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Showing content with the highest reputation on 29/01/2021 in all areas

  1. Buongiorno, sono Lizina e sono molto felice di aver trovato un nuovo forum in cui poter dare sfogo alla mia passione per la scrittura. Sono ritornata da poco al testo narrativo dopo aver trascorso anni sulla saggistica. Prediligo soprattutto i romanzi femminili (con un po' di humor è meglio) e gli storici ma sono abbastanza onnivora in fatto di lettura (eccetto per gli autori russi e il genere fantasy/fantastico e per quello erotico). Ci si vede in giro!
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  2. Buonasera a tutti! Mi chiamo Davide, ho 35 anni, provengo, come immagino molti qui dentro, da Writer's Dream. Sono un autore di saggistica filosofica, ho già pubblicato alcune cose, non molto, comunque cerco sempre a modo mio di far bene, poi sulla qualità del lavoro non spetta a me giudicare... Mi piacerebbe trovare in questo ambiente uno spazio per la saggistica, che è l'ambito che mi interessa più, ma ovviamente sono anche interessato a tutto ciò che in generale attiene all'editoria, alla scrittura e alla lettura, e non ho mai escluso in assoluto che in futuro non mi venga seriamente in testa di combinare qualcosa per la scrittura di narrativa, anche se, comunque vada, probabilmente non sarà il mio campo principale e non saprei quanto sia realmente portato. Trovo questo forum estremamente interessante, e sarà un piacere e un onore farne parte.
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  3. Una volta, se fermavi una persona qualsiasi per strada, dal panettiere all'avvocato, era capace di sciorinarti almeno una dozzina di canzoni del festival di Sanremo degli ultimi anni: i più intonati te le cantavano pure. Oggi - a ragione, dico io - non ci si ricorda nemmeno del vincitore dell'anno prima. Giusto così. Sic transit gloria pirlorum. Spero che il volerlo fare a tutti i costi, anche in piena pandemia, ne decreti la morte definitiva; quella cerebrale è avvenuta da almeno tre o quattro lustri, lo sappiamo. Poi, chissà, tra qualche decennio potrà risorgere, "ma noi non ci saremo", come cantavano I Nomadi, anzi... noi non ci Sanremo. Per fortuna.
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  4. Capisco bene ciò che dici, @Aporema Edizioni, tuttavia penso sia lecito aspettarsi il pacchetto completo, come lo chiami tu; o, quantomeno, qualcosa che ci vada vicino. So fin troppo bene che arrivare negli scaffali delle librerie è pressoché impossibile, o quasi, e che in generale il problema distributivo è consistente. Per una piccola CE internet è una risorsa fondamentale e come tale va sfruttata bene, quindi per compensare, diciamo così, il problema distribuzione, il piccolo/medio editore si deve concentrare sulla promozione. Sul marketing, chiave di volta per tutto, al giorno d'oggi. Quindi è giustissimo ciò che dici: l'autorə non può avere un triliardo di pretese o aspettative troppo alte (è un po' come se lavorando in una pmi ci si aspettassero i benefit del lavoro in una multinazionale, per fare un paragone). Tuttavia, anche l'autorə ha le sue ragioni: ci sono case editrici, e lo sai meglio di me, che una volta pubblicato il libro non fanno niente. Non hanno un sito decente, non lo aggiornano, non hanno il catalogo, in alcuni casi manco hanno il sito; o non hanno una pagina Facebook, o ce l'hanno ed è abbandonata da due anni, non organizzano una presentazione nemmeno sotto la sede della CE, non inviano mezzo comunicato stampa... Non penso di star dicendo nulla di nuovo. Ovvio che non mi riferisco a voi, con questi esempi, non dovrebbe essere nemmeno necessario specificarlo... Ma meglio spendere due parole in più che due in meno ;)
