Vai al contenuto

Tutte le attività

This stream auto-updates     

  1. Oggi
  2. Sto leggendo Testo tossico. Sesso, droghe e biopolitiche nell'era farmacopornografica di Paul B. Preciado, libro di teoria transfemminista un po' atipico che mescola autobiografia e studi di genere. Dell'autore avevo già letto qualche mese fa Terrore anale.
  3. Opinioni strettamente personali, quindi anche non condivisibili. Primo: Eventuali questioni andrebbero risolte prima di far partire il salone. In caso contrario si esterna alla gente un'immagine di profonda irresolutezza dalla quale l'organizzazione del salone non trae certo gran beneficio. Secondo: Come il buon Voltaire sono contrario a ogni forma di censura. Di destra o di sinistra che sia. Fare il censore vuol dire chiudere la bocca senza voler instaurare un dialogo e mostra l'incapacità di sostenere le proprie opinioni. Stand fascista? Ha pagato? Bene, lo faccia. Sta poi alla gente scegliere se andarci o no, se dialogare con loro o meno. Boicottare serve a poco. Meglio dialogare. Sempre e comunque. Partecipare ed esprimere le proprie idee per me ha molto più valore che limitarsi a boicottare. Significa fare manifestazione attiva, diretta, personale. Il dialogo non deve mai mancare e la censura non lo consente, perché tappa la bocca a priori. Inoltre, in Italia abbiamo sempre una censura servilista e parziale. Se la Chiesa mettesse in commercio libri omofobi, ad esempio, nessuno avrebbe il coraggio si ribattere...
  4. Ho cominciato i racconti i Conrad, autore che mi ha sempre incuriosito, ma che ho sempre posposto ad altri. Vediamo come va...
  5. Ultima settimana
  6. Finalmente ho ripreso a scrivere, e subito mi è tornato in mente perché non al computer: troppe distrazioni. Viva la penna!

    1. Gemini

      Gemini

      Anche su questo siamo d'accordo. Nemmeno io riesco a buttar giù la prima stesura a pc. Preferisco carta e matita. Poi passo tutto sul Word del telefono, così posso correggere ovunque mi trovi. Sono felice tu abbia ripreso. Fammi sapere come va. Se hai bisogno sono.qui come sempre.

    2. Russotto

      Russotto

      Grazie mille carissimo.

