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Showing content with the highest reputation since 21/03/2019 in all areas

  1. 2 points
    @Russotto, hai mai provato a riscrivere da capo quel testo? Potrebbe essere un buon modo per sentirlo di nuovo vicino. Ho un rapporto di amore-odio con la filosofia. A volte mi sembra che il pensiero si faccia più leggero, altre mi sembra che si appesantisca. E faccio un po' a pugni con il fatto che sia un sapere senza contenuti, una scienza senza oggetto (perché si occupa del soggetto, infatti). Dilemmi sulla mia scelta universitaria a parte. Amo molto Camus e Sartre, in modo diverso e per cose diverse; sto cercando di avvicinarmi a Simone Weil, di cui ho letto il folgorante La persona e il sacro; vado molto d'accordo con lo stoicismo, in particolare quello latino: Seneca e Marco Aurelio; mi interessano la psicoanalisi, la linguistica, la semiotica e gli studi di genere (saperi che trovo siano tutti collegati tra di loro, tra l'altro). Comunque ne capisco ben poco, di filosofia xD Tu leggi qualcosa di filosofia? (Siamo un po' off topic, ma ci piace lo stesso).
  2. 2 points
    Non puoi non leggerlo. Non puoi non averlo letto e via discorrendo. Più volte ho sentito frasi simili. A prescindere da una mia naturale avversione per l'imperativo (se non in grammatica, perché è semplice da imparare 😄), non ho mai amato molto le persone che, anziché consigliare benevolmente, sembrano quasi voler imporre il proprio gusto letterario (quasi si sentissero i detentori del "gusto" assoluto), forse nella speranza di far sentire più inetti di loro chi non ha beneficiato delle loro letture. Ben vengano i consigli. Ben vengano i libri che "meriterebbero di esser letti". Non c'é nulla di più bello che condividere simili esperienze e tutte le emozioni che hanno concesso. Ma non esistono libri che "debbono" esser letti, se non per colui che li sceglie attraverso un percorso del tutto personale, che dal cuore trae fondamento e che nel tempo può anche scoprirsi a cambiare. Non esiste un solo gusto, ma mille gusti e tutti a loro volta mutevoli a concretarne mille altri. E mi consola pensare che, in un mondo sempre più massificato, sopravviva ancora un simile privilegio. Squisitamente libero 😊. Parere mio...
  3. 2 points
    Sono d'accordo con quello che dici. A proposito dell'Etica di Spinoza, Deleuze parlava di un'arte degli incontri: ognuno di noi deve imparare a conoscersi per comprendere quali incontri possano essere fruttuosi e quali meno, quali particelle si combinino meglio con il nostro modo di essere. Mi pare che questo valga anche e soprattutto per il personalissimo percorso di lettura di un lettore. Non esistono letture imprescindibili, solo letture che meglio si adattano alla nostra singolare personalità. (Non vale per storici della letteratura e critici letterari, ovvio che loro abbiano il loro malloppone di letture imprescindibili da fare).