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  5. Io l'ho sempre considerato insopportabile e ridicolo. Ospiti internazionali annoiati e in visibile imbarazzo, pagati fortune scandalose, e scosciate signorine straniere (bionde e brune) lodatissime per la loro siliconica beltà e sempre INCAPACI DI PARLARE perché tanto è un optional. Il conduttore? Regolarmente o una mummia che non ha cambiato mai modo di condurre in cinquant'anni oppure qualche comico/intrattenitore/animatore turistico degli anni Ottanta, circa venti o trent'anni più vecchio delle "veline" al suo fianco e sempre con la risata finta ad ogni battuta che dice. Che nervi. Il momento comico fa sempre piangere. Se poi chiamano l'amico dell'amico "eh, quando eravamo ragazzi"... anche di più. Quello impegnato fa ridere suo malgrado e non lascia mai niente. Come fa ridere il finto scandalo di ogni anno: quella è rifattissima! Quell'altra non ha il reggiseno! Quello era ubriaco sul palco...! Poiché nessuno poi ci crede davvero, nella gara o in altro, è improbabile che accadano vere disgrazie o che succeda qualcosa di significativo. Tutto finto. E vogliamo parlare delle canzoni in così detta "gara"? Dovrebbero essere al centro di tutto e sono solo la cornice del resto! Scelte dalla giura di qualità (forse della fiera della tagliatella) fanno sbadigliare e sono sempre condizionate dall'essere più banali della media perché "Sanremese" non è esattamente uncomplimento, per un brano. Sono quindi brutte e patetiche di regola, perché è necessario che lo siano. I giovani poi, accolti sempre con imbarazzante freddezza e un "makicazzoèquesto?" sembrano più vecchi dei vecchi in gara. E poi gente che non si vede mai, che è sparita, ma che ritorna per Sanremo come Bublè esce dalla caverna a Natale. Due parole per questa ciofeca: No, grazie. Mi faceva già pena da ragazzino, ma ora è agghiacciante. Da super elegante e snob a stracafonal nazional popolare dichiarato. Una cosa mi piace di Sanremo però: I FIORI. I fiori meritano sempre. Come certi panorami. Soprattutto se non ci sono troppi turisti attorno, che rendono le cose belle meno belle. Sempre.
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  6. Grazie a tutti per l'accoglienza!!
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  7. Ciao Davide! Benvenuto e piacere di conoscerti
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  8. Vero, purtroppo. Trattino o no gli autori come "zerbini", si sono moltiplicati i microeditori che non fanno nulla o quasi, e aver pubblicato con loro rischia di costituire un handicap per la "carriera". Da esordiente forse oggi farei un pensierino sul self, nel mio caso non ha senso. Rimane che si tratta di un mare magnum in cui un buon testo facilmente si confonde con la spazzatura. Ma intervengo per un'altra ragione: consigliare a chi vuole praticarlo di spendere almeno una volta qualche euro per una valutazione professionale. Mi capita di leggere testi di aspiranti autori, in genere improponibili, alcuni dei quali finiranno in quel mare dopo aver collezionato svariati rifiuti. E quasi mai l'autoreferenziale autore accetta l'idea di sottoporsi a un giudizio competente. Va pur detto, infatti, che pure gli editorelli in grado di sopravvivere solo grazie alle copie acquistate da amici e parenti dell'autore, un po' di manoscritti li scartano...
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  9. Come per le cartelle della tombola: semplicemente geniale! Perfettamente d'accordo. Toglierei solo quel "rischia", perché, per quanto mi riguarda, la pessima figura l'hanno già fatta.