    3. Gemini

      Gemini

      Scherzi? È sempre un piacere 

  7. Earlier
  8. Mi piace molto Gaiman, è uno dei pochi autori fantasy che leggo. In American Gods mi è piaciuto a metà: come al solito, scritto bene e con una fantasia esplosiva, ma non esiste una vera trama. Si legge giusto per il piacere delle immagini.
  9. Dopo averlo lasciato a prender polvere in libreria per anni, finalmente ho preso in mano "American Gods" di Neil Gaiman.
  10. Anche io non mi ritengo contento. La questione è stata trattata in maniera estremamente confusa e, mi sembra, facendo poco riferimento alla legge. Mi sono informato sul reato di apologia del fascismo e vi rimando a questo articolo del sito La legge per tutti (ma anche a questo sul Post di oggi, e a uno più vecchio di Skytg24), da cui emerge in maniera sufficientemente chiara il fatto che dichiararsi apertamente fascista in Italia non è considerato un reato se tale dichiarazione non può essere associata al tentativo di ricostruzione del partito fascista. La casa editrice Altaforte, quindi, secondo la nostra legge avrebbe diritto di esistere e di occupare lo spazio pubblico, purché non faccia propaganda o non tenti di ricostruire il regime - e non erano questi i motivi della sua presenza al Salone. Non sono un giurista, quindi non so se il comitato organizzativo del Salone possa usare lo spazio che ha a disposizione come gli pare e piace. Se può fare quello che vuole, allora sono d'accordo con la scelta (arrivata comunque dopo un certo clamore mediatico e la minaccia pesante di ripercussioni economiche) di non dare visibilità a una casa editrice apertamente fascista. Ma se lo spazio che occupa è pubblico e ai sensi della legge può essere affidato a chiunque, la scelta diventa opinabile. Ripeto, non conosco per nulla queste dinamiche legali, e non saprei nemmeno bene come informarmi in merito; se qualcuno ne capisce di più, mi aiuterebbe a farmi un'idea più precisa. Per concludere. Avrei preferito meno polveroni confusi prima, meno grida di vittoria adesso e più riferimenti alla legge e riflessioni critiche sulla libertà di opinione, sulla natura dello spazio pubblico, su chi lo possa occupare e per quali motivi.
  11. Hai ragione nel dire che non siano la stessa cosa e, certamente, non volevo intendere quello. Ma si parlava comunque solo della presenza di una (e ribadisco una fra tantissime) casa editrice filo fascista (non un ricostituito partito fascista) al salone del libro. Sulla seconda parte, la cacciata della suddetta casa editrice dal salone, non sono pèer nulla contento. Se non fosse nata una polemica, se non ci fossero i social che ingigantiscono sempre tutto, la sindaca e il presidente non si sarebbero nemmeno scomodati. Questa, per me, è censura mascherata per qualcos'altro. Censura, la stessa cosa che fece lui a suo tempo.
  12. Non credo sia la stessa cosa, francamente. Non che non siano punti importanti, ma il fascismo è qualcosa di ancora più grande, e ancora più grave, e soprattutto che ci può portare a conseguenze catastrofiche. Comunque stasera è arrivata la bellissima notizia che, dopo il casino che si è scatenato e gli interventi della sindaca Appendino e del presidente della regione Chiamparino, il Salone ha revocato l'ammissione di Altaforte: Io ne sono felice, davvero. Ma felice felice, al punto che sono commossa.
  13. Sono d'accordo, aggiungerei solo che disertando il salone facciamo un piccolo torto a una sola casa editrice e un grande torto a tante case editrici. Inoltre: siamo sicuri che le altre case editrici non abbiano qualche sorta di scheletro nell'armadio? Pagano i propri dipendenti? Si fanno pagare per pubblicare? Pagano le tasse? Io non so se riuscirò ad andare al salone ma se non andrò non sarà certo per colpa dei fascisti.
  14. Siamo caduti proprio nel paradosso della tolleranza di Popper: una società tollerante può tollerare gli intolleranti? Come sempre, le risposte nette non sono ammesse. Camus direbbe che siamo fra il sì e il no. E rimaniamo impigliati fra queste due opzioni, aggiungerei. Mentre cerchiamo una risposta, però, possiamo resistere. Sia disertando il Salone per protesta, sia andando per far valere la propria opposizione. L'importante credo sia fare una scelta consapevole ed esercitare il pensiero critico. Fare cioè proprio quelle cose che i fascisti non sono in grado di fare.
  15. Il discorso sull'apologia del fascismo è molto complesso. Di fatto, per quanto ho capito curiosando tra le leggi in questione, non è vietato dichiararsi fascisti. Per "apologia" si intende l'esaltazione di persone o metodi usati dal partito fascista allo scopo ricostituire o indurre a ricostituire il suddetto partito. Quanti editori ci sono al salone del libro? Un solo editore riesce a scatenare tanto furore? Se fossi un autore o un editore non boicotterei il salone, anzi, ignorarne la presenza sarebbe la cosa migliore, so che molti andranno lì a stringere la mano a queste persone ma non condivido chi ha scelto di non esserci. Per quanto riguarda Bella Ciao, non potrò esserci ma sarebbe da cantare sempre, non solo quando se ne sente la necessità.
  16. Il problema è che il fascismo non è un'idea, è un reato, stando alla nostra Costituzione. Il responsabile di Altaforte ieri sera ha dichiarato: (fonte: https://torino.repubblica.it/cronaca/2019/05/06/news/polacchi_dell_ditrice_altaforte_si_sono_fascista_mussolini_il_miglior_statista_italiano_-225594832/) Non penso sia accettabile che chicchessia dichiari una roba simile, tantomeno se la persona in questione è l'editore di un libro del nostro Ministro degli Interni. È allucinante, secondo me. Io mi unirò a quelli che sabato vanno a cantare Bella Ciao davanti al loro stand
  17. Sono d'accordo con te, così gli lasciano campo libero e visibilità. Inoltre, opinione mia, la libertà di pensiero è sacrosanta. Anche quando il pensiero non è condivisibile. Ci tengo a precisare che non sono fascista ma comunque ritengo che si debba lasciare spazio di parola ed espressione a chiunque voglia esprimersi senza offendere o ledere nessuno. Credo che il direttore abbia ragionato in questo modo, se avesse negato lo spazio a queste persone sarebbero nate comunque altre polemiche relative a una specie di censura, perché quello, alla fine, sarebbe.
  18. Ultimo aggiornamento: anche Zerocalcare annulla i suoi impegni
  19. ... Sì. E lo dico perché la prima colpevole sono io stessa, che leggo poco, male e passo un sacco – troppo – tempo sui social, su Facebook (due ore al giorno di media, dice l'app) in particolare. Leggo molto su smartphone, l'ebook reader ormai non lo utilizzo più e i miei occhi non ne soffrono (so' abituati, poveretti) ma leggo POCO. Dannatamente poco. E mi odio per questo, eh? Mi colpevolizzo moltissimo.
  20. Vista la polemica sul Salone del libro?

    1. Russotto

      Russotto

      Vista, spero che non si gonfi troppo.