  4. 2 points
    Mi sono sempre chiesto come fosse la postazione di uno scrittore, o di un aspirante scrittore (nel mio caso). Quindi apro questo topic per vedere come vi siete organizzate e farvi vedere come l'ho invece fatto io. (voglio le foto eh u.u) Negli ultimi anni ho cercato di creare un posto che fosse totalmente incentrato su quello, imparando cosa va messo e cosa andrebbe tolto. In precedenza la scrivania era vicino alla finestra, in un angolo della camera ma parte inerente di essa. Lì ho finito la prima stesura del big project. Poi ho voluto strafare: ricavare un vero e proprio angolo scrittevole dedicato solo a quello, con la scrivania, il pc, la piccola libreria ecc ecc. Ho scelto un angolo della camera, una parete composta dal fianco dell'armadio e l'altra dalla scarpiera, girata in modo che dividesse la stanza, poi ho chiuso tutto con una tenda per lasciare fuori quello che non importava. Quindi è partita la parte più bella: l'arredamento! Scrivania a più piani, la solita che ho sempre usato, sedia nuova per un maggiore confort (xD), la libreria con tutto ciò di cui ho bisogno (o quasi), una lavagnetta di sughero per le note e una di quelle cancellabili a pile (come quelle per i bambini ma per gli adulti, molto utile per evitare di sprecare fogli). La cosa più importante però erano le luci. Ne avevo bisogno, taaante lucciiiiii! essendo un angolo dall'altra parte della finestra la luce naturale non passa ed è l'unica cosa che mi dà fastidio. Il risultato è buono, isola bene quando si chiude la tenda (sto pezzo sembra una recensione di amazon? spero di no xD). Però, dopo aver fatto tutta sta cosa ho capito delle cose: 1- la luce naturale è fondamentale, avere la scrivania vicino alla finestra è tutt'altra cosa che averla in un angolo. 2- Bisogna togliere tutto quello che crea distrazione, lasciare solo ciò che è utile e rendere quell'angolo superproduttivo. 3- fate in modo di avere tutto quello che vi serve. 4- fate in modo di avere lo spazio necessario (cosa che non ho potuto avere). per il resto, be', sta a me e a voi mettervi lì d'impegno e liberare ciò che tenete segretamente (o forse no) chiuso nella testa.
  5. 2 points
    La triade di Zuckerberg è down: Facebook, Instagram e Whatspp non funziano. Tutti su Telegram
  6. 2 points
  7. 2 points
    Mi siete capitati sotto gli occhi. O per meglio dire, mi sono capitati svariati post su Facebook del forum In realtà vi conosco, se non proprio tutti (impossibile), almeno una buona parte di voi, principalmente lo "zoccolo duro" del gruppo. E chissà, forse qualcuno si ricorda pure di me Nella realtà mi chiamo Silvia, ero conosciuta sotto Elanor (che stupida, pensavo di avere quel nickname anche qui), ma nel corso degli anni l'ho storpiato in Elyor. Ho tipo una dozzina di Elyor nella mia testa, tutti personaggi delle mie storie, e a volte sinceramente la cosa mi lascia perplessa, visto che uso ancora questo nome nel mondo dell'internet. Che dire di me? Ne è passato di tempo e ne sono successe di cose… Mi sono laureata (due volte), mi sono trasferita all'estero, convivo (sì, sempre con lo stesso ragazzo), sono per l'ennesima volta disoccupata (ma questa volta per quella magica compagna di vita chiamata sfiga) e ho finalmente finito di scrivere una storia (primo draft, ma è già un successo!). E sono qui che vago, come al solito, cercando di capire che cosa vorrei fare della mia vita, dato che comunque il quarto di secolo l'ho superato T_T e insomma, è il momento di darsi una scrollata! E niente, che altro? Niente, la mia vita è tutto qua… E io sono ancora qua (eh già!)
