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  1. Oggi
  2. La mia writer-coach si è assopita, il che non sarebbe neppure un problema se smettesse di russare. 

    Buongiorno e buona scrittura a tutti!

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  3. Ieri
  4. @Mattia Alari I consigli tecnici sono conditi con aneddoti e ricordi d’infanzia, l’atmosfera talvolta si fa quasi onirica; il tutto è molto piacevole e scorrevole, ma non è il classico manuale di scrittura. Per certi aspetti, però, è più prezioso perché tocca corde emotive.
  5. AlexMai

    Porto Seguro Editore

    Nome: Porto Seguro Editore Sito: http://www.portoseguroeditore.com/ Generi pubblicati: Nessuna preclusione di genere, in catalogo anche poesie e raccolte di racconti. Pubblicazione: cartacea e digitale Email: info@portoseguroeditore.it Distribuzione: Libro Co. Italia s.r.l. (ma pare stiano passando a Messaggerie). Modalità di invio manoscritti: http://www.portoseguroeditore.com/pubblica-con-noi/ Allegati: sinossi
  6. Mi incuriosisce che tu lo definisca "troppo sognante" e sopra le righe. Ti va di spiegare in che senso?
  7. per chi scrive col S.O. Linux per i caporali: Alt Gr + < (o z) = « Alt Gr + x = »
  8. @Mattia Alari tieni conto che il libro dal quale è tratto il brano si rivolge a chi approccia la scrittura da principiante, poi a mano a mano che diventa un mestiere le cose si fanno differenti, bisogna organizzare l'attività come in ogni altro lavoro. Comunque in questo libro, talvolta troppo sognante e sopra le righe, ho trovato tanti spunti interessanti, sono felice di averlo letto e, probabilmente, sarò felice di rileggerlo tra un po'.
  9. Ultima settimana
  10. Grazie di aver condiviso queste parole e il tuo pensiero a proposito della scrittura. Da grafomane, il mio problema è NON scrivere tutti i giorni. A volte scrivo e dovrei fare qualunque altra cosa o almeno... scrivere qualcosa di diverso da quello che ho voglia di scrivere. Hai comunque ragione: dal punto di vista spirituale, se vogliamo considerare la questione sotto questo aspetto, buttare giù righe è utile e molto positivo. Penso che scrivere ti dia la misura esatta di te stesso in un certo momento. Non è poco. Ma al tempo stesso potrebbe anche essere troppo (e intendo dire per chiun
  11. Il postino oggi mi ha portato una bella sorpresa, da parte di Stefania Crepaldi (editor) e Dino Audino editore:  "Lezioni di narrativa".

    Felicità :-D

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  12. Nuovo video rilasciato oggi Questa volta ho parlato di font – e di come questi si utilizzano nelle pubblicazioni, assieme alla mia collega, la dott.ssa Laura Pagliuca. Ecco il link: https://www.instagram.com/tv/COdFA9FKlQs/?igshid=176v0dfdmjesq
  13. Sono d'accordo con quanto detto da @Niji. I professionisti del settore editoriale non sono editori, ma appunto professionisti che vengono assunti su commissione, o dalle case editrici, o dagli autori indipendenti (che svolgono in proprio il ruolo di editori). Non è loro compito investire sul libro, i professionisti offrono un servizio e, in quanto tale, va pagato. E i costi in media, dei professionisti veri, sono più alti rispetto al percepito del pubblico, che sembra avere un'idea del tutto errata riguardo il loro lavoro, con sproporzioni molto importanti. Sul discorso riguardo il pagame
  14. È venerdì, sono le sei di pomeriggio. La giornata, almeno la parte lavorativa di essa, è finita. Sono tornato a casa, apro la porta e il silenzio mi avvolge. Ancora poco e questo silenzio svanirà: arriverà mia moglie con i bambini e il consueto rituale del rientro avrà inizio. Metto a posto la poca spesa che faccio ogni giorno appena uscito dal lavoro: il pane sul tavolo, i biscotti nell’armadio a muro, la verdura nel frigorifero. Bevo un bicchiere d’acqua e tamburello con le dita sul ripiano della cucina. Staranno arrivando? Sento sbattere delle porte, mi affaccio al balcone ma no
  15. A tutte le autrici comiche, qualora ve ne fosse qualcuna in ascolto, offro la possibilità di essere ospitate su Patataridens, il primo blog italiano dedicato alla comicità femminile, con un articolo di presentazione o un assaggio di lettura delle loro opere.

     

     

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  16. Una romanzo fantasy ben scritto quello di Niccolò Cortini, parola della nostra Grazia Elettra Cormaci: https://www.scrittorindipendenti.com/2021/05/recensione-il-messaggero-dei-cinque-di.html
  17. Sfranz

    Le Mezzelane

    Grazie per l'info. ma a questo proposito si dovrebbe discutere quest'argomento in un forum specifico: chiediamo aiuto allo staff. io avevo tanto tempo fa un sito che mi pare ormai chiuso ma negli archivi qualcosa di interessante si troverà: Scrittori in causa.
  18. "Non si ama qualcuno perché è perfetto. Lo si ama nonostante il fatto che non lo sia" (Jodi Picoult)

    Buona domenica a tutte e a tutti <3

    1. Sfranz

      Sfranz

      La suprema felicità della vita è essere amati per quello che si è o, meglio, di essere amati a dispetto di quello che si è.

      Victor Hugo

      ciao!

  19. Desy Icardi

    Le Mezzelane

    I contratti standard generalmente prevedono una decadenza dei termini in caso di mancata pubblicazione (e anche di mancata consegna dell'opera da parte dell'autore in taluni casi), non so se esista una legge in proposito o se sia solo una consuetudine, ma in genere ho sempre visto un limite di due anni.
  20. Deva

    Le Mezzelane

    Credo che un contratto a norma di legge debba specificare i tempi di pubblicazione. Da qualche parte ho comunque letto che se anche non fosse fissato non può superare i due anni dalla firma del contratto. Pensate, proprio in quest'ottica, cosa significhi aspettare non uno, ma da due anni in su senza avere riscontri della propria opera. In un arco tale di tempo un autore studia, cresce, va avanti. E non sa nulla del proprio libro, perché chiedere notizie era ritenuto alla stregua del mancato rispetto per loro
  21. Sfranz

    Le Mezzelane

    Eh già! Hai perfettamente ragione. Ma non si potrebbe mandare alla Casa Editrice una sorta di ultimatum : "fintanto che non pubblicherete concretamente la mia opera, mi riterrò tacitamente autorizzato a proporla alla concorrenza anche a costo di sciogliere il contratto con voi" nel quale ci dovrebbe anche essere scritto, nero su bianco, il termine massimo ed ultimo di uscita, oltrepassato il qual io autore sono del tutto svincolata da qualsiasi obbligo contrattuale e, per questo non perseguibile a nessun titolo. e per alcun motivo.
  22. buccinnart

    Le Mezzelane

    Spero di non andare OT rispondendo a questa parte di messaggio, in tal caso mi scuso. Volevo solo dire che secondo me il problema non è tanto la vanità, quanto il fatto che molti autori probabilmente vogliono fare della scrittura un lavoro, e se per anni mi tieni bloccato mi impedisci non solo di guadagnare dall'opera che hai accettato, ma anche di proporla ad altri editori. Un po' come se domani facessi un colloquio e mi dicessero "bene, brava, sei assunta", per poi rimandare di continuo il mio inizio in azienda... ma così di che sopravvivo?
  23. greenintro

    Jukebox

    1 Maggio 1994. Lo ricordo bene quel pomeriggio
  24. Complimenti, signora . La copertina del tuo Il faantasma del lettore passato è identica a quella del libriccino contenente due racconti lunghi di Roald Dahl, Il Libraio che imbrogliò l'Inghilterra, Teadue, 1999. Il secondo racconto, Lo scrittore autommatico, molto carino e, alla fine, malinconico. Ciao e buon fine settimana.

    1. Desy Icardi

      Desy Icardi

      In realtà quel quadro intitolato "Library worm" è stato utilizzato spesso come copertina, anche da Einaudi per un romanzo qualche anno fa, io però non decido le copertine

    2. Sfranz

      Sfranz

      Lo so, lo so. E' raro un autore possa decidere o contribuire alla copertina. Mi piace la tua poliedricità che ti accomuna a E-E Schmitt (per parlare solo di autori viventi, sennò... potrei citare, don Luigi - Pirandello -, Musil, Buzzati, Durrenmatt, Camus). Oltre alla narrativa scrivi di teatro (e lo fai in diversi ruoli: autrice, regista). Beata te che ne hai avuto la possibilità... Sì, sì, mi piace questo esser protesa all'espressione artistica  quasi a 360 gradi: per quel che ne so, ti mancano le arti figurative e la musica. Ho guardato una tua intervista e ho sentito che stai costruendo un ciclo di romanzi basati sui sensi: olfatto, tatto ecc. ... idea originale. Per quanto riguarda la vista hai letto Il dono oscuro di John M. Hull (Adelphi)? E' il diario di uno che diventa gradualmente cieco e, appunto, descrive come gli cambia necessariamente la percezione del mondo.

      Saluti 

    3. Desy Icardi

      Desy Icardi

      Ti rispondo in 3 parti. Arti figurative_ dipingevo a olio, prima di perdere gradualmente la vista a causa di un morbo, dalla qual cosa nasce l'idea della pentalogia sensoriale.

      In quanto alla musica, sono la smentita vivente dell'assioma che i ciechi (quasi cieca nel mio caso) abbiano  un buon orecchio musicale... 

      Ho provato a studiare musica a più riprese con esiti devastanti.

    4. Sfranz

      Sfranz

      Mal comune mezzo gaudio, si dice: Io ho perso un occhio (sinistro) già malato dalla nascita e l'altro ci vede abbastanza bene dopo la cataratta operata nel 2007 è sempre in cura ovvio contro  il glaucoma. 4 anni la chiusura di una coronaria mi provoca un infarto con inserimento di stent, infarto che, mi ha detto il mio cardiologo, ho superato bene. 

      Io non so scrivere musica ma da giovane  - fin dall'adolescenza - suonavo il pianoforte. per difetti neurologici (eparesi congenita al lato sinistro del corpo) non posso dire di saper suonare il pianoforte: mi limito a dire che lo strimpellavo con gusto: tutte musiche mie: a 8 anni (subito dopo che rimasi orfano di madre) le prime poesie e, nell'inoltrata maturità  i racconti (per tipologia: fantastici, esistenziali e noir).  Qualche ideuzza per film nella giovinezza: potrebbero essere idee per romanzi ma preferisco la (moderata) brevità. 

      Be' non ti annoio oltre.

      saluti

    5. Desy Icardi

      Desy Icardi

      Ma figurati, mi spiace per le tue angustie ma è bello vedere come spesso generino creatività. Buona domenica.

  25. Sfranz

    Le Mezzelane

    È evidente, a questo punto, che, una volta con l'opera conclusa in mano, bisogna decidere come farla leggre agli altri. Sul self-publishing se non ricordo male, ci dovrebbe essere un forum apposito su questo bel sito. Quindi vai a vedere là. Hai tutta la mia comprensione. Tanto più che il successo di un'opera (e di chi l'ha scritta) lo fanno i lettori, non chi pubblica quell'opera a cui può solamente esser riconosciuto l'aver avuto buon fiuto nello scovare l'autore/autrice con qualche capacità da valorizzare. Nulla più.
  26. Deva

    Le Mezzelane

    Ci sta tutto: la nostra vanità come autori, il sogno, la possibilità di farsi conoscere. Ma anche il guadagno per chi crede dell'autore. Tutte le piccole_medie Ce devono trovarenil modo di sopravvivere. Nel caso specifico quello che manca a questa realtà editoriale è spesso l'educazione. Non potete, o forse si, immaginare i modi spesso scortesi con cui rispondevano a semplici domande dell'autore. Io ho avuto modo di confrontarmi con molti colleghi che, come me, chiedevano solo ciò che era nostro diritto sapere. Tipo, dopo anni di attesa, quanto c'era da aspettare. Quello che è sempre mancato
  27. ARYA STARK

    Le Mezzelane

    Me ne sono resa conto a mie spese. Su otto piccole case editrici provate, non una è riuscita a distribuire e promuovere il libro come promesso, limitandosi a qualche post sui social. Allora bisogna rivolgersi all'autopubblicazione? HELP!
  28. Sfranz

    Le Mezzelane

    È umanamente comprensibile che un autore, un'autrice vogliano veder concretizzato il sogno chissà da quanto tenuto in un cassetto o una cartella. È vanità, dopotutto, ma giustificabile e perdonabile. Ma è proprio su questo desiderio forte che fan leva le Case Editrici , soprattutto, credo, le medoi/piccole, il cui scopo primario, mascherato da operazione culturale, è guadagnare, O, perlo meno, rientare con le spese. Anche questo è umanamente e commercialmente comprensibile. E su questa vanità degli autori, esordienti e/o emengenti, queste CE sanno di potersi permettere qualsiasi comportamento,
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