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Carlotta

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Tutti i contenuti di Carlotta

  1. Guarda, la vera verità è che il motivo per cui non scrivo è la paura: paura di sbagliare, fallire, dover riscrivere tutto mille volte e buttare via tutto. A questo si aggiunge la scarsa motivazione. Poi certo più tempo non guasterebbe, ma francamente se il poco tempo che ho preferisco passarlo a leggere forse banalmente non mi interessa così tanto scrivere. [Che poi magari, un giorno, mi metto a scrivere e mi eclisso per un mese. Come me non si sa mai]
  2. Ciao Simone Io alternerei libri, serie TV e torta sacher ma concordo
  3. Qui si parlava di presentazioni quindi sono rimasta su tema, ma sinceramente io ho sentito più la mancanza delle fiere che delle presentazioni. Per noi ha significato quasi il 30% in meno. Online ci muovevamo già da tempo con dirette e simili, quindi semmai abbiamo un po' patito "l'invasione" di chi l'ha scoperto durante la pandemia. Per noi i booktrailer non hanno funzionato granché, ma mai dire mai. Non ho una risposta assoluta su cosa funziona e cosa no, sicuramente si può dare valore e creare interesse in tanti modi diversi. Però bisogna collaborare e avere il coraggio di provare, sbagliare, riprovare e sbagliare ancora. [Poi personalmente sono quasi stufa di fare tutto tutto tutto online, e non è che sia una fan della socialità offline . Potrei gradire anche una presentazione con 3 persone, giuro.]
  4. Mi ero persa il commento di @Julia Sienna. Sono molto d'accordo. Alla fine si tratta di farsi una domanda, anzi La Domanda. Perché i lettori dovrebbero venire a sentirmi? Cosa posso raccontare loro di interessante? Cosa si portano a casa dopo la presentazione? E soprattutto come faccio a comunicarglielo prima? È sempre una questione di dare un contenuto di valore. Altrimenti il valore va comunicato da libraio o da chi ospita l'evento: vieni a vedere la presentazione perché ti assicuro che l'autore vale.
  5. Lo trovo bellissimo! Mi ha fatto tanto ridere Grazie <3 Daje per l'esame! Per la vita che va a rotoli, po esse che rotoli in direzioni inaspettate e interessanti! A parte le battute, spero che le cose si riassestino e Piccola Gremlin saluta! No, non voglio mica essere segnata a vita -_- [Che bello essere qui <3]
  6. Ciao, sono Carlotta e una volta ero utente del WD, a cui devo ore di flame ma anche tante belle conoscenze. Mi occupo della comunicazione di Las Vegas edizioni, casa editrice indipendente di Torino. Sono docente di comunicazione scritta: il mio motto è 'Comunicare bene rende le persone felici' e per persone intendo sia chi legge sia chi scrive. Ho un marito che scrive e pubblica libri, suoi e di altri, una figlia soprannominata Piccola Gremlin che ama fare la pizza col pongo. Al momento sul mio comodino c'è: il primo episodio della saga del Calzalet, Il viaggio dell'eroe, un manuale di mindfulness, albi illustrati per bambini, svariati elastici, un'agendina, pezzi di carta vari che vengono usati come segnalibri. Finisco sempre le miei email con 'Buone letture' perché non c'è niente di peggio che perdere il proprio tempo con un brutto libro. E le inizio spesso come 'Come stai?' E voi come state?
  7. Dal punto di vista personale ho seguito presentazioni bellissime e illuminanti. Devo dire soprattutto si saggistica o su temi molto precisi. per quanto riguarda la narrativa sono spesso andata a presentazioni di autori che seguivo già e so che non mi ammazzavano di noia. Mi sono capitate anche presentazioni noiosissime (era una trappola!), ma le esperienze positive sono più di quelle negative. Come ufficio stampa: da organizzare possono essere una grandissima rottura se non si collabora tutti come si deve. Il libraiə deve risponderti per tempo, essere veramente interessato, fare un minimo di promozione e ordinare i libri (no, non è scontato). L'autorə deve darti un minimo di disponibilità, non bucare le presentazioni (successo), non ammazzare il pubblico di noia. Se unə autorə non se la sente sono la prima a dire di lasciare perdere, troviamo altri modi. Rimango dell'idea che fare un po' di formazione per parlare in pubblico, autorə e non, sarebbe buona cosa. I lettori? Dipende. Intanto ci sono? Noi pubblichiamo soprattutto emergenti, quindi tanto conta la comunità della libreria (che secondo me è abbastanza imprescindibile per la sopravvivenza di un'attività simile). Abbiamo fatto presentazioni con autori che venivano dall'altra parte di Italia senza che venisse UNA persona, nonostante la promozione fatta. È capitato che venissero poche persone ma che quasi tutti prendessero il libro. È capitato di tutto. Di sicuro è sempre bellissimo incontrare lettori, librai, persone con cui comunque ti sei guardato in faccia. Altra cosa che tira (oltre al grande nome) è il tema: la presentazione di un romanzo senza un tema specifico (sociale ad esempio) è più complicata da proporre rispetto a un saggio a tema (tipo le presentazioni di I nerd salveranno il mondo sono andate benissimo, Dietro la scena del crimine idem)
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