  8. 2 points
    Ehm... ciao a tutti! E' almeno un decennio che non uso un forum quindi, di certo, combinerò qualche casino! Comunque per buona educazione mi presento e, dato che odio farlo, mi permetto di ricopiare la mia biografia che trovate ovunque: "Alessia Mainardi è nata e vive a Parma, dove si dedica attivamente alla scrittura. Appassionata di mitologia e archeologia è un'autrice di narrativa che, dopo avere pubblicato due saghe letterarie e una serie di libri illustrati, dal 2018 è parte di Casa Ailus, collettivo di autori e illustratori che hanno il fine comune di promuovere ciò che creano nei vari ambiti del genere fantastico, che siano romanzi, racconti, libri illustrati, fumetti o altro. Il suo debutto come autrice è stato nel 2008 con la trilogia fantasy Avelion. Alla prima opera, nel 2012 è seguita la quadrilogia Argetlam, ispirata all’universo celtico e alle leggende del mitico popolo dei Tuatha De Danann riletti in chiave moderna con incursioni nello sci-fi. Nel 2015 ha dato vita, insieme ad alcune illustratrici, al flipBook che racchiude la fiaba illustrata steam-fantasy La Pietra Verde e il breve racconto steam horror Il Sorriso. Nel 2016, seguendo la sua passione per la mitologia, ha creato la collana Mitologika con volumi a cadenza annuale (semestrale dal 2019) di cui cura i testi a corredo delle illustrazioni realizzate da disegnatori sempre diversi e talentuosi, tutti parte del collettivo Casa Ailus.. Sempre del 2016 è il romanzo Blink - La Scintilla, di ambientazione steampunk. Del 2017 è Caos/Less - Fuori dal Tempo, sua ultima produzione, che è l’unione ideale dell’universo che l’autrice ha creato spaziando tra miti, urban fantasy e sci-fi. A marzo 2019 ha debuttato come sceneggiatrice del fumetto Lokinson creato a quattro mani con l'illustratrice Elisa Taiana. Per hobby è una cosplayer, che dal 2003 ha realizzato oltre 70 costumi, esibendosi e vincendo in molte manifestazioni italiane. Si è avvicinata al mondo cosplay in un momento della sua vita in cui tutto sembrava andare storto. Al compimento dei diciotto anni, l’età dell’indipendenza, scopre infatti di essere affetta da una rara malattia genetica degenerativa, l’Atassia di Friedreich, che le impedisce il controllo dei movimenti e una vita autonoma, ma la passione per ”l’arte del costume ”, che le regala amicizie e nuove sfide, la aiutano a reagire alla diagnosi. Per questa ragione nel 2011 ha pubblicato un'autobiografia a scopo benefico dal titolo Alessia in Cosplayland, che grazie alla sceneggiatura di Simone Brusca e alle illustrazioni di Ivan Bella è diventata nel 2013 un fumetto che racconta l’importanza che l’attività di cosplayer ha avuto nell’affrontare la sua malattia. Una parte dei ricavi delle vendite di entrambi i volumi sono devoluti alla ricerca per la cura all'Atassia di Friedreich. Attualmente, quando non è impegnata al lavoro negli stand di Casa Ailus per promuovere le proprie pubblicazioni e quelle del collettivo, si può trovarla in giuria ai contest, ovviamente in cosplay... carrozzina compresa!" Praticamente scrivo e pubblico dal 2008, ho cominciato in autoproduzione, passata in 2 case editrici, altre 2 hanno promesso e fatto nulla, per una quinta sono stata Editor per 6 mesi. Poi sono stata per 2 anni il presidente di un associazione, in pratica ritrovandomi a fare l'editore per terzi. Dal 2018 sono felicemente tornata all'autoproduzione con il collettivo Casa Ailus. E direi che in sunto (vi ho tediato a sufficienza) questo è tutto.
  9. 1 point
    Gigiskan, confesso che anch'io ero assai scettico in merito agli autori statunitensi. Però, vincendo la mia ritrosia iniziale e dedicando un po' del mio tempo a vagliarne gli autori, ho fatto piacevoli scoperte. Magari non esistono autori che prediligo in assoluto (come mi capita con Hesse o Hugo, ad esempio), ma ritengo alcune opere degne di stima e anche di nota. Steinbeck, ad esempio, ma anche Fante, Poe, Melville, Whitman, Fitzgerald. Ma va sempre a gusti. E anche a momenti.
  10. 1 point
    Buonasera, visto che oggi siamo in tanti ( beh, ci sono tanti ospiti), colgo l'occasione per inaugurare una serie di piccoli giochi. Lo scopo delle sfide è quello di provare a scrivere in maniera differente dal solito, uscendo dai propri schemi. La sfida è contro se stessi e non ha limiti di tempo. Potrete partecipare alla stessa sfida quante volte vorrete. Sfida numero uno: iniziali limitanti Scrivere è facile, no? Basta immaginare una scena e scrivere quello che ci passa per la testa. Beh, questa volta complichiamo un po' le cose: scrivi un testo usando solo parole ( esclusi articoli, congiunzioni e preposizioni) che inizino con le lettere L, F ed E. La tipologia di testo e il genere potranno essere quelli che preferite, la lunghezza anche ( ovviamente più riuscite a far durare il gioco e meglio è). Ho detto tutto… Scatenatevi!