  21. Non so se abbiate seguito le polemiche degli ultimi giorni: è iniziato tutto da un post di Christian Raimo in cui criticava la presenza di editori con idee e libri fascisti al Salone. Monta la polemica, dall'altro lato sono ben pronti a raccoglierla e a cavalcarla, soprattutto perché ci sarà Altaforte, la casa editrice di Casa Pound, che espone il libro di Salvini. Nicola Lagioia, direttore del Salone, ha scritto un post su Facebook per chiarire che nessuna presentazione del libro di Salvini è nel programma ufficiale, checché ne dicano gli altri: Raimo si è dimesso sabato, e ha pubblicato questo post: Lagioia lo ha difeso, in un'altra nota, sempre di sabato: Non è però finita: i Wu Ming prima e Carlo Ginzburg poi hanno annullato la loro partecipazione al Salone del Libro. I Wu Ming hanno scritto un lungo comunicato stampa, in cui dicono "Gomito a gomito coi neofascisti? Mai" (e vi invito a leggerlo). Si sta spargendo un hashtag, #BoicottailSalone, e non sono pochi quelli che stanno rinunciando ad andare al Salone in segno di protesta. Voi che ne pensate? Per come la vedo io non bisogna lasciare un singolo cm in più ai fascisti, e starsene a casa lascia loro molti, troppi cm in più.
  22. Be' quando il medico ti dice di farti trenta minuti di camminata al giorno, magari tu ti fai due tante ma sicuramente il tuo fisico ne trae vantaggio. Credo che, anche se in maniera totalmente involontaria, del tutto indiretta e via discorrendo, certe attività che costringono il cervello o i muscoli o gli anticorpi a fare il loro dovere fanno bene; a prescindere che lo si voglia o meno. Certo che se vengono fatte con piacere è tutto un altro .
  23. Penso che tante cose possano farci bene, ma dipende solo da noi assecondarle, se le sentiamo divenire vere e proprie passioni. La lettura ha dei lati positivi e per me risulta naturale assecondare questa passione e trarre i vantaggi che può dare. Lo sport ha altrettanti vantaggi, ma non mi ha mai appassionato e, di conseguenza, ne riconosco i vantaggi ma li lascio dove sono. In sostanza occorre sempre il nostro assenso e personale apporto perché un'esperienza frutti. Chi legge per forza o fa sport per forza non ne trae nulla, pur essendo in sé attività fruttuose.
  24. Secondo me, leggere male non fa. Aiuta a tenere allenata la dialettica (cosa non da poci di questi tempi) e la mente. Sì, decisamente dobbiamo leggere.
  25. Ho solo preso uno spunto in più dal tuo intervento precedente. Discutere aiuta sempre a crearsi un'idea sempre più completa. Speriamo anche altri, oltre e te e al buon Gigis, contribuiscano.
  26. Non avrei saputo dirlo meglio. Inutile dire che mi hai tolto le parole di bocca.
  27. Forse l'abuso di tecnologia e svariati altri cambiamenti culturali hanno spinto un po' tutti a concepire ogni aspetto della vita come qualcosa da svolgere in fretta, come qualcosa destinato a cambiare con rapidità incredibile. Così facendo, però, non soffermandosi mai in maniera approfondita su nulla, non concedendosi il tempo necessario per apprezzare quanto si vive o si scopre , l'esistenza stessa diviene un treno in corsa che non consente si apprezzare il paesaggio per intero, ma solo fugaci istantanee. Dovremmo tutti imparare a rallentare un pochino, prediligendo il valore della qualità a una quantità in sé sterile. Sembra retorica, ma non lo è e non intende esserlo.
  28. Lo sport per me è stato un ottimo insegnante di vita, questo lo dico sempre. Ma anche in altri ambiti diversi dalla lettura vale la regola della predisposizione o quanto meno della volontà di guardare oltre al semplice appagamento. Basti vedere quante persone odiano il loro lavoro per principio, quanti tifosi si disperano per una partita persa (perché ci sia un vincitore è necessario che ci siano dei perdenti) o quanti si mettono a imprecare come matti perché la vita pare avergli voltato le spalle. Tutte queste persone cercano solo l'appagamento immediato e facile da ogni cosa, non sanno o forse non vogliono capire che, se guardano un po' più lontano che il loro naso, esiste un mondo di bellezza che li attende. Vale la pena fermarsi un attimo, leggere un libro e farsi coinvolgere dalle vite dei personaggi, ascoltare un brano musicale e apprezzarne ogni singola nota, guardare una partita di calcio e apprezzare le prodezze dei giocatori senza pensare alla sola conta dei gol.
  1. Carica più contenuti
  • Newsletter

    Want to keep up to date with all our latest news and information?

    Sign Up
×
×
  • Crea Nuovo...

Cookie, cookie e ancora cookie

Come saprai, usiamo dei cookies per garantire il miglior funzionamento del sito. Puoi leggere la cookie policy, oppure cliccare su "Accetto". Consulta anche la privacy policy completa. Privacy Policy