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  10. Dato che la discussione si è allontanata un po’ dalle esperienze legate a questa edizione del torneo, provo anch’io a riportare un’opinione frutto delle mie passate esperienze. Io mi sono classificata due volte tra i 300 finalisti (ora leggo che hanno allargato a 400) e conosco un po’ questo torneo, anche perché molti punti sulle selezioni, utili poi a giungere tra i vincitori, sono oscuri, per volere degli stessi organizzatori. Credo non sia possibile che i finalisti, soprattutto i 10 vincitori, di cui il primo classificato pubblicato da un marchio GEMS, siano scelti unicamente dai lettori-giudici. Numerose sono le testimonianze degli organizzatori, che citano i loro editor tra i protagonisti di questa scrematura. https://www.ioscrittore.it/storia-e-numeri/ Naturalmente, questo sistema non è perfetto, anzi, nasconde diversi problemi. Partiamo dai fatti e di questi ne posso menzionare qualcuno. Carla Vistarini, vincitrice e pubblicata nel 2014 con la casa editrice Corbaccio. Era già un personaggio famoso, qui si può leggere la sua carriera: https://it.wikipedia.org/wiki/Carla_Vistarini Piergiorgio Pulixi, tra i vincitori dell’edizione del 2016, il suo romanzo però aveva come protagonista un personaggio letterario già noto, il commissario Carla Rame, di cui una prima storia era già stata già pubblicata nel 2014 dalla casa editrice E/O nel 2014 con il titolo “L’appuntamento”. Pure Piergiorgio Pulixi è uno scrittore di una certa fama: https://it.wikipedia.org/wiki/Piergiorgio_Pulixi https://www.ioscrittore.it/2016/11/21/ioscrittore-2016-i-vincitori-del-torneo-letterario-del-gruppo-gems/ Il romanzo presentato all’epoca, con il titolo “Il lato sbagliato del cuore”, non mi risulta ancora pubblicato, forse, potrebbero esserci problemi con i diritti con la casa editrice E/O. Di questo, però, non ho trovato più notizie. Avevo già letto che, sfruttando la possibilità dell’anonimato, alcuni scrittori famosi avevano proposti dei loro testi per avere un primo riscontro con i “lettori”, in modo da valutare apportare dei cambiamenti per un’eventuale pubblicazione. Il regolamento non mi sembra comunque che ponga particolari limiti sulla partecipazione di personaggi noti e non lo ritengo un grosso problema. In definitiva, non è aperto solo agli autori che desiderano emergere. C’è da ricordare che i 10 finalisti hanno la possibilità di essere pubblicati, non con una casa editrice del gruppo GEMS, ma con il marchio “Ioscrittore” e solo in seguito a un buon risultato di vendite qualcuno è stato poi ripubblicato con una vera casa editrice, sempre legata a GEMS. Questo, naturalmente, potrebbe non trovare piena soddisfazione nei finalisti. Le perplessità maggiori, secondo me, su questo torneo sono una mancanza di filtro sui testi da valutare. Una stessa persona può iscrivere più romanzi, con identità diverse, Nel caso in cui i suoi testi passano alla seconda fase, può decidere quale testo portare avanti eliminando gli altri. Solo per accedere alla seconda fase bisogna inviare un documento d’identità valido e si firma una sorta d’impegno a pubblicare in caso di vittoria, non espressamente vincolante nel mio caso. Inoltre, possono essere presenti testi priva di logica solo per verificare l’attendibilità del torneo, nel caso in cui questi testi giungano alla seconda fase si potrebbe fare leva sulla poca affidabilità dei metri di giudizio. Possono anche essere presenti romanzi editi famosi, ma magari poco conosciuti, sempre per dimostrare che magari un certo Charles Bukowski non ha passato la selezione. L’aspetto negativo è proprio questa investitura a giudici dei partecipanti, i quali suppongono davvero di decidere i vincitori, con il sospetto di comunità che alla ricerca dei propri testi cerchino poi di gonfiarsi i voti a vicenda. Non sottovalutando poi la questione spinosa dei commenti offensivi, vero toccasana di certi leoni da tastiera, che andrebbero pure questi filtrati prima che siano recapitati ai destinatari. L’organizzazione rischia di fare una pessima figura e in più ci possono essere anche altri tipi di problemi, che possono portare ad accuse gravi e fuori dal contesto letterario. Penso che ci saranno comunque tanti partecipanti, innanzitutto, perché l’iscrizione è gratuita e anche perché molti CE legate a GEMS non accettano invii suggerendo l’iscrizione al torneo. Premettendo che su alcune cose qui già scritte sono anch’io d’accordo, mi piacerebbe, però, porre una domanda a chi ha partecipato o vorrà partecipare a questa discussione: ritenete questa formula così diversa rispetto ai tanti contest presenti sui forum letterari, dove sono poi gli stessi partecipanti a votarsi, in modo anche molto meno anonimo? Grazie.
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  11. @Alexmusic credo non ci sia nulla di male
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  12. Non so se il mini racconto di @Alorigo sia perfettamente in linea col tema proposto, ma di certo è un gran bel pezzo: chiaro, scorrevole, senza fronzoli, diretto ed efficace. Forse il miglior brano che abbia mai letto tra quelli scritti da lui. Questo è la riprova che, quando si scrive di cose che si conoscono, col cuore oltre che col cervello, e si è in possesso di una discreta tecnica di base, quasi sempre si fa centro. Poi, ovvio, se hai alle spalle degli illustri maestri, come nel tuo caso, non ce n'è più per nessuno !