  11. 1 point
    Il fantomatico blocco dello scrittore (che, credo, con altri nomi riguardi un po' tutti gli artisti o i creativi in genere)... Se ne sente parlare spesso. Spessissimo, anzi. Ringraziando Dio, per mia fortuna non ne ho mai risentito o sofferto. Forse per aver cominciato a scrivere con costanza molto tardi (così da poter approfittare di tutto ciò che in una vita si era sedimentato nel cuore e nella coscienza), forse perché ho un'indole molto riflessiva e tendo a trarre spunti anche da cose o eventi in apparenza insignificanti, forse per mera fortuna (che non guasta). Per me, al contrario, il guaio risiede semmai nel non aver tempo sufficiente per annotare e concretizzare tutto ciò che mi passa per la mente. Nondimeno, pur non avendone ancora sofferto, temo il "blocco" enormemente, al punto che i pochi istanti prima di cominciare a scrivere sono da me vissuti come un piccolo inferno personale, nel quale dubbi e perplessità circa capacità e bontà di quello che si intende scrivere rischiano talora di inficiare ogni sforzo. Ma ho imparato a pensare in piccolo, a cercar non di voler subito creare il quadro finale e completo e di scrivere poco per volta, a piccoli pezzi, con costanza (quella sì che non mi manca!) concentrando le energie per produrre un solo passo alla volta. Un passo che diviene determinante, però... Vi siete mai sentiti bloccati? Come avete superato un simile momento?
  12. 1 point
    Uh, il blocco dello scrittore Da un bel po' non scrivo più, per mancanza di tempo e perché le idee che mi vengono mi sembrano sempre banali. Vista la mia apparente incapacità di portare avanti lunghi progetti ho provato a buttarmi su un racconto. Risultato: ho scritto il finale, in testa ho tutto lo svolgimento delle vicende ma mi manca la parte iniziale Si accettano consigli
  13. 1 point
    Bilancio della giornata: la gatta ha vomitato due volte, al ritorno dal veterinario è riuscita a evadere dal trasportino iniziando l'esplorazione dell'auto mentre eravamo in tangenziale e nel primo pomeriggio mi sono trovata la sala invasa dalle formiche. Bello questo giovedì!
  14. 1 point
    Primo: fila a presentare i tuoi libri qui. Secondo: concordo ancora con quello che hai detto. È che ho chiesto a me stesso cosa fare e non mi so rispondere. Ma non mollo
  15. 1 point
    Ho avuto lo stesso problema per un libro solitamente più lungo di quelli che scrivo abitualmente. L'ho scritto con il mio stile solito; poi l'ho riscritto rispettando tutte le regole suggerite dalla scrittura creativa; poi, sentendolo troppo artefatti e poco parte di me, sono tornato al mio stile solito. Non diventerò ricco vendendo mille copie, ma rileggendolo in futuro sarò sempre fiero di aver messo me stesso in quanto ho scritto: di non aver creato qualcosa di "vendibile", ma, almeno per me, di artistico, di mio. Non cercare la risposta giusta. Senti dentro di te qual è. Scrivi in uno stile che rappresenti ciò che senti e credo (al di là del comprensibile perfezionismo) sarai sempre fiero di te a ogni rilettura. Modesto parere mio.
