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  1. Ieri
  2. Russotto

    Jukebox

    Chattando in tag con @Gemini mi è venuta in mente questa canzone, che parla di chi vede la propria fama offuscarsi da nuovi arrivi. Forse in questi casi vale la pena avere quel valore aggiunto che risiede nelle opere create secondo il proprio personale gusto e non con quello del pubblico. Perché prima o poi igusti del pubblico cambiano, e quando "somebody new comes along" sirischia di diventare immediatamente vecchi. https://www.youtube.com/watch?v=p1kHMB2DVgc
  3. Ultima settimana
  4. ... Film cui si salvano solo lo scenario e Hugh Jackman (no, OK, anche Carl era adorabile).
  5. Gigiskan, confesso che anch'io ero assai scettico in merito agli autori statunitensi. Però, vincendo la mia ritrosia iniziale e dedicando un po' del mio tempo a vagliarne gli autori, ho fatto piacevoli scoperte. Magari non esistono autori che prediligo in assoluto (come mi capita con Hesse o Hugo, ad esempio), ma ritengo alcune opere degne di stima e anche di nota. Steinbeck, ad esempio, ma anche Fante, Poe, Melville, Whitman, Fitzgerald. Ma va sempre a gusti. E anche a momenti.
  6. Oddio, credevo fosse implicito, evidentemente non lo era. Quindi si, se vuoi partecipare posta pure qui il tuo testo.
  7. Ammetto di avere sempre visto John Fante con sospetto: ogni tanto penso che dovrei provare a leggerlo (nello specifico questo libro di cui parli), ma poi mi dico che non fa per me. Così, a pelle. Sarà anche il fatto che non sono un fanatico della letteratura statunitense, che frequento ma con parsimonia.
  8. Nella California degli anni Trenta si svolge la tormentata vicenda d'amore tra Arturo Bandini (alter ego di Fante che comparirà in altri tre suoi romanzi), scrittore in cerca di nuova ispirazione per un prossimo romanzo e la cameriera messicana Camilla Lopez, sensibilmente diversa da lui e in realtà innamorata di un terzo protagonista (Sammy). Una vicenda intricata, nella quale il protagonista, attraverso la scoperta di un legame sentimentale che desidera, che rifiuta non appena sembra poterlo ottenere, che soggioga la sua vita e che, comunque, mai sembra realmente abbandonarlo, schiude uno spiraglio su se stesso, sul desiderio di mostrarsi migliore di quanto in realtà sia, sul rifiuto di un'indole apparentemente fragile e remissiva assai dissimile da quella che il contesto sociale circostante sembra celebrare, sulla fallace costruzione di un'immagine quanto più "vincente" possibile, su quell'esitazione esistenziale (frutto del contrasto tra maschera e indole reale), destinata a paralizzare la vita di Arturo nella stessa, sterile impasse che caratterizza molti dei personaggi di Fante.
  9. Buongiorno Celaena, la tua difficoltà nasce a livello stilistico o di storia? Prova ad abbozzarci la storia: vedrai che qualcosa si trova.
  10. Uh, il blocco dello scrittore Da un bel po' non scrivo più, per mancanza di tempo e perché le idee che mi vengono mi sembrano sempre banali. Vista la mia apparente incapacità di portare avanti lunghi progetti ho provato a buttarmi su un racconto. Risultato: ho scritto il finale, in testa ho tutto lo svolgimento delle vicende ma mi manca la parte iniziale Si accettano consigli
  11. Gigiskan, sono d'accordo fino a un certo punto con la tua analisi: è vero che il rapporto sessuale non parte con buone premesse e se parliamo di legge è ovviamente stupro, se però prima di applicare leggi (anche morali) seguiamo la dinamica della seppur non troppo solida trama, è chiaro che per la protagonista è più conveniente proporre e accettare il rapporto sessuale che morire male. Credo che il problema del racconto sia proprio qui: se la relazione tra i due protagonisti è fumosa, tanto da non potersi dire se sia (rubando la terminologia alle fanfiction) non-con o dub-con, la caratterizzazione psicologica o almeno la volontà dei protagonisti dovrebbe essere resa un po' più esplicita: quanto Cassandra è padrona della situazione? Quanto è succube e quanto invece manipola l'angelo? Nel primo caso descriverei la cosa come una violenza (anche nel finale), nel secondo lavorerei più su un gioco seduttivo da parte di Cassandra nella parte centrale del racconto (in questo caso, piccolo suggerimento: l'atmosfera diverrebbe di certo più leggera se nel finale scoprissimo che non è la prima volta che una situazione simile, tra i due, finisce in questo modo e che quindi da nemici mortali i due hanno reso i loro incontri una specie di gioco erotico).
  12. Bilancio della giornata: la gatta ha vomitato due volte, al ritorno dal veterinario è riuscita a evadere dal trasportino iniziando l'esplorazione dell'auto mentre eravamo in tangenziale e nel primo pomeriggio mi sono trovata la sala invasa dalle formiche. Bello questo giovedì!

  13. Tra i filosofi che preferisco annovero Pascal, Schopenhauer, Nietzsche, Heidegger, Platone, Kierkegaard, ma anche Locke, Hobbes e Leibnitz sono assai affascinanti, soprattutto per la comprensione del vivere associato. Di Nietzsche e Platone ho letto tutto. Degli altri solo le opere principali. Come tutto la filosofia va presa a piccole dosi e va disaminata attentamente. Il pensiero può diventar pericoloso se lasciato a briglia sciolta.
  14. @Russotto, hai mai provato a riscrivere da capo quel testo? Potrebbe essere un buon modo per sentirlo di nuovo vicino. Ho un rapporto di amore-odio con la filosofia. A volte mi sembra che il pensiero si faccia più leggero, altre mi sembra che si appesantisca. E faccio un po' a pugni con il fatto che sia un sapere senza contenuti, una scienza senza oggetto (perché si occupa del soggetto, infatti). Dilemmi sulla mia scelta universitaria a parte. Amo molto Camus e Sartre, in modo diverso e per cose diverse; sto cercando di avvicinarmi a Simone Weil, di cui ho letto il folgorante La persona e il sacro; vado molto d'accordo con lo stoicismo, in particolare quello latino: Seneca e Marco Aurelio; mi interessano la psicoanalisi, la linguistica, la semiotica e gli studi di genere (saperi che trovo siano tutti collegati tra di loro, tra l'altro). Comunque ne capisco ben poco, di filosofia xD Tu leggi qualcosa di filosofia? (Siamo un po' off topic, ma ci piace lo stesso).
  15. Ma la presentazione dei propri libri non è riservata solo ad Amministratori e Companion? Sinceramente, per ora mi sono limitato ad aggiornare il mio profilo inserendo i titoli...
  16. Primo: fila a presentare i tuoi libri qui. Secondo: concordo ancora con quello che hai detto. È che ho chiesto a me stesso cosa fare e non mi so rispondere. Ma non mollo
  17. Ho avuto lo stesso problema per un libro solitamente più lungo di quelli che scrivo abitualmente. L'ho scritto con il mio stile solito; poi l'ho riscritto rispettando tutte le regole suggerite dalla scrittura creativa; poi, sentendolo troppo artefatti e poco parte di me, sono tornato al mio stile solito. Non diventerò ricco vendendo mille copie, ma rileggendolo in futuro sarò sempre fiero di aver messo me stesso in quanto ho scritto: di non aver creato qualcosa di "vendibile", ma, almeno per me, di artistico, di mio. Non cercare la risposta giusta. Senti dentro di te qual è. Scrivi in uno stile che rappresenti ciò che senti e credo (al di là del comprensibile perfezionismo) sarai sempre fiero di te a ogni rilettura. Modesto parere mio.
  18. C'è un nuovo utente che si chiama @ziofax...

    Nome che suona vagamente... sabaudo.

  19. Grazie Gemini, proverò a seguire il tuo consiglio. Anche se devo già dirti che, dopo aver risposto a questa discussione, ho provato a riaprire il file del progetto di cui parlavo e poco dopo l'ho richiuso senza concludere nulla: non so ancora se cambiare stile o mantenere quello con cui sono partito.
  20. Con il tempo cambiamo noi ed è naturale che anche ciò che scriviamo tenda a cambiare sia a livello di stile che di contenuti. Si solito si ama di più l'ultimo libro scritto, perché vive del nostro presente e ci rappresenta maggiormente. Capisco il tuo stato d'animo e condivido la mancanza di tempo. Magari prova ad approfittare dei ritagli di tempo e scrivere o revisionare anche solo una pagina al giorno. A fine anno sono 365 pagine. Mica male... Materia affascinante la filosofia. La amo particolarmente per la sua capacità di aprire la mente e fornire spunti di riflessione interessanti e fecondi. Che autori apprezzi?
  21. Io purtroppo ne soffro, e soffro anche della mancanza di tempo. Da qualche tempo a questa parte, infatti, sento che sarebbe ora di riprendere in mano un vecchio progetto da tempo accantonato. Ma proprio il fatto che si tratta di roba vecchia mi blocca: voglio ancora scrivere quel libro? Voglio ancora dire quelle cose? Sì, ma come? Come avevo iniziato a fare? Devo riprendere tutto dall'inizio? Non so, intanto cerco di far ripartire un meccanismo fermo ormai da troppo tempo.
  22. Io non scrivo qualcosa di "serio" da anni, si potrebbe dire che vivo in un blocco perenne Non credo di essere un asso nella narrativa e in generale ho poche idee e poco originali, preferisco leggere quello che gli altri scrivono. Probabilmente sono più portato per la riflessione filosofica che non per la scrittura creativa, ma non ho le competenze per scrivere alcunché sulla filosofia (quando dovrò scrivere la tesi mi toccherà farle saltare fuori queste competenze, però). Avrei voglia di scrivere, ma non ho nulla da dire, insomma. Nel dubbio, non scrivo nulla e almeno evito di riempire il mondo della mia robaccia
  23. Il fantomatico blocco dello scrittore (che, credo, con altri nomi riguardi un po' tutti gli artisti o i creativi in genere)... Se ne sente parlare spesso. Spessissimo, anzi. Ringraziando Dio, per mia fortuna non ne ho mai risentito o sofferto. Forse per aver cominciato a scrivere con costanza molto tardi (così da poter approfittare di tutto ciò che in una vita si era sedimentato nel cuore e nella coscienza), forse perché ho un'indole molto riflessiva e tendo a trarre spunti anche da cose o eventi in apparenza insignificanti, forse per mera fortuna (che non guasta). Per me, al contrario, il guaio risiede semmai nel non aver tempo sufficiente per annotare e concretizzare tutto ciò che mi passa per la mente. Nondimeno, pur non avendone ancora sofferto, temo il "blocco" enormemente, al punto che i pochi istanti prima di cominciare a scrivere sono da me vissuti come un piccolo inferno personale, nel quale dubbi e perplessità circa capacità e bontà di quello che si intende scrivere rischiano talora di inficiare ogni sforzo. Ma ho imparato a pensare in piccolo, a cercar non di voler subito creare il quadro finale e completo e di scrivere poco per volta, a piccoli pezzi, con costanza (quella sì che non mi manca!) concentrando le energie per produrre un solo passo alla volta. Un passo che diviene determinante, però... Vi siete mai sentiti bloccati? Come avete superato un simile momento?
  24. Terrò presente. Sembra molto interessante. Grazie
  25. Ho postato una mini recensione in questo topic
  26. illuminano sul libro che hai appena terminato, Gigiskhan. M'incuriosisce. Grazie
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