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  13. Ciao Davide, benvenuto sono molto contenta di vederti qui. Troppo buono onorata io di averti tra noi!
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  14. Ciao @greenintro, benvenuto.
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  15. VITA QUOTIDIANA Sono le 16:25, tra poco mio figlio esce da scuola e sono arrivato appena in tempo. Questa prima media per lui è un cambio di vita importante e una sfida molto impegnativa. Parcheggio l’auto nell’unico posto vuoto rimasto, lontano dal cancello d’uscita, dietro a una sfilata di giganteschi SUV lucidi, costosi e parcheggiati male. Fa un freddo becco! Riesco a vedere il vapore del mio fiato e ho male alle punte delle dita. Le massaggio cercando di ritrovare un po’ di sensibilità. Mi sporgo in avanti per guardare l’ingresso: forse stanno arrivando, meglio andargli incontro e farsi vedere. Scendo dall’auto, rendendomi conto che fuori fa ancora più freddo, perciò cerco di riparare la pelata con il cappuccio della felpa; alzo la mascherina e immediatamente si appannano gli occhiali, mentre l’elastico si incastra tra le stanghette e le orecchie; sono costretto ad allontanare le lenti poggiandole sulla punta del naso, come un ottantenne mentre legge il bugiardino del medicinale. Faccio qualche passo cercando di chiudere la zip fino al collo, nell’inutile tentativo di non rabbrividire. Arriva Jacopo. Lo vedo uscire con la solita baldanza: sguardo indurito dalla ribellione adolescenziale, giubbotto e felpa aperti, stringhe delle scarpe slacciate, passo frettoloso. Mi fa un cenno di saluto e mi pianta in mano i trenta chili della cartella, tornando indietro per salutare i compagni. «Muoviti, fa freddo!» «Eccomi» risponde in tono piatto, ma continua a intrattenersi. Con le dita rattrappite, cerco di sistemare la cartella sul sedile posteriore, accorgendomi troppo tardi che le rotelle sporche stanno lasciando segni evidenti che difficilmente riuscirò a cancellare. Lo convinco a salire in macchina con eloquenti frasi di minaccia e avvio il motore. «Com’è andata a scuola?» «Bene.» «Cos’hai fatto?» «Niente.» «Possibile? Sei ore di lezione e non hai fatto nulla? Una verifica, un’interrogazione, un compito. Nulla?» Le mie parole sembrano rimbalzare su un muro di gomma. «Sai che mentre andavo in bagno ho sentito rombare fuori dalla finestra. Mi sono sporto ed è passata una Lamborghini!» «Jacopo, io voglio sapere delle lezioni.» «Quando arriviamo a casa posso giocare con la Playstation?» Ci risiamo. Sospiro. «Prima vediamo se hai ancora compiti per domani.» «Daaaiii. Che barba. Sono stanco!» Finalmente entriamo in casa, con il figlio già sul piede di guerra per la mia mancata conferma ad accendere il videogioco. Entra lanciando le scarpe da una parte e il giubbotto dall’altra: l’afrore da adolescente mi investe all’istante. «Stasera devi farti una doccia! Sistema le scarpe.» «No.» «Vai subito a lavarti le mani.» «Sììì…» Il tono piatto e indifferente mi comunica che le mani non verranno lavate. Trascino lo zaino fino in camera e guardo il diario: ancora quattro esercizi di geometria. «Jacopo, hai da finire i compiti.» Nessuna risposta, ha già infilato le cuffie e accesso la Play. Bentornato a casa penso tra me e me: è sempre bello riabbracciare i propri figli.
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  16. Ecco, appunto: non persone senza alcuna qualifica, spesso analfabeti funzionali, che in perfetta malafede giudicano loro simili (e in questo non ci sarebbe nulla da eccepire) e purtroppo invece anche gente che la penna in mano la sa tenere. Semplice: perché manca del tutto un controllo dall'alto, una supervisione. Comunque, @zio rubone, poiché tu sei uno scienziato, ti propongo il metodo sperimentale: prova a partecipare, tira fuori qualcosa dal cassetto e inviala, tanto l'iscrizione è gratuita. Poi torna qui a raccontare la tua esperienza.