  16. 1 point
    Con il tempo cambiamo noi ed è naturale che anche ciò che scriviamo tenda a cambiare sia a livello di stile che di contenuti. Si solito si ama di più l'ultimo libro scritto, perché vive del nostro presente e ci rappresenta maggiormente. Capisco il tuo stato d'animo e condivido la mancanza di tempo. Magari prova ad approfittare dei ritagli di tempo e scrivere o revisionare anche solo una pagina al giorno. A fine anno sono 365 pagine. Mica male... Materia affascinante la filosofia. La amo particolarmente per la sua capacità di aprire la mente e fornire spunti di riflessione interessanti e fecondi. Che autori apprezzi?
  17. 1 point
    Io purtroppo ne soffro, e soffro anche della mancanza di tempo. Da qualche tempo a questa parte, infatti, sento che sarebbe ora di riprendere in mano un vecchio progetto da tempo accantonato. Ma proprio il fatto che si tratta di roba vecchia mi blocca: voglio ancora scrivere quel libro? Voglio ancora dire quelle cose? Sì, ma come? Come avevo iniziato a fare? Devo riprendere tutto dall'inizio? Non so, intanto cerco di far ripartire un meccanismo fermo ormai da troppo tempo.
  18. 1 point
    Pausa pasquale dalle prove di teatro: prove di ripresa della scrittura.
  19. 1 point
    Pensando a certa gente, credo potrebbe davvero essere un benefattore a eliminarla 😉
  20. 1 point
    “Show don’t tell” rappresenta un’espressione entrata ormai nel patrimonio nozionistico di un qualsiasi esordiente scrittore. Se ne sente parlare quasi ovunque, sino a rasentare la nausea. Come ben si sa, costituisce una tecnica narrativa che, mutuando le proprie fondamenta dalla scrittura cinematografica, tende a utilizzare dialoghi e azione, anziché lunghe sequenze narrative-descrittive, allo scopo di favorire una partecipazione attiva del lettore alla narrazione e, di conseguenza, un suo maggior coinvolgimento. Hemingway stesso ne fu un convinto assertore. L’autore, quindi, risolve di porsi discretamente in secondo piano, lasciando che il fruitore interagisca direttamente con l’opera e costruisca autonomamente un’opinione personale sugli eventi via via letti senza essere influenzato dai preconcetti dello scrittore. “Pietro si accasciò sul divano, sospirando”, rende sicuramente meglio l’idea rispetto a “Pietro era davvero stanco” e lascia nella mente del lettore un’immagine vivida, molto più pregnante di tante descrizioni (non dimentichiamo che il cervello umano ricorda meglio le immagini rispetto alle parole e quelle più concrete rispetto a quelle più astratte). Personalmente lo ritengo uno strumento potente e straordinariamente utile per evidenziare diversi snodi o momenti narrativi. Credo anche, però, che non si debba abusarne. Non solo per il rischio di produrre narrativa tutta identica, informata alle stesse regole e priva di una propria originalità (che non deve mai mancare), ma anche per il semplice fatto che ricorrono momenti in una storia, soprattutto quando si penetra nella psiche di un personaggio, dove una simile tecnica non è agevolmente applicabile. E, anche quando lo fosse, temo sfinirebbe il lettore proponendogli una scrittura “monocorde”, in cui la varietà stilistica, che tanto contribuisce alla fluidità di uno scritto, si inaridisce e si appiattisce seguendo pedissequamente un solo modello. Utili le tecniche narrative, utilissimi anche gli spunti di scrittura creativa. Ma solo se si sa farne buon uso e, tramite l’esercizio, si apprende a dosarle tutte nella maniera corretta. O si finisce come l’apprendista stregone, incapace di maneggiare forze che aveva solo superficialmente imparato a conoscere. Fatemi sapere la vostra opinione.
