostenne lo sguardo feroce dell’angelo. “La ciocca rischiavi di perderla. Questo te lo porterai dietro a vita.” L’espressione di Roux si ammorbidì. Lo faceva sempre ridere, c’era da pensare che sarebbero stati ottimi amici, in altre circostanze. Le avvicinò il pugnale alla gola. “È proprio necessario?” chiese gettando un’occhiataccia alla lama. Roux si sedette sui talloni e la fissò. “Scusa?” Cassandra si rimise a sedere e lo guardò stranita. “Voglio dire… il tuo divertimento sta nella caccia. Hai cacciato, mi hai presa due volte, io sono scappata. Ti ho dato dei brividi ben maggiori di tutte le tue vittime. E mi ripaghi così?” non sapeva cosa stesse dicendo. Voleva prendere tempo, non voleva morire, e Roux era un dannatissimo, fottutissimo chiacchierone. “Hai altre argomentazioni?” “Sì, certo. Vediamo… a cosa serve che mi ammazzi? Ti toglierai una soddisfazione?” “Sì.” “Ah, beh… e poi come farai?” “Mh?” “Come farai, dopo che mi avrai ammazzata?” insistette. “Sono anni che mi dai la caccia, tornare alla routine quotidiana sarà avvilente” Roux la guardò con sufficienza. “Mi stai deludendo, Cassy.” “Oh, cazzo, non voglio morire! Prenditi qualcun'altra da sacrificare, porca puttana!” L’angelo sollevò le sopracciglia. “E che dovrei, secondo te? Liberarti?” “Ma che ne so… tienimi come schiava sessuale” buttò lì. “Cassy, ti sto per uccidere.” “Ma dai, ti sono più utile come schiava sessuale.” “Non ne sono sicuro.” “Proviamo?” Roux la guardò in silenzio con aria indefinibile. Cassandra gli si avvicinò e gli mise le braccia attorno al collo. Cazzo, quant’era bello quell’uomo… no, quell’angelo. Lo baciò con circospezione, ma dopo un istante Roux le passò un braccio intorno alla vita e ricambiò il bacio. “Non sono convinto che la scelta mi convenga” sibilò staccandosi. Cassandra socchiuse gli occhi e lo spinse a terra, salendogli a cavalcioni. “Vediamo se riesco a farti cambiare idea.” “Certo che è ridicolo.” Commentò Cassandra rivestendosi. Roux sollevò le sopracciglia. “Sei stata tu a proporlo. Fosse stato per me eri già morta da un pezzo.” “Non ho detto che mi dispiace” precisò, piccata “ho solo detto che è ridicolo. E comunque continui a essere un dannato figlio di puttana.”
  8. Nope

    Buonasera

    Ciao a tutti, sono Nope Il mio nickname riflette molto bene il mio atteggiamento nei confronti di tutto Spero di trovarmi bene qui ^^
  9. Io sto leggendo "L'italiano è bello" di Mariangela Galatea Vaglio
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