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  17. "Mi piace chi sceglie con cura le parole da non dire" - Alda Merini
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  18. Benvenuto Da profana ammetto di non sapere molto sulla saggistica filosofica ma mi sembra un ambito molto interessante!
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  19. Cavalcando l'onda dell'attualità e seguendo i consigli del mio maestro, sto facendo interagire Amon con il quotidiano. Questa è una vignetta che ho pensato stamattina andando al lavoro e realizzato stasera, mentre litigavo con il figlio per convincerlo ad andare a letto.
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  20. Benvenuto tra noi. Saggistica filosofica! Molto interessante, particolare e sicuramente impegnativo come genere. Complimenti. Spero ti troverai bene qui tra noi.
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  21. Benvenuto, @greenintro, sono certo che ti troverai bene qui. Posso chiederti se la saggista filosofica di cui ti occupi è dedicata espressamente all'ambito accademico, o se spazia magari in altri campi, come quello divulgativo? (La domanda è interessata e poi ti spiegherò perché )
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  22. @Wanderer guarda ti dico: con Mondadori sono rimasto stupito di una cosa. Esce, a giugno, il romanzo di una persona che conosco per amicizie in comune. Premetto che per lavoro giro le città di tre regioni: Marche, Toscana e Romagna. A fine luglio entro in una Mondadori di una città ben nota della Romagna: nulla, andava ordinato. Mi sposto su una rifornita libreria indipendente sempre della stessa città e niente. In entrambi i casi i librai mi dicono, dopo aver controllato al computer perché il titolo non gli faceva venire in mente nulla: <<sì ne abbiamo avuta qualche copia a Giugno, se vuole proviamo a ordinarglielo>>, glisso con un <<no>> scocciato (sono uno di quelli che impiega tanto a desiderare una cosa ma poi, dopo, la vorrei subito). Il giorno dopo Marche, altra grande città: libreria Mondadori niente, grande libreria indipendente ne avevano una copia con la copertina rovinata (scollata). Toscana, altra città: Mondadori, Feltrinelli, libreria indipendente: niente. Mi arrendo e lo ordino su Amazon, il giorno dopo è in mano mia, ma il tutto mi ha lasciato allibito. Parliamo di un mese e mezzo dall'uscita.
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  23. Mah, in caso di piccole CE Messaggerie non lavora proprio benissimo, ma immagino dipenda anche dal referente di zona. Tuttavia non è automatica. Ci sono molte CE che espongono il logo NO EAP che sono, a tutte gli effetti, NO EAP.
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  24. Mi piace questa discussione. Rispondo pure io . Per prima cosa controllo il catalogo: se non trattano i generi che scrivo io, è inutile che faccio perdere loro del tempo ed è inutile che lo perda io. Poi guardo il distributore: se leggo che la distribuzione è diretta con alcune librerie di fiducia o che i loro libri sono soltanto su Amazon o hanno un distributore microscopico, allora passo oltre. Controllo i social per vedere quanti follower hanno e quanti like hanno in media ai post e quanto spesso pubblicano post: se hanno meno follower della mia pagina autore (e ne ho pochini) o se hanno pagine abbandonate, non fanno per me. Comunque li seguo per mesi prima di decidere se valga la pena oppure no. Esamino tutte le copertine: se sono foto prese da internet o sembrano disegnini dei bambini delle elementari, allora ciao. Io giudico i libri dalle copertine, ebbene sì. Ma se poi la trama non mi piace, allora sempre ciao. Mi accerto che i libri siano presenti anche su Amazon: spesso li trovo su tutti gli store tranne Amazon. Solo Amazon non va bene, ma tutti tranne Amazon non fa per me. Sul sito si rivolgono agli scrittori e non ai lettori: una casa editrice deve occuparsi di vendere libri o no? Mi spaventano quelle che vogliono guadagnare soltanto sul povero aspirante scrittore. Paura, tanta paura. Sul sito non si trova il catalogo: vedi punto precedente. Al posto del catalogo trovo "Vuoi pubblicare il tuo libro? Siamo noi ciò che cerchi!" e magari poi ti chiedono qualche soldino. Se vendi libri, mettili in vetrina! Piango. Hanno collane con nomi strani e non capisco quali generi trattino: collana uva spina, collana fragolina di bosco, collana pino mugo, collana betulla purpurea. E allora leggo le trame dei libri e non capisco comunque a quale genere appartengano. Non basterebbe scrivere collana uva spina - thriller? Voglio morire. Il sito non esiste: Trovi la pagina Facebook e non il sito. Li contatti su Messenger e ti dicono che hanno deciso di non avere sito perché tanto hanno i social. Io scappo via subito! Lontano. Il sito non è aggiornato: la selezione dei manoscritti è sospesa fino a gennaio 1946 e siamo nel 2021. Aiuto! Sui forum e su internet ne parlano male: dipende da quanti sono a parlarne male. Ma già non si presentano bene. Indaghiamo. Leggo alcuni loro libri: ne compro uno o più di uno per vedere se ci sono errori, per esaminare la qualità dei testi, per capire se mi piacerebbe vedere un mio libro in mezzo ai loro. A questo punto ci arrivo solo dopo che hanno superato tutti gli altri punti. Se è tutto ok, allora si può provare a inviare un manoscritto. Evviva!