  21. 1 point
    Quattordicesimo (se non erro) romanzo del ciclo dei Rougon Macquart, squisitamente intriso della ricerca di stampo naturalistico per la quale Zola viene spesso ricordato (chi ha avuto modo di scorrere i suoi Taccuini sa bene con quale precisione traesse le informazioni necessarie per costruire le sue storie e i suoi personaggi), narra la storia e la formazione del pittore Claude Lantier, di una vita drammatica, di un rapporto pervasivo con l'arte, di un'esistenza interamente trascorsa alla ricerca di una propria personale forma espressiva anche a fronte di un gusto imperante che sembra rifiutare la sua visione della pittura. È la storia di una lenta discesa nel baratro dell'ossessione, di una vita che sembra annullarsi per lasciar affiorare solo un pervasivo desiderio di emergere, di esprimere se stesso, di lasciare il proprio contributo, di vedere il proprio nome accanto a quello dei grandi. Un libro che ho amato tantissimo e che sembra analizzare tutto il percorso creativo artistico nei minimi dettagli: positivi o negativi che siano. Per gli amanti del genere, lo consiglio.
  22. 1 point
    Volentieri Gigiskan. 😊
  23. 1 point
    Non ho simpatia per l'aggettivo, confesso. E trovo contraddittorio che lo si usi a proposito dei luoghi in cui si insegna scrittura. Più corretto chiamarli "laboratori". Lo sbocciare dell'idea valida e magari l'espressione verbale poetica evocano l'immediatezza "creativa". Ma tutto (o quasi) il molto che occorre per scrivere un buon testo in prosa richiede la conoscenza e la capacità d'uso delle tecniche ad hoc. 😓
  24. 1 point
  25. 1 point
    Benvenuta… O per meglio dire bentornata!
  26. 1 point
    Benvenuta Rose, spero di leggere presto qualcosa di tuo anche se non sono amante del genere fantasy. Un'amica conosciuta qui, però, mi ha fatto quasi cambiare idea, chissà se anche tu farai lo stesso?
  27. 1 point
    Io in realtà non scrivo più da un bel po', anche se ogni tanto me ne torna la tentazione. Preferisco leggere le cose che scrivono gli altri
  28. 1 point
    Bello I testi vanno postati in questa discussione?
  29. 1 point
    Penso di esserci io!!! Sono una grande fan degli Avengers 😱 Dopo non so se riuscirò a guardare eventuali reboot...
  30. 1 point
    I miei colleghi, non guardano Avengers ma sono drogati di altre serie. Io da qualche anno a questa parte sto facendo una cura di Masha e Orso, Kung fu panda, Sing eccetera. vi lascio immaginare il perché.
  31. 1 point
    Io consiglio di tutto cuore Laini Taylor come autrice. Due sono le sue saghe: La chimera di Praga – una trilogia – e Il sognatore – duologia. Cinque libri molto molto belli, le due saghe sono indipendenti (anche se leggendoli poi si capisce che una correlazione tra mondi c'è, ma non serve aver letto l'altra per capirne una). Sono libri che sono riusciti a farmi leggere anche quando era diventato difficile (dovrei aprire un topic sulle crisi dei lettori ) Dimenticavo: sono entrambi urban fantasy.
  32. 1 point
    Nella barra in alto (quella dedicata all'utente, per intenderci), passando sulle ultime tre icone, ci sono questi testi in inglese: "Change background image", "Toggle greyscale", "Pause animated background" e "Animate background". Ne approfitto per dire che la nuova grafica è molto bella: semplice e pulita *va a caccia di testi da tradurre*
  33. 1 point
    Manca il punto a fine frase. Idem come sopra Questa frase la rivedrei così: Impassibile, la donna teneva gli occhi saldamente piantati in quelli dell'angelo. Ne aveva già uno in mano Forse manca ilverbo "fare". Bene, finite le pulci passiamo al commento. Se volessi liquidarti velocemente ti direi di scrivere un seguito di questa storia o di riscriverla con qualche dato in più ma non sono sicuro che tu abbia voglia di farlo. Il testo è accattivante ma manca veramente di indizi, sarebbe bello sapere chi è Cassandra (per un attimo ho pensato alla Cassandra fatta prigioniera da Agamennone dopo la guerra di Troia) e chi Roux (o magari sono l'unico che non ha capito chi sono ); dove si trovano, come mai un angelo (creatura alla quale siamo un po' tutti abituati a pensare come a un essere buono per definizione) sia pronto a sgozzare una donna che ha cacciato per ben due volte. Ma soprattutto: dopo l'amplesso che fanno? Lei gli da del figlio di puttana, lui non si capisce se la vuole ancora ammazzare (e nemmeno perché): forse il senso è semplicemente "Omnia vincit sexus"? Sono curioso di leggere altro da parte tua (magari commenti a quanto di già presente). Ciao.
  34. 1 point
    -Aghaaaaaa- La porta sbatté contro il muro quando venne spinta da una forma sbrodolosa e nera, che si contorceva nell'uscio scrutando interno della sala. Troppi denti per contarli, troppa paura per soffermarsi anche solo per pensarci. Ma poi che ci faceva Venom in un forum di scrittura? -Aghhaaaa! datemi una tastieraaahh- Coro: -Che cosa ne vuoi fare?- -La voglio dare in tes.... Fuck- *Venom mangia tutti*
  35. 1 point
    Succede perché è tanto bello ❤️ … Circa. Ha fascino.
  36. 1 point
    … Ah, non dal nick che uso dal 2006? XD
  37. 1 point
  38. 1 point
    A tuo rischio e pericolo! Mi hai evocato e sono apparsa!
  39. 1 point
    Sono moooolto contenta di averti qui, Ale!
  40. 1 point
    Devo fare cose ma sono troppe e non so da cosa partire. Quindi mi annoio. Ciao.
  41. 1 point
    Ti confermo che sono solo due volumi Spero ti piaccia, io l'ho amato Io sto leggendo "Sully" di Chesley B.Sully Sullenberger, la storia del pilota che nel 2009 fece atterrare il volo 1549 sul fiume Hudson a Manhattan.
  42. 1 point
    Da quando, grazie a UP, ho letto regina di fiori e radici, sono un fan di Lem! Non sono un amante del fantasy ma lei è veramente brava a scrivere. E, soprattutto, i suoi libri non sono infestati da elfi, gnomi e draghi.
  43. 1 point
    Benvenuto, ho visto che hai già inserito un racconto, non tarderò a darti il mio insindacabile quanto inaffidabile giudizio
  44. 1 point
    Ciao, @Nope Condivido il tuo stile di vita nopposo Buona permanenza!
  45. 1 point
  46. 1 point
  47. 1 point
    Ho finito "Ragazze elettriche" di Naomi Alderman e ho iniziato oggi "Le assaggiatrici" di Rosella Postorino.
  48. 1 point
    Nell'ultimo post sul blog Linda ha scritto che apriremo una nostra lista di case editrici. Sicuramente è utile, ma noi siamo la concorrenza Tanto noi siamo più belli e verranno tutti da noi 😎
  49. 1 point
    La vita sessuale delle sirene Andrea Malabaila (Clown Bianco) romanzo 253 pagine Per acquistarlo, clicca qui. Per leggere i primi due capitoli, clicca qui. Quando Ilaria, al primo appuntamento, gli chiede cosa preferirebbe se dovesse scegliere tra rimanere con lei per sempre oppure non rivederla mai più, Leonardo non ha dubbi: “Per sempre!” Inizia così la storia d’amore di Leo e Ila, due figli della media borghesia torinese a cui la vita sembra un tranquillo percorso con tappe ben definite: lo studio, il lavoro, il matrimonio. Il giorno delle nozze, Leo è pieno di entusiasmo e di speranze per la nuova vita che lo attende. Tutto potrebbe immaginare, tranne di trovare la sua sposa nella piscina del ristorante, nuda e avvinghiata a suo fratello. Un romanzo di formazione moderno, fresco e brillante, una storia sulla difficoltà di capire sé stessi e di amare.
  50. 1 point
    Ho in mente un progetto scrittevole: un romanzo ambientato ai tempi dei social. Titolo: Oliver Tweet.
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