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  25. Da lettrice La prima cosa è sicuramente la cura. Questo sicuramente è dovuto in parte anche alla mia professione, ma se la grafica sembra quella del giornalino dell'oratorio mi aspetto che anche la cura del testo e la selezione sia allo stesso livello. Poi una certa consistenza di temi, va bene avere alcune collane diverse ma devono essere presentate dandomi l'impressione che non pubblichi proprio di ogni ma che ci sia una certa specializzazione. Inoltre, i nomi degli autori pubblicati: anche tra i piccoli, un po' ci si conosce... se pubblichi tizio che so che non riesce a scrivere neanche un post senza canare i tempi verbali, ho qualche dubbio a dare fiducia anche ai suoi colleghi, viceversa se pubblichi uno che mi piace magari penso che hai buon gusto. Mi rendo conto che nessuno di questi criteri è "giusto", sono associazioni che la mia testa fa e bon. Poi, onestamente, seguivo molto di più l'editoria italiana anni fa, adesso magari ho qualche autore e editore che continuo a seguire dall'epoca ma esploro poco.
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  • Aggiornamenti di Stato recenti

    • Mattia Alari

      Sono nel caos e con cento problemi, ma qualche piccola soddisfazione arriva.

      Al momento sono quattro i miei racconti in uscita, uno per mese (se vengono confermate le date).
      Ora spero che "Inferni pieghevoli" sia considerato, perché per me è valido, e così "610", (un racconto grottesco), "Unire i punti per ottenere" e il piccolo "Arianna", a cui tengo sentimentalmente.
      Ormai penso che "Incipit" sia stato scartato ma non mollo, lo manderò altrove.
      Ho materiale per un libro di racconti di lunghezza decente. Non serve a niente ma... c'è.
      · 0 risposte
    • Ayame

      Comunque, se vi iscrivete per lasciare una testimonianza (negativa) su una casa editrice e vi si chiedono le prove a sostegno di quanto dite, sparire e chiedere la cancellazione dell'account non vi fa fare una buona impressione. Io ve lo dico.
      · 3 risposte
    • Desy Icardi

      Un'intervista molto piacevole quella con l'editor Stefania Crepaldi. Tanti aspiranti scrittori in ascolto, con  domande tecniche e pratiche che mi hanno messo a dura prova. E poi, vabbè, verso il tredicesimo minuto e per i cinque successivi, uno dei miei gatti ha voluto dire la sua.

      · 0 risposte
    • Mattia Alari

      In questi ultimi giorni TRE riviste hanno accettato un mio racconto. E' stata una bella sorpresa e mi ha tirato un po' su in queste giornate molto faticose e tristi.
      Chissà che non decida davvero di finire il mio (mah!) romanzo "Coffee Stout". E magari cambiargli titolo.
      · 1 risposta
    • Desy Icardi

      Chi ha voglia di un po' d'atmosfera natalizia, può scaricare gratuitamente questo mio  racconto di una cinquantina di pagine.
      Il Fantasma del lettore passato
      https://www.amazon.it/fantasma-del-lettore-passato-ebook/dp/B08Q4FBNYF/ref=sr_1_9?qid=1640601419&refinements=p_27%3ADesy+Icardi&s=books&sr=1-9
      Buone feste!

      · 2 